26.3191 · Interpellanza · 2026-03-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il 5 e il 6 dicembre 2025 si è tenuto nei locali della Kunsthaus Zürich e del Politecnico federale di Zurigo (PFZ) il simposio internazionale sull’ascesa e la caduta della Repubblica federale di Germania (Der grosse Kanton: Rise & Fall of the BRD), organizzato da membri del PFZ e della Zürcher Hochschule der Künste (ZHdK). Era stato comunicato già in precedenza che l’evento avrebbe potuto veicolare contenuti antisemiti e di distorsione storica. L’8 dicembre 2025 la NZZ ha pubblicato un articolo il cui titolo evoca l’elaborazione di una teoria del complotto della sinistra mascherata da propositi scientifici («Linke Verschwörungstheorien, wissenschaftlich verbrämt») e nel quale si definisce il simposio un ritrovo di attivisti pro-Palestina, anziché un convegno scientifico. A seguito dell’evento, dal video caricato su YouTube sarebbe anche stata censurata l’affermazione dell’architetto israeliano Eyal Weizman che relativizza l’Olocausto, definendolo l’unico genocidio per il quale è stato pagato un risarcimento. Stando alla definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), definizione riconosciuta dalla Svizzera, negare, sminuire o relativizzare la Shoah sono tutte forme di antisemitismo. In considerazione degli ingenti mezzi federali assegnati al settore dei PF e dei sussidi federali alle scuole universitarie cantonali, viene da chiedersi se e in che misura siano stati usati –direttamente o indirettamente – mezzi federali per questo evento e in che modo la Confederazione eserciti la sua vigilanza.
Begründung
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
La Confederazione sa come è stato finanziato il simposio (con dettaglio delle singole voci) e se vi hanno contribuito, direttamente o indirettamente, soldi pubblici, in particolare mezzi federali assegnati al settore dei PF?
Di quali metodi dispone la Confederazione, nell’ambito della sua vigilanza sul settore dei PF, per informarsi presso il PFZ o il Consiglio dei PF in merito al finanziamento dell’evento in questione e per avere voce in capitolo per quanto riguarda un utilizzo dei mezzi federali che sia in accordo con la politica del Consiglio federale di lotta all’antisemitismo?
Il Consiglio federale è disposto ad avvalersi di questi metodi di vigilanza, a fare luce sul finanziamento del simposio e a presentare al Parlamento le misure che adotterebbe se si appurasse che sono stati formulati propositi antisemiti o contro Israele nel quadro di un evento sostenuto con fondi federali?
Stellungnahme des Bundesrates
Gli istituti del settore dei PF sono istituti di diritto pubblico con personalità giuridica. La libertà di insegnamento e di ricerca è garantita dalla Costituzione federale, l’autonomia dalla legge sui PF (RS 414.110). Il Consiglio federale gestisce il settore dei PF in base a obiettivi strategici di cui valuta ogni anno il raggiungimento e riferisce al Parlamento. La sorveglianza sul settore dei PF è esercitata dal Consiglio dei PF (art. 25 cpv. 4 legge sui PF). Si tratta di una cosiddetta sorveglianza sull’insieme che deve tenere conto dell’autonomia dei due PF e degli istituti di ricerca, così come della libertà accademica. In caso di affermazioni che potrebbero essere oggetto di una procedura di sorveglianza, il Consiglio dei PF chiede all’istituto in questione di prendere posizione. Per quanto riguarda l’evento oggetto dell’interpellanza, il Consiglio dei PF non è a conoscenza di contenuti antisemiti veicolati da parte dei relatori. Contenuti di questo tipo possono essere oggetto di denuncia conformemente alla normativa penale contro il razzismo. Stando al PFZ, la cattedra di storia dell’arte e dell’architettura ha preso parte all’organizzazione dell’evento e lo stesso Politecnico ha messo a disposizione dei locali per una delle giornate, senza però partecipare a livello finanziario. Il Politecnico non è a conoscenza di alcun contenuto antisemita. Il PFZ ha fissato un quadro istituzionale per promuovere la cultura dell’appartenenza, del rispetto e dell’integrità. La violazione di queste norme può portare all’adozione di misure di diritto del personale o disciplinari e, in certi casi, a denunce penali. Il PFZ si è inoltre dotato di un codice di condotta sul rispetto e propone regolarmente offerte per rafforzare uno scambio aperto e rispettoso.