26.3107 · Interpellanza · 2026-03-12
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
Nestlé aveva assicurato all’USAV che sul mercato svizzero non erano stati venduti prodotti contaminati. Danone aveva comunicato che i «suoi prodotti» non erano stati oggetto di un richiamo. Successivamente, entrambe le multinazionali hanno disposto richiami su larga scala. L’USAV si è fidato troppo dei fabbricanti? L’USAV e/o i chimici cantonali non hanno avviato subito analisi proprie?
La complessità dei flussi di merci a livello globale comporta nuovi rischi, a volte sconosciuti. Nel caso dei prodotti per neonati (alimenti, ma anche giocattoli) c’è il rischio che le conseguenze diventino rapidamente molto gravi. Le esigenze previste dalla legge in materia di controllo autonomo e acquisto di merci e l’obbligo di rendere conto alle autorità sono sufficienti, oppure dovrebbero essere resi più severi in considerazione dei ritardi riscontrati nel rilevare la contaminazione da cereulide?
All’USAV mancano forse gli strumenti per ottenere immediatamente informazioni su prodotti così delicati come gli alimenti per neonati o per esigere dalle aziende di procedere più rapidamente alle analisi e alla comunicazione?
Gli strumenti sanzionatori a disposizione delle autorità svizzere sono sufficienti per multinazionali come Nestlé o Danone?
Perché, in caso di un potenziale rischio per la salute, l’immissione sul mercato dei prodotti per neonati e per la prima infanzia non viene bloccata a titolo precauzionale, a condizione che l’approvvigionamento sia garantito?
Begründung
In più di 70 Paesi del mondo hanno dovuto essere ritirati dal mercato prodotti per lattanti perché contaminati dalla tossina cereulide. Questo fatto, per come si è svolto, e anche la comunicazione hanno dimostrato che le autorità (Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria USAV e chimici cantonali) non hanno potuto esercitare una pressione sufficiente sulle multinazionali del settore alimentare affinché avviassero immediatamente le analisi e le procedure di richiamo e informassero in modo tempestivo e affidabile i consumatori. I fabbricanti, gli importatori e i responsabili dell’immissione sul mercato dei prodotti sono tenuti al controllo autonomo e, se sospettano un pericolo per la salute, hanno l’obbligo di informare le autorità cantonali di esecuzione.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La sicurezza degli alimenti per lattanti ha la massima priorità. La responsabilità ricade in primo luogo sulle aziende alimentari, che sono tenute per legge a immettere sul mercato prodotti sicuri, a sorvegliare le loro catene di fornitura e a informare immediatamente le autorità cantonali di esecuzione in caso di presunto rischio per la salute. Da quando il caso è stato reso noto, le autorità cantonali di esecuzione, in collaborazione con l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), hanno richiesto alle aziende interessate tutta la documentazione pertinente per valutare la situazione e intraprendere le misure necessarie a tutela della salute. Le autorità hanno richiesto regolarmente ulteriori informazioni per verificare in che modo le imprese avevano adempiuto ai propri obblighi legali, in particolare nell’ambito del controllo autonomo (art. 26 della legge sulle derrate alimentari [LDerr]; RS 817.0), della protezione della salute a titolo precauzionale (art. 27 cpv. 1 LDerr) e degli obblighi di notifica (art. 84 dell’ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso [ODerr]; RS 817.02). Attualmente questo caso è oggetto di un’indagine approfondita da parte dei Cantoni, allo scopo di stabilire in che misura le imprese hanno adempiuto ai propri obblighi legali. Solo al termine sarà possibile valutare se le aziende vi abbiano adempiuto pienamente. Inoltre, i Cantoni hanno svolto analisi in modo autonomo e hanno informato la popolazione d’intesa con l’USAV. 2. La scoperta della contaminazione da cereulide è avvenuta nell’ambito del controllo autonomo previsto dalla legge a carico delle aziende. Questo dimostra che il controllo autonomo in linea di principio funziona e costituisce uno strumento fondamentale per la sicurezza alimentare. Nel caso delle catene di fornitura globali, come nella presente situazione che vede coinvolta una materia prima contaminata proveniente dalla Cina, gli accertamenti richiedono naturalmente più tempo. L’USAV verifica costantemente se siano necessari adeguamenti per trarre insegnamento dagli eventi attuali e rafforzare la sorveglianza delle catene di fornitura globali. 3. e 4. Le autorità dispongono di strumenti stabiliti per legge per obbligare le imprese a collaborare, quali la richiesta di documentazione o l’ordine di richiami, nonché il ritiro dei prodotti dal mercato o la limitazione temporanea dell’attività. L’esame della documentazione e l’applicazione delle misure spettano alle autorità cantonali di esecuzione; l’USAV coordina il processo, ne controlla l’attuazione e, se necessario, richiede ulteriori informazioni. Le violazioni delle disposizioni legali possono essere perseguite penalmente. Le aziende hanno inoltre un forte interesse a individuare e prevenire tempestivamente i rischi poiché possono incorrere in ingenti perdite finanziarie e danni alla reputazione. L’analisi del presente caso indicherà se la Confederazione debba disporre di maggiori competenze in situazioni particolari, ad esempio per poter intervenire direttamente presso le aziende e ordinare l’adozione di misure, senza, tuttavia, mettere in discussione i principi vigenti, in particolare il controllo autonomo delle aziende e l’esecuzione cantonale. 5. In Svizzera, i prodotti, compresi quelli destinati a neonati e bambini piccoli, vengono ritirati dal mercato a titolo precauzionale già in presenza di un sospetto rischio per la salute. Analisi recenti dimostrano che solo una parte dei prodotti oggetto del richiamo presenta effettivamente valori potenzialmente dannosi per la salute. Il richiamo è stato volutamente ampio per escludere qualsiasi rischio per i bambini. Per questo motivo sono stati ritirati dalla vendita anche prodotti che, in base ai risultati disponibili finora, sono considerati sicuri. Secondo il principio di proporzionalità, le misure devono essere adottate solo in presenza di fondato sospetto. La strategia di richiamo preventiva e su larga scala garantisce la massima protezione possibile dei bambini, senza comportare restrizioni sproporzionate per il mercato.