26.3169 · Interpellanza · 2026-03-18
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Con quali misure il Consiglio federale intende porre rimedio allo svantaggio nel settore dei servizi blockchain subito dalle imprese con sede in Svizzera e quindi assicurare l’equivalenza normativa?
Begründung
Con l’entrata in vigore del regolamento europeo relativo ai mercati delle cripto-attività («Markets in Crypto-Assets Regulation»; MiCAR, regolamento UE n. 2023/1114) la competenza territoriale e materiale dell’Unione europea (UE) nel settore blockchain è stata ampliata notevolmente. Questa normativa ha concrete ripercussioni per la Svizzera: le imprese con sede nel nostro Paese devono costituire, nella maggior parte dei casi, una succursale all’interno dell’UE per svolgere le proprie attività nel rispetto della legge. Per contro, le imprese europee hanno di norma libero accesso al mercato svizzero.
Il regolamento europeo prevede un regime di equivalenza per i Paesi terzi (art. 140 par. 2 lett. v MiCAR), il quale, tuttavia, non è ancora stato concretizzato. Entro il 30 luglio 2027 la Commissione europea dovrà presentare un rapporto sulla necessità di introdurre tale regime.
La Svizzera dispone di una normativa flessibile, conforme alle peculiarità del settore blockchain. Si tratta di un approccio ragionevole, poiché applicare in maniera diretta o trasposta il MiCAR in Svizzera non sembra essere auspicabile. Per rimanere concorrenziale, il nostro Paese deve distinguersi attraverso una normativa vantaggiosa, che offra benefici unici a livello interazionale.
Il 22 ottobre 2025 il Consiglio federale ha posto in consultazione una modifica della legge del 15 giugno 2018 sugli istituti finanziari (RS 954.1) volta in particolare a inasprire le norme relative alle stablecoin. Questa proposta giunge in un momento in cui dalla Svizzera non vengono emesse stablecoin di rilievo e senza che venga affrontata la questione dell’equivalenza con il sistema europeo.
L’inasprimento della normativa svizzera nei confronti del settore blockchain, senza prevedere dapprima un regime di equivalenza, desta dunque preoccupazione. A tali condizioni, non vi sarebbe in pratica più alcun vantaggio normativo nel costituire un’impresa in Svizzera anziché nell’UE.
Stellungnahme des Bundesrates
Come già menzionato nella motivazione dell’interpellanza, a ottobre 2025 il Consiglio federale ha avviato una procedura di consultazione concernente la modifica della legge sugli istituti finanziari. L’obiettivo del progetto è migliorare le condizioni quadro per favorire lo sviluppo del mercato, l’attrattiva della piazza economica e l’integrazione di tecnologie finanziarie innovative nel sistema finanziario esistente, affrontando contestualmente i rischi correlati, in particolare per quanto concerne la stabilità finanziaria, l’integrità e la protezione degli investitori e dei clienti.A tal fine è necessario sviluppare ulteriormente l’autorizzazione nell’ambito della tecnofinanza («autorizzazione fintech») nonché creare un quadro normativo affidabile per l’emissione di stablecoin per i servizi associati ad altre criptovalute. In aggiunta occorre attuare standard internazionali, segnatamente quelli del «Financial Stability Board». Così facendo si potrà migliorare la reputazione della piazza finanziaria svizzera e garantire la concorrenzialità dei suoi attori nel lungo periodo, nello specifico consentendo loro, grazie alla regolamentazione e alla sorveglianza proposte in Svizzera, di accedere al mercato di altri Paesi, come quello statunitense. La consultazione sul progetto normativo si è conclusa all’inizio del mese di febbraio 2026 ed è attualmente in fase di valutazione. Sono oggetto della procedura anche le questioni sollevate nell’interpellanza. Il disegno di modifica elaborato in base ai risultati della consultazione sarà sottoposto al Parlamento in concomitanza con il relativo messaggio. Il Consiglio federale continua a perseguire un quadro normativo che rafforzi l’attrattiva della piazza economica e finanziaria della Svizzera nei confronti di modelli aziendali innovativi e fortemente tecnologici e garantisca una concorrenzialità duratura a livello internazionale. Inoltre seguirà, come ha fatto finora, gli sviluppi sul piano europeo intorno al MiCAR e si adopererà nei confronti dell’UE in favore di un accesso al mercato possibilmente libero.