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Garantire la capacità di difesa e di resistenza della Svizzera in caso di possibile escalation in Europa (orizzonte temporale 2026–2028)

26.3048 · Interpellanza · 2026-03-04

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

La situazione in materia di politica di sicurezza in Europa è volatile. Numerosi Stati si stano riarmando, i conflitti perdurano a lungo e le operazioni ibride aumentano. Non è possibile escludere un’ulteriore escalation militare nei prossimi due o tre anni.Alla luce di tali considerazioni, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: 1. Prontezza all’impiego nel breve termine1.1. Di quali capacità militari può disporre realmente la Svizzera entro 30 giorni?1.2. Quali formazioni sono completamente equipaggiate ed entro quale termine possono essere mobilizzate?1.3. In quali casi vi sono carenze gravi di materiale o personale? 2. Capacità di resistenza in caso di escalation2.1. Di quali riserve di munizioni, pezzi di ricambio e carburante dispone l’esercito al momento?2.2. Quanto a lungo riuscirebbe a resistere la Svizzera in caso di grado di prontezza elevato oppure di mobilitazione parziale?2.3. Quali misure sono previste per ridurre le lacune esistenti in modo sostanziale nell’arco di 24 mesi? 3. Protezione delle infrastrutture critiche e resilienza3.1. Com’è coordinata a livello militare e civile la protezione dell’approvvigionamento energetico, dei nodi del traffico, delle reti di comunicazione e dell’infrastruttura di condotta?3.2. Quali scenari concreti di attacchi ibridi sono stati affrontati concretamente?3.3. Quali sono le vulnerabilità esistenti?4. Accelerazione a livello finanziario e di diritto in materia di appalti pubblici4.1. Come si giustifica la discrepanza tra la Svizzera (PIL 0,7%) e la maggior parte dei Paesi europei più rilevanti (obiettivo di PIL tra il 3,5% e il 5%)? La minaccia viene valutata diversamente?4.2. Quali investimenti sono necessari per aumentare in modo significativo la capacità d’impiego e di resistenza entro il 2028?4.2. Sono previste accelerazioni nei progetti di acquisto?4.3. Viene esaminata la creazione di un credito speciale temporaneo per la politica di sicurezza?5. Collocazione internazionale e neutralità in caso di crisi5.1. Quali accordi preliminari sono stati stipulati con Stati partner europei relativamente alla sicurezza dello spazio aereo, alla logistica, alla ciberdifesa e allo scambio di quadri della situazione?5.2. Come verrebbe garantita concretamente la neutralità armata, nel caso in cui la Svizzera venisse coinvolta indirettamente nel conflitto?5.3. Quali adeguamenti legali o organizzativi sarebbero necessari nel breve termine? CofirmatariDittli, Gmür-Schönenberger, Häberli-Koller, Regazzi

Begründung

Una possibile escalation nei prossimi due o tre anni richiede una valutazione realistica della prontezza all’impiego e della capacità di resistenza nel breve termine.I programmi di riforme a lungo termine non sono sufficienti se mancano le capacità critiche nell’orizzonte temporale immediato. Il Parlamento necessita di trasparenza riguardo alle capacità reali, alle lacune esistenti e alle misure vincolanti con una linea del tempo chiara.

Stellungnahme des Bundesrates

A titolo introduttivo va ribadito che informazioni più dettagliate concernenti la prontezza all’impiego nel breve termine (domanda 1) e la capacità di resistenza in caso di escalation (domanda 2) sono classificate. Pubblicarle recherebbe danno agli interessi della Confederazione, dell’esercito e alla sicurezza della popolazione.1.1 Il profilo delle capacità attuale è descritto nel messaggio sull’esercito 2024 (FF 2024 563).1.2 I mezzi di primo intervento (formazioni di professionisti, militari in ferma continuata e unità specializzate) possono essere impiegati nell’arco di poche ore, mentre le formazioni di milizia in prontezza elevata (fmpe) possono essere impiegate nell’arco di 24-96 ore mediante la mobilitazione. Le restanti formazioni di milizia vengono chiamate in servizio come integrazione e in base alle necessità. Tuttavia, a causa delle misure di risparmio dei decenni scorsi e al progressivo invecchiamento dei sistemi, l’esercito non dispone più di materiale a sufficienza per equipaggiare tutte le formazioni contemporaneamente. Per questo motivo, è necessario definire come prioritario il materiale destinato alle formazioni impiegate.1.3 Attualmente l’esercito dispone di un numero sufficiente di militari per potere garantire l’effettivo regolamentare previsto in caso d’impiego. La sfida principale consiste nel garantire questa base di personale nel lungo termine. Invece, nell’ambito del materiale vi sono già ora gravi carenze che interessano soprattutto i sistemi e i mezzi necessari per gestire le minacce più probabili, come gli attacchi a distanza e le minacce ibride.2.1 Le informazioni concernenti le riserve di munizioni, pezzi di ricambio e carburante sono classificate. 2.2 La capacità di resistenza dipende dall’evento che si è verificato concretamente.2.3 / 4.1 / 4.2 Il 28 gennaio 2026 il Consiglio federale ha illustrato la sua valutazione della minaccia, spiegando che intende rafforzare la sicurezza e la difesa della Svizzera definendo come prioritari gli acquisti di armamenti e impiegando risorse finanziarie supplementari (attraverso un aumento temporaneo dell’IVA) e istituendo un Fondo per gli armamenti in grado di contrarre debiti per coprire in modo flessibile acconti e pagamenti (Situazione di minaccia deteriorata: aumento temporaneo dell’imposta sul valore aggiunto per il rafforzamento della sicurezza). Questo proposito è in linea con le intenzioni di diversi Paesi nel contesto europeo che intendono anch’essi rafforzare rapidamente le proprie capacità di difesa e integra l’aumento delle uscite per l’esercito all’uno per cento del PIL entro il 2032 previsto dal Parlamento. Gli acquisti comprendono, oltre ai beni d’armamento, anche uno stoccaggio più ampio di munizioni, carburanti e pezzi di ricambio. Quanto prima saranno disponibili risorse finanziarie supplementari, tanto prima sarà possibile aumentare la capacità d’impiego e di resistenza dell’esercito. 3.1 I gestori di infrastrutture critiche si assumono la responsabilità di garantire la resilienza dei loro impianti, dei loro sistemi e dei loro processi. Nell’ambito della Strategia nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche viene valutata periodicamente l’eventuale necessità di misure supplementari, tenendo conto del catalogo dei pericoli dell’UFCS. Le organizzazioni d’intervento dei rispettivi Cantoni sono responsabili di fornire sostegno ai gestori in caso di evento. Se le risorse del Cantone non sono sufficienti, possono fornire sostegno anche altri Cantoni. Se le risorse civili sono esaurite in tutta la Svizzera, è possibile richiedere alla Confederazione il sostegno sussidiario dell’esercito. 3.2 / 3.3 Per gli oggetti critici più importanti i partner cantonali e militari redigono cosiddetti dossier sugli oggetti in cui definiscono come proteggere l’oggetto. Le prestazioni sono orientate anche ai conflitti ibridi e a quelli armati. Nell’ambito del progetto «Protezione della popolazione in caso di conflitto armato» vengono esaminati i processi, come per esempio la definizione delle priorità per gli oggetti da proteggere. Anche l’esercito ha elaborato pianificazioni per proteggere le infrastrutture critiche. Pubblicare le vulnerabilità e gli scenari o le pianificazioni concreti recherebbe danno alla sicurezza delle infrastrutture critiche e così alla sicurezza della popolazione.4.3 La strategia in materia di politica d’armamento (FF 2025 2151) prevede un acquisto più rapido, flessibile, efficiente a livello di costi e maggiormente in linea con i cicli tecnologici. La legge federale sugli appalti pubblici (LAPub; RS 172.056.1) crea il margine di manovra necessario (tra gli altri nell’art. 20 cpv. 3) e prevede eccezioni per tutelare la sicurezza interna ed esterna nonché mantenere l’ordine pubblico (art. 10). Tuttavia, la sfida attuale non è rappresentata tanto dai processi, quanto piuttosto dai lunghi tempi di fornitura e dagli acconti di almeno un terzo del prezzo che oggi sono usuali e necessari nel mercato dell’armamento attualmente surriscaldato. 4.4 Con il suo progetto per rafforzare la sicurezza e la difesa, il Consiglio federale propone di creare un fondo per gli armamenti temporaneo e in grado di contrarre debiti per potere assorbire i picchi di pagamento (Procedura di consultazione: Decreto federale concernente il finanziamento di uscite per l’armamento dell’esercito tramite un aumento dell’imposta sul valore aggiunto). La destinazione vincolata delle entrate risultanti dall’IVA e il carattere temporaneo e limitato della possibilità d’indebitamento garantiscono che non risulterà un ulteriore indebitamento nel medio termine.5.1 Tra gli obiettivi della Strategia in materia di politica di sicurezza vi è anche quello di preparare una difesa in cooperazione. Un prerequisito essenziale per questa cooperazione è che non vengano assunti obblighi o dipendenze e che i partner siano pronti a iniziare la preparazione. Nell’ambito della sicurezza dello spazio aereo sono già stati stipulati accordi con tutti i Paesi confinanti, che però disciplinano principalmente il servizio di polizia aerea. Al momento sono in corso di preparazione accordi per uno scambio di dati sulla situazione aerea con i partner principali. 5.2 / 5.3 Gli accordi di cooperazione con i partner prevedono una clausola sospensiva che consente alla Svizzera di ritirarsi dalla cooperazione, se ritiene che la cooperazione non sia più compatibile con i suoi obblighi di neutralità, come per esempio nel caso in cui il partner venisse coinvolto in un conflitto armato internazionale. Se invece venisse attaccata direttamente la Svizzera, il principio di neutralità non si applicherebbe. In un caso simile la Svizzera non sottostà agli obblighi di diritto in materia di neutralità e ha facoltà di continuare la cooperazione e di estenderla alla difesa comune. In ultima analisi, la possibilità che si verifichi un attacco armato contro la Svizzera e le misure o gli adeguamenti da adottare di conseguenza sono decisioni politiche basate su valutazioni in materia di diritto internazionale che devono essere esaminate nel caso specifico.

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