Inaccettabili pressioni del governo italiano sulla Svizzera dopo i fatti di Crans-Montana
26.3075 · Interpellanza · 2026-03-10
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
La tragedia avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, che ha causato numerose vittime e feriti, richiede piena chiarezza sulle responsabilità. Su questo non vi sono dubbi.
Ciò che suscita invece irritazione è il comportamento assunto dal Governo italiano nei confronti della Svizzera nelle settimane successive alla tragedia.
Esponenti dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, in particolare il ministro degli Esteri Antonio Tajani, hanno moltiplicato dichiarazioni pubbliche dai toni perentori nei confronti della Svizzera, arrivando a pretendere un’inchiesta congiunta - con l'invio di inquirenti italiani in Vallese - e a esercitare pressioni politiche sulla gestione dell’indagine nel Canton Vallese.
A queste prese di posizione si è aggiunto il richiamo dell’ambasciatore italiano per consultazioni, che – a quanto risulta – non è ancora rientrato a Berna. Un gesto di questo tipo difficilmente può essere interpretato come un segnale di fiducia tra Stati amici.
Colpisce inoltre la contraddizione politica: il Governo italiano rivendica regolarmente nel proprio Paese il principio della separazione dei poteri, ma non ha esitato a esercitare pressioni politiche sulla Svizzera affinché interferisse nell’impostazione dell'inchiesta giudiziaria.
In questo contesto ha suscitato sorpresa anche l’attitudine dell’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, percepita da più parti come insolitamente aggressiva nei confronti delle Istituzioni svizzere.
Alla luce di quanto precede chiedo al Consiglio federale:
Come valuta le pressioni e le dichiarazioni del Governo italiano e intende chiarire alle autorità italiane che la Svizzera non accetta ingerenze politiche straniere nei propri affari interni?
Ritiene che i toni adottati dalle autorità italiane siano compatibili con relazioni di fiducia e rispetto reciproco tra Svizzera e Italia?
Come valuta il comportamento dell’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado e ritiene opportuno intervenire diplomaticamente per richiamarlo a un atteggiamento più rispettoso delle istituzioni svizzere?
Il Governo italiano ha chiesto formalmente o informalmente al Consiglio federale di intervenire presso le autorità del Canton Vallese affinché accettassero un’inchiesta congiunta con l’Italia? Se sì, in quale forma è stata trasmessa tale richiesta e quale risposta è stata data?
Stellungnahme des Bundesrates
1.-4. Dall’ inizio del mese di gennaio, la Svizzera e l’Italia sono in continuo contatto a tutti livelli riguardo alla tragedia avvenuta a Crans-Montana, come dimostrano l’incontro del Presidente della Confederazione Guy Parmelin con il Presidente italiano Sergio Mattarella a inizio febbraio 2026, i vari scambi telefonici tra il Presidente della Confederazione e il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nonché i contatti regolari del Capo del Dipartimento degli affari esteri Ignazio Cassis con il suo omologo italiano Antonio Tajani. L’Ambasciata di Svizzera in Italia ha continuato a trattare con i propri interlocutori a Roma tutti gli affari correnti in un clima di inalterata fiducia e collaborazione. Anche i contatti tra le procure del Vallese e di Roma sono stati costanti e costruttivi, come dimostrano gli incontri del 19 febbraio 2026 e del 25 e 26 marzo 2026, e come confermato dalla cooperazione rafforzata in atto ormai da varie settimane. Finora nessuna rogatoria per l’instaurazione di una squadra investigativa comune è stata presentata alla Svizzera da parte dell’Italia. Si stima che nell’ambito della cooperazione rafforzata convenuta tra le procure entrambe le parti possano raggiungere gli obiettivi desiderati. Il Consiglio federale è a conoscenza delle numerose reazioni espresse nei media e nelle reti sociali in seguito alla tragedia di Crans-Montana, sia in Italia che negli altri Paesi colpiti. Ha anche preso nota del rientro in Svizzera a inizio aprile dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado. In tutte le occasioni di contatto ufficiali, i due Paesi hanno ribadito la loro volontà di sostenersi reciprocamente di fronte a questa tragedia comune. La Confederazione ha più volte sottolineato che la separazione dei poteri è uno dei principi fondanti dei sistemi democratici sia svizzero che italiano, e che la giustizia deve quindi agire indipendentemente dalla politica. Ha inoltre riaffermato che, come in Italia, in Svizzera si chiede fermamente che vengano chiarite rapidamente le circostanze che hanno portato a questa tragedia in modo trasparente ed esaustivo. Allo stesso tempo è stato ricordato che nel presente caso i procedimenti penali in Svizzera sono di competenza del Cantone Vallese e la Confederazione non ha quindi la possibilità di intervenire direttamente.