26.3250 · Mozione · 2026-03-19
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Nella Commissione del Consiglio degli Stati
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di avviare presso l’OMC la procedura in vista di una riduzione del 50 per cento dei contingenti d’importazione per il vino e di un aumento di almeno il 100 per cento dei dazi per l’importazione di vino al di fuori del contingente.
Begründung
Nel 1995 la Svizzera ha notificato all’OMC le sue concessioni doganali per il vino sulla base delle importazioni effettuate mediamente negli anni 1986–1988. Questi impegni, distinti per il vino bianco e quello rosso, corrispondevano a un contingente doganale globale di 170 milioni di litri. Nel 2001 la Svizzera ha accorpato i contingenti doganali per il vino bianco e il vino rosso in un unico contingente, sempre di 170 milioni di litri, che però non è mai stato esaurito. Nel 2024, ad esempio, la Svizzera ha importato circa 35 milioni di litri in meno rispetto al volume del contingente.Se da un lato i contingenti doganali per l’importazione di vino sono rimasti invariati dal 1995, dall’altro il consumo di vino in Svizzera è crollato da circa 290–300 milioni di litri all’inizio degli anni 2000 a circa 218 milioni di litri nel 2024, segnando una diminuzione di oltre il 25 per cento. Soltanto tra il 2023 e il 2024 il consumo è sceso del 7,9 per cento, ovvero di 18,6 milioni di litri. Come se non bastasse, l'Ufficio federale dell'agricoltura prevede un ulteriore calo del consumo di vino in Svizzera del 20-25 per cento entro il 2034. Questa flessione del consumo ha inciso e inciderà prevalentemente sui vini prodotti in Svizzera. Tra l’inizio degli anni 2000 e il 2024 il consumo di vini svizzeri è sceso del 38 per cento, segnando un calo del 50 per cento superiore rispetto a quello registrato dal consumo complessivo. Soltanto tra il 2023 e il 2024 il consumo di vini svizzeri è diminuito del 16 per cento, ovvero del doppio rispetto al calo generale del consumo.Se da un lato la produzione viticola svizzera copre soltanto il 30 per cento del consumo nazionale e la qualità dei vini svizzeri è in crescita costante da anni, dall’altro il calo considerevole del consumo di vino indigeno è riconducibile essenzialmente al fatto che i Paesi di provenienza (Italia, Francia, Spagna, Portogallo) destinano fondi molto ingenti alla promozione dei loro vini sul mercato elvetico nonché alla scelta dei grandi distributori del nostro Paese di privilegiare i vini esteri, meno cari, a scapito dei produttori locali.Per far fronte a questa situazione la Confederazione ha adottato o è in procinto di adottare diverse misure finanziarie: fondi per la promozione dei vini svizzeri, sovvenzioni per l’estirpazione delle viti, ripartizione dei contingenti. Tuttavia, queste misure non risolvono il problema strutturale del mercato, ovvero l’evidente inadeguatezza dei contingenti doganali fissati nel 1995 rispetto al livello attuale e futuro del consumo di vino in Svizzera. È quindi necessario rivedere le concessioni doganali, accordate più di 30 anni fa, avviando una procedura di deconsolidamento, peraltro prevista dall’OMC, che consenta di ridurre legalmente i contingenti e di aumentare i dazi doganali per le importazioni effettuate al di fuori del contingente. Ciò permetterebbe altresì di evitare gli effetti perversi a lungo termine dell’estirpazione delle viti in corso, ovvero l’accelerazione della sostituzione del vino svizzero con quello importato, la perdita di posti di lavoro nella catena del valore della produzione vinicola svizzera e, infine – aspetto, questo, molto importante – la perdita delle competenze di coloro che lavorano nei vigneti del nostro Paese. Occorre sottolineare che l’utilizzo dello strumento del deconsolidamento previsto dall’OMC non è una novità. L’Unione europea, ad esempio, ha avviato una procedura di deconsolidamento per le importazioni di acciaio. La proposta della Commissione europea, che dovrebbe entrare in vigore il 1° luglio 2026 in sostituzione delle misure provvisorie adottate all’inizio del 2025, prevede, da un lato, una riduzione del 50 per cento dei contingenti d’importazione a dazio zero da Paesi terzi, tra cui rientra la Svizzera, e, dall’altro, un raddoppio dei dazi doganali per le importazioni effettuate al di fuori del contingente, che passerebbero dal 25 al 50 per cento. Tale incremento, unitamente alla diminuzione del contingente, mette in pericolo l’industria d’esportazione dell’acciaio svizzero. Tra il 2022 e il 2024 il nostro Paese ha esportato nell’UE 607'000 tonnellate di acciaio l’anno, per un valore equivalente a circa 963 milioni di euro. Attualmente a livello globale si punta a proteggere i propri settori di produzione e a rivedere le concessioni doganali. Anche la Svizzera, nel rispetto delle norme dell'OMC, deve difendere i suoi settori di produzione sensibili.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
In passato il Consiglio federale si è pronunciato a più riprese (mozioni Freysinger 12.3482, Hiltpold 12.3726 e Nicolet 19.4410) in merito a proposte di riduzione del contingente doganale per il vino fissato dall’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Nei suoi pareri ha costantemente ricordato che il contingente doganale concretizza l’impegno della Svizzera a garantire la possibilità di importare 170 milioni di litri di vino alle condizioni vigenti prima dell’entrata in vigore, nel 1995, degli accordi dell’OMC. Il volume del contingente doganale per il vino è stato fissato esclusivamente sulla base delle importazioni di vini naturali effettuate mediamente negli anni 1986-1988, conformemente alle norme scaturite dal cosiddetto Uruguay Round. Ridurre il volume del contingente doganale per il vino e aumentare le aliquote di dazio fuori contingente implicherebbe negoziare la modifica di tali impegni. Ai sensi dell’articolo XXVIII dell’Accordo generale su le tariffe doganali e il commercio (GATT; RS 0.632.21), tali adeguamenti degli impegni sarebbero subordinati a un negoziato con qualsiasi membro dell’OMC il cui interesse, come principale fornitore, sia riconosciuto. Si tratterebbe di giungere a un accordo che mantenga le concessioni accordate a un grado non meno favorevole di quello che risultava dall’accordo prima dei negoziati. Tale accordo potrebbe comportare compensazioni, segnatamente tramite una riduzione dei dazi doganali o un aumento dei contingenti doganali per alcuni prodotti agricoli (latte, frutta, verdura, carne, ecc.). Il Consiglio federale è sempre stato del parere che non fosse nell’interesse dell’agricoltura, né dell’economia in generale, avviare negoziati nel quadro dell’OMC al fine di ridurre il volume del contingente doganale, a causa delle compensazioni che sarebbero verosimilmente richieste. Nella risposta all’interpellanza Feller 25.4140 il Consiglio federale ha tuttavia comunicato che se le cerchie interessate si accordassero su compensazioni di questo tipo esaminerebbe con attenzione una domanda in tal senso.Per quanto concerne le misure dell’Unione Europea (UE) nel settore dell’acciaio, la Svizzera è in contatto con l’UE e s’impegna a mantenere le concessioni accordate a un grado non meno favorevole rispetto allo stato iniziale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.