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26.3181 · Interpellanza · 2026-03-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Gli Stati Uniti hanno avviato una svolta epocale verso una politica industriale interventista mirata a rilocalizzare sul proprio territorio le capacità produttive strategiche e a sostenere massicciamente le proprie aziende.

Queste politiche poggiano su massicci sussidi pubblici e su meccanismi fiscali favorevoli alle aziende che producono negli Stati Uniti; inoltre creano notevoli distorsioni della concorrenza per le aziende svizzere. Ciò è ulteriormente amplificato dai dazi doganali che il presidente Trump impone al nostro Paese.

Diversi partner economici della Svizzera hanno reagito sviluppando strategie industriali attive al fine di preservare le loro capacità produttive e la loro sovranità economica.

La Svizzera, invece, sembra adottare un approccio attendista. Il consigliere federale Guy Parmelin sembra privilegiare una strategia essenzialmente diplomatica e reattiva, senza proporre una risposta strutturale all’ascesa del protezionismo industriale internazionale. Peggio ancora, Guy Parmelin favorisce addirittura ingenti investimenti delle aziende svizzere negli Stati Uniti.

Questa passività rischia di esporre l’industria svizzera a perdite di investimenti, delocalizzazioni, a un progressivo indebolimento delle sue catene del valore industriali e a perdite di posti di lavoro.

  1. Come valuta il Consiglio federale i rischi di delocalizzazione degli investimenti industriali svizzeri verso gli Stati Uniti a causa degli incentivi previsti dall’Inflation Reduction Act e dai dazi doganali?

  2. Quali misure concrete sono state adottate da Guy Parmelin per difendere gli interessi dell’industria svizzera nelle discussioni con le autorità americane?

  3. Il Consiglio federale riconosce che l’assenza di una vera strategia industriale svizzera costituisce oggi un handicap di fronte alle politiche industriali aggressive condotte dagli Stati Uniti?

  4. Il Consiglio federale è in grado di quantificare le perdite di posti di lavoro e di investimenti in Svizzera, dovute alla sua passività nel difendere l’industria?

  5. Perché il Consiglio federale si è finora rifiutato di prendere in considerazione una politica industriale più attiva che consenta di sostenere i settori strategici e di preservare l’occupazione industriale in Svizzera?

  6. Il Consiglio federale, infine, intende presentare una strategia industriale coerente per rispondere alla nuova concorrenza internazionale?

Stellungnahme des Bundesrates

Domanda 1:Il Consiglio federale segue da vicino le conseguenze della legge statunitense sulla riduzione dell’inflazione (Inflation Reduction Act, IRA) e della politica doganale degli Stati Uniti. Secondo il Rapporto sulla situazione dell’economia svizzera 2024, le misure USA possono causare distorsioni della concorrenza in alcuni settori, ma sono anche sinonimo di nuovi sbocchi commerciali e acquisizioni (https://www.seco.admin.ch/seco/it/home.html > Servizi e pubblicazioni > Pubblicazioni > Sviluppi strutturali e crescita > Crescita > Rapporto sulla situazione dell’economia svizzera 2024). Nel complesso, l’effetto netto risulta quindi limitato. Le decisioni di investimento spettano alle imprese. Investimenti di successo all’estero possono rafforzare la competitività e avere ripercussioni positive sulla piazza economica svizzera. Domande 2, 3, 5 e 6: Il Consiglio federale non condivide l’opinione secondo cui l’atteggiamento della Svizzera sarebbe passivo; si sta adoperando attivamente per garantire condizioni quadro favorevoli e l’accesso al mercato. Inoltre, sono attualmente in corso lavori con gli Stati Uniti per stabilizzare e migliorare le relazioni economiche bilaterali. Anche la conclusione di un accordo commerciale con gli Stati Uniti deve servire a questi obiettivi. In questo contesto, il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) è in stretto contatto con i rappresentanti dell’economia svizzera. La Svizzera partecipa regolarmente alle consultazioni con gli Stati Uniti condotte nell’ambito delle indagini ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act, al fine di mantenere l’onere doganale al livello più basso possibile.In quanto economia aperta, la Svizzera rinuncia al protezionismo e alla politica industriale, puntando invece su condizioni quadro favorevoli all’innovazione, neutre dal punto di vista tecnologico e settoriale. Questa politica viene sviluppata nell’ambito del postulato 25.4260 Michaud Gigon e sarà illustrata nel prossimo rapporto di politica economica con l’ausilio di un’analisi aggiornata della piazza economica.Domanda 4:Il Gruppo di esperti della Confederazione per le previsioni congiunturali ritiene che gli investimenti annunciati negli Stati Uniti non provocheranno un’inversione di tendenza per gli investimenti in Svizzera, che dovrebbero continuare a crescere fino al 2027. Anche l’occupazione dovrebbe registrare un andamento al rialzo, seppur con una dinamica forse meno sostenuta rispetto agli ultimi anni. Secondo un recente sondaggio condotto da Swissmem, le imprese rimangono legate alla Svizzera e prevedono di continuare a investire nel Paese.