26.023 · Oggetto del Consiglio federale · 2026-03-13
Dipartimento degli affari esteri
Nella Commissione del Consiglio degli Stati
Zusammenfassung
Protocollo di modifica dell’Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 13.03.2026
Messaggio relativo al pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III)
Il 13 marzo 2026 il Consiglio federale ha approvato il messaggio relativo al Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE (Bilaterali III)» all'attenzione del Parlamento. Il Pacchetto Svizzera-UE mira a garantire per il futuro il funzionamento della comprovata via bilaterale, che è stata sviluppata in modo pragmatico negli ultimi 25 anni. Essa si è rivelata fondamentale per la prosperità, l'innovazione e la sicurezza della Svizzera.
Il pacchetto Svizzera-UE mira a consolidare la partecipazione settoriale al mercato interno dell'UE e a rafforzare l'occupazione, la ricerca, l'approvvigionamento energetico e la protezione dei consumatori. Gli accordi e la loro attuazione a livello nazionale, comprese le misure di accompagnamento, offrono alla Svizzera i vantaggi della partecipazione al mercato interno dell'UE e, al contempo, e le permettono di conservare il suo margine di manovra politico.
Il pacchetto comprende adeguamenti degli accordi esistenti sul mercato interno, norme sugli aiuti di Stato, la partecipazione ai programmi dell'UE, il contributo svizzero alla coesione e nuovi accordi nei settori dell'energia elettrica, della sicurezza alimentare e della salute. Inoltre, si intende instaurare un dialogo politico ad alto livello a livello ministeriale e una cooperazione parlamentare più intensa. Nei negoziati con l'UE, la Svizzera è riuscita a ottenere deroghe per salvaguardare interessi essenziali, ad esempio in materia di libera circolazione delle persone, trasporti terrestri, energia elettrica e sicurezza alimentare.
Il pacchetto riguarda complessivamente 94 atti giuridici dell'UE e comporta l'adeguamento di 36 leggi federali nonché la creazione di tre nuove leggi federali. A ciò si aggiungono quattro crediti d'impegno. Il processo politico interno si è svolto in modo trasparente e ha goduto di ampio sostegno: Cantoni, Parlamento, parti sociali e circoli interessati sono stati strettamente coinvolti. Il Consiglio federale considera il pacchetto una base lungimirante per garantire a lungo termine la stabilità, la competitività e l'indipendenza istituzionale della Svizzera.
Verhandlungen
Comunicato stampa della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati del 17.04.2026
Durante la seduta del 16 e 17 aprile 2026, la Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha iniziato l’esame preliminare del pacchetto «Stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera–UE (Bilaterali III)» (26.023). In veste di Commissione competente per la parte riguardante la stabilizzazione, la CPE-S ha deciso con 9 voti contro 3 di entrare in materia sul decreto federale 1. Ha quindi respinto una proposta di rinvio al Consiglio federale con 10 voti contro 2 e ha avviato i suoi lavori nell’ambito della procedura di corapporto.
La Commissione ha avviato i suoi lavori parlamentari sul pacchetto Svizzera–UE del 25 marzo 2026 svolgendo audizioni approfondite al riguardo e ha ora preso una prima decisione: con 9 voti contro 3 ha deciso di entrare in materia sul decreto federale 1, documento centrale della parte di trattati riguardante la stabilizzazione. La decisione è stata preceduta dalla presentazione dei capitoli pertinenti del messaggio da parte del vicepresidente del Consiglio federale Ignazio Cassis e da una discussione approfondita sulla valutazione generale del decreto federale 1 e dei suoi sei allegati.
Dopo l’entrata in materia la Commissione ha trattato una proposta di rinvio tesa a incaricare il Consiglio federale di sottoporre al Parlamento tutti gli accordi con l’UE e i vari progetti in un unico pacchetto anziché separatamente in diversi decreti federali. La proposta è stata respinta con 10 voti contro 2.
La Commissione ha inoltre avviato l’esame dei corapporti allargati destinati alle commissioni competenti: la Commissione dell’economia e dei tributi (CET-S) per la legge sulla sorveglianza degli aiuti di Stato (LSaS) e la Commissione delle istituzioni politiche (CIP-S) per la questione referendaria e per le modifiche legislative riguardanti la libera circolazione delle persone. L’esame dei progetti da parte della CPE-S è iniziato con una presentazione degli stessi da parte dell’Amministrazione e con una prima discussione.
La CPE-S esaminerà in dettaglio e adotterà i corapporti allargati durante la seduta del 21 e 22 maggio 2026.
Comunicato stampa della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati del 22.05.2026
La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha adottato, nel quadro della procedura di corapporto ampliata, tre corapporti relativi al pacchetto Svizzera-UE. Si è espressa, in particolare, contro l’assoggettamento del pacchetto al referendum obbligatorio. Ha inoltre deciso di entrare in materia sui decreti federali concernenti i crediti d’impegno nel settore della coesione.
Nel quadro dell’attribuzione parziale del decreto federale 1 relativo all’oggetto 26.023, la CPE-S trasmette diversi corapporti ampliati alle commissioni tematiche competenti. Durante la seduta del 21 e 22 maggio 2026, la Commissione ha concluso le deliberazioni di dettaglio in merito ai corapporti concernenti la questione del referendum, la legge sulla sorveglianza degli aiuti di Stato e la libera circolazione delle persone. La Commissione sottoporrà i corapporti ampliati alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) e alla Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S).
Questione del referendum
La CPE-S ha discusso a lungo la questione dell’assoggettamento del pacchetto Svizzera-UE al referendum (facoltativo o obbligatorio) nonché tutte le implicazioni legate all’articolo 121a della Costituzione federale (Cost.). Nel corso del dibattito, la Commissione ha rifiutato, con 8 voti contro 5, di assoggettare il pacchetto Svizzera-UE al referendum obbligatorio. Ha inoltre respinto la proposta di introdurre una nuova disposizione transitoria nella Costituzione in deroga all’articolo 121a capoverso 4 Cost., che avrebbe permesso di siglare il protocollo di modifica sulla libera circolazione delle persone.
La maggioranza dei membri della Commissione giudica superflua una simile disposizione transitoria, ritenendo che il protocollo di modifica sulla libera circolazione delle persone non introduca alcun nuovo diritto di soggiorno contrario all’articolo 121a Cost. A suo avviso, il pacchetto Svizzera-UE è del tutto conforme alla Costituzione, motivo per cui non si rende necessaria una disposizione costituzionale derogatoria. Rileva inoltre che il meccanismo di controllo previsto dal medesimo articolo rimane pienamente valido. Inoltre, la maggioranza è del parere che il disegno di decreto federale del Consiglio federale non soddisfi i requisiti stabiliti dall’articolo 140 capoverso 1 Cost. per l’indizione di un referendum obbligatorio. In tale contesto, ritiene che la parte dei Bilaterali III relativa alla «stabilizzazione» debba essere sottoposta a referendum facoltativo.
Una minoranza è invece del parere che il progetto sia in aperta contraddizione con l’articolo 121a Cost. e che sia indispensabile una disposizione transitoria che escluda il pacchetto Svizzera-UE dal divieto di concludere trattati internazionali che impediscono alla Svizzera di regolare l’immigrazione in modo autonomo.
Per concludere il dibattito sulla questione del referendum, la Commissione ha votato e, con 8 voti contro 5, ha respinto anche l’iniziativa parlamentare depositata dalla CIP-S (26.425), che impone una modifica costituzionale ingiustificata.
Libera circolazione delle persone
La Commissione ha altresì esaminato le modifiche legislative riguardanti la libera circolazione delle persone e propone, in particolare, precisazioni riguardanti: la definizione e la verifica della qualità di lavoratore dei cittadini dei Paesi dell’UE; un esame approfondito nel caso in cui sia esercitato il diritto al soggiorno permanente e sussista il rischio di un’attività lucrativa marginale e accessoria; l’obbligo delle autorità competenti in materia di migrazione di esaminare la sussistenza del diritto al soggiorno in casi specifici nei quali indizi concreti lascino supporre che le condizioni di soggiorno previste nell’Accordo sulla libera circolazione delle persone non siano più soddisfatte.
Sorveglianza degli aiuti di Stato
La CPE-S ha esaminato la legge federale sulla sorveglianza degli aiuti di Stato (allegato 1 del decreto federale 1) e propone di aderire in larga misura al disegno del Consiglio federale. È stata discussa in particolare la questione della forma organizzativa dell’autorità di sorveglianza. La CPE-S suggerisce la creazione di una Commissione degli aiuti di Stato, con una segreteria condivisa con la Commissione della concorrenza (COMCO). Si discosta quindi dalla proposta del Consiglio federale, che prevedeva di affidare il compito di autorità di sorveglianza ad una Camera preposta agli aiuti di Stato, creata in seno alla COMCO. La CPE-S propone inoltre di applicare un tetto massimo agli emolumenti riscossi per l’attività di consulenza, che sarà svolta dalla segreteria invece che dalla Commissione, in modo da rafforzare i diritti delle parti nelle procedure dinanzi all’autorità di sorveglianza.
Contributi per la coesione
Infine, la CPE-S ha avviato l’esame della legge sui contributi per la coesione (allegato 3 del decreto federale 1), nonché dei relativi crediti d’impegno. Con 9 voti contro 2 e 1 astensione, la Commissione ha approvato l’entrata in materia sui decreti federali 6 (contributo nel settore della coesione), 7 (contributo nel settore della migrazione) e 8 (impegno finanziario supplementare una tantum nel settore della coesione).
Nella seduta del 13 e 14 agosto 2026, la Commissione proseguirà le deliberazioni di dettaglio sulla parte relativa alla stabilizzazione e ai crediti d'impegno (decreti federali 6-8). La conclusione delle deliberazioni e la votazione finale sul decreto federale 1 avranno luogo nella seduta del 3 e 4 settembre 2026; l’oggetto sarà pertanto trattato in seno al Consiglio degli Stati durante la sessione autunnale del 2026.
Informazioni
Segreteria della Commissione della politica estera (CPE)
apk.cpe@parl.admin.ch
Commissione della politica estera (CPE)
Disegno 1
Comunicato stampa della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati del 22.05.2026
La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S) ha portato a termine la deliberazione di dettaglio sulle modifiche delle leggi federali sulle ferrovie, sul trasporto di viaggiatori e sulla navigazione aerea nell’ambito dell’oggetto «Stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera–UE (Bilaterali III)» (26.023).
Le modifiche delle leggi sulle ferrovie, sul trasporto di viaggiatori e sulla navigazione aerea rientrano nell’attuazione a livello di politica interna del pacchetto di trattati Svizzera-UE. Riportate nell’allegato 6 del decreto federale 1 «che approva e traspone nel diritto svizzero gli accordi relativi alla stabilizzazione delle relazioni Svizzera–UE (Bilaterali III)» (26.023), tali modifiche sono state attribuite alla CTT-S per la deliberazione di dettaglio.
In occasione della sua ultima seduta, il 16 aprile 2026, la Commissione ha svolto audizioni, si è fatta presentare i progetti e ha incaricato l’Amministrazione di procedere a vari chiarimenti in merito agli aiuti di Stato in materia di trasporti terrestri e trasporto aereo. I pertinenti rapporti sono ora stati presentati alla CTT-S, che ha svolto la deliberazione di dettaglio sui tre testi di attuazione.
Nella deliberazione di dettaglio sulla legge federale sulle ferrovie (Lferr) la CTT-S ha aderito in tutti i punti alle proposte del Consiglio federale.
Nell’ambito della deliberazione di dettaglio sulla legge sul trasporto di viaggiatori (LTV) la CTT-S propone di scostarsi in un punto dal disegno del Consiglio federale. Con 8 voti contro 2 e 3 astensioni ha deciso di proporre alla propria Camera di integrare l’articolo 6 con un nuovo capoverso 6 che stabilisce che la legge sui cartelli (RS 251) non si applica se un’impresa titolare di una concessione coopera con un’impresa di trasporto ferroviario estera al fine di fornire prestazioni di trasporto di viaggiatori transfrontaliero. Per evitare eventuali incertezze del diritto, la CTT-S intende assicurare anche nel diritto interno la compatibilità, convenuta dal Consiglio federale con la Commissione europea, delle cooperazioni esistenti con il diritto europeo in materia di concorrenza.
Per quanto riguarda la legge federale sulla navigazione aerea (LNA), la CTT-S ha aderito alla proposta del Consiglio federale.
La CTT-S ha così portato a termine la deliberazione di dettaglio su tutti e tre gli atti legislativi che le sono stati attribuiti. In ciascuna delle tre votazioni sul complesso li ha approvati con 11 voti contro 2. Una minoranza li respinge.
Informazioni
Segreteria della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni (CTT)
kvf.ctt@parl.admin.ch
Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni (CTT)
Disegno 4
Comunicato stampa della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati del 24.04.2026
In futuro la Svizzera dovrà collaborare più strettamente con l’UE nell’ambito della sicurezza sanitaria. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) sostiene l’Accordo sulla sanità previsto nella parte sullo sviluppo del pacchetto Svizzera – UE (Bilaterali III). Respinge inoltre l’assoggettamento dell’Accordo a un referendum obbligatorio sui generis.
Con 9 voti contro 3, nella votazione sul complesso, la CSSS-S propone al proprio Consiglio di accettare il decreto federale 4 del pacchetto Svizzera – UE (Bilaterali III; 26.023) concernente l’Accordo sulla sanità. Precedentemente la Commissione aveva deciso di entrare in materia sul progetto altresì con 9 voti contro 3. La CSSS-S ritiene che l’Accordo sia di grande utilità per la sicurezza sanitaria della popolazione svizzera. La pandemia di Covid-19 ha infatti mostrato in modo lampante l’importanza fondamentale della collaborazione internazionale nella lotta ai rischi sanitari. In considerazione della posizione geografica del nostro Paese, lo stretto contatto con le autorità europee risulta essenziale. All’inizio della discussione la Commissione ha ricevuto ragguagli sui costi dell’Accordo per la Confederazione, i Cantoni e i fornitori di prestazioni, sulle ripercussioni del Protocollo sulla sicurezza alimentare sulla legislazione svizzera nel settore dei medicamenti per uso umano e veterinario, nonché sull’interazione con le norme sanitarie internazionali dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Una minoranza propone di non entrare in materia sul progetto.
Con 5 voti contro 4 e 3 astensioni, la Commissione ha respinto l’assoggettamento dell’Accordo sulla sanità al referendum obbligatorio. La questione di principio, ossia se i Bilaterali III, e in particolare la loro parte sulla stabilizzazione delle relazioni, debbano essere assoggettati a referendum obbligatorio, sarà trattata dalla Commissione della politica estera e da quella delle istituzioni politiche. A prescindere da questa discussione, essendo il suo campo di applicazione limitato alla sicurezza sanitaria, secondo la CSSS-S l’Accordo sulla sanità non comporta alcun conflitto normativo che potrebbe giustificare l’assoggettamento a un referendum obbligatorio sui generis. La Commissione ritiene che le ripercussioni dell’Accordo sull’ordinamento giuridico svizzero siano nel complesso modeste. Una minoranza della Commissione è invece del parere che gli elementi istituzionali contenuti anche nell’Accordo sulla sanità costituiscano un’ingerenza grave nella sovranità della Svizzera e propone pertanto di prevedere un referendum obbligatorio.
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Segreteria della Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS)
sgk.csss@parl.admin.ch
Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS)
Disegno 9
La Commissione prosegue i propri lavori nel settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione nell’ambito del pacchetto Svizzera-UE (26.023) e si è espressa a favore del decreto federale 9 (Erasmus+).
Nell’ambito dell’esame del decreto federale 9 del pacchetto Svizzera-UE, la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) si è occupata del finanziamento dell’associazione al programma di formazione dell’UE Erasmus+ per il 2027. La maggioranza della Commissione ha sottolineato il valore aggiunto di Erasmus+ per la Svizzera: la partecipazione al programma Erasmus+ rappresenta un investimento nel settore della formazione, che contribuirebbe a rafforzare le competenze degli studenti e delle persone in formazione, in particolare anche nel settore della formazione professionale, in ultimo con ricadute positive anche sull’economia. La Commissione ha discusso altresì dell’opportunità di un’associazione al programma già dal 2027. Infine, con 5 voti contro 5 e il voto decisivo del presidente, la CSEC-S ha dapprima deciso di entrare nel merito del decreto federale e successivamente ha approvato lo stesso nella votazione sul complesso.
La minoranza ha indicato motivi di politica finanziaria a sostegno del proprio voto contro il decreto federale 9. A suo parere, in considerazione dell’attuale situazione delle finanze federali, e in particolare alla luce delle misure di sgravio appena approvate, tali uscite aggiuntive non sono attualmente giustificate.
La Commissione ha inoltre evidenziato la dimensione europea del decreto federale 9. Alla luce di ciò, si è espressa a favore dell’esame di tale decreto contestualmente all’intero pacchetto Svizzera-UE. Con il previsto esame da parte del Consiglio degli Stati nella sessione autunnale, la Commissione rispetta la decisione dell’Ufficio del Consiglio degli Stati di esaminare il pacchetto nel suo complesso e consente al Consiglio federale e al Consiglio nazionale di adottare per tempo i relativi decreti finanziari garantendo il finanziamento per il 2027. Questo modo di procedere è coerente con i lavori attualmente in corso nell’ambito del pacchetto Svizzera-UE.
Informazioni
Segreteria della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura (CSEC)
wbk.csec@parl.admin.ch
Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura (CSEC)