26.3271 · Interpellanza · 2026-03-19
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
In che modo i programmi finanziati dalla Svizzera in Ucraina, in particolare tramite la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), integrano concretamente l’aspetto dell’inclusione delle persone con disabilità nella concezione e nell’attuazione dei progetti?
Nei progetti sostenuti dalla Svizzera, e in particolare nei programmi di ricostruzione delle infrastrutture, vengono applicati criteri o standard specifici in materia di accessibilità e inclusione delle persone con disabilità?
Quali meccanismi di monitoraggio e di valutazione consentono di verificare che i progetti finanziati dalla Svizzera rispettino tali criteri di inclusione?
In che modo la Svizzera garantisce la partecipazione delle organizzazioni ucraine di persone con disabilità nella concezione e nell’attuazione dei programmi che sostiene?
Begründung
La guerra in Ucraina ha causato un massiccio aumento del numero di persone con disabilità. Prima del conflitto, in Ucraina circa 3 milioni di persone, tra cui oltre 230 000 bambini, erano ufficialmente registrate come persone con disabilità. Le stime attuali indicano che oggi potrebbero essere tra 5 e 6 milioni le persone che vivono con una disabilità, in particolare a seguito di ferite legate al conflitto. Al momento circa 1,8 milioni di persone con disabilità necessitano di assistenza umanitaria. In questo contesto, i programmi di aiuto umanitario, ricostruzione e sviluppo devono integrare sistematicamente l’aspetto dell’inclusione delle persone con disabilità, in particolare garantendo l’accessibilità delle infrastrutture, l’accesso ai servizi e la partecipazione delle organizzazioni rappresentative. La Svizzera si è impegnata ad attuare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CDPD) e ad applicare il principio del «non lasciare indietro nessuno» («leave no one behind») nella sua cooperazione internazionale. Inoltre, nel messaggio del Consiglio federale concernente l’iniziativa popolare federale «Per l’uguaglianza delle persone con disabilità (Iniziativa per l’inclusione)» e il suo controprogetto indiretto, la Confederazione afferma di voler rafforzare l’attuazione della CDPD e la partecipazione delle persone con disabilità alle politiche pubbliche.
Stellungnahme des Bundesrates
Come indicato dal Consiglio federale nelle sue risposte alle interpellanze Badertscher 25.3493 «Persone con disabilità nella cooperazione internazionale» e Schneider Schüttel 22.3293 «Guerra in Ucraina e persone con disabilità», la Svizzera attribuisce grande importanza all’inclusione delle persone con disabilità nelle sue attività di cooperazione internazionale (CI). La sua posizione al riguardo si basa sulla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, che ha ratificato nel 2014 (RS 0.109, art. 32), sulla Strategia CI 2025–2028 (FF 2024 1518), sull’Agenda 2030 (www.agenda-2030.dfae.admin.ch) per uno sviluppo sostenibile (obiettivo 10) e sul principio del «non lasciare indietro nessuno» («leave no one behind») contenuto negli ultimi due. Adottata in occasione della prima conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina (URC2022), la Dichiarazione di Lugano fa dell’inclusione uno dei principi guida del processo di ricostruzione. Questo testo è servito da quadro di riferimento per l’elaborazione del programma nazionale per l’Ucraina (www.deza.eda.admin.ch > Paesi d’impiego della DSC > Ucraina). 1/2: L’inclusione di persone con disabilità fisiche o psichiche è parte integrante dei progetti derivanti dal programma nazionale per l’Ucraina. Nell’ambito della ricostruzione e della costruzione di nuove strutture e infrastrutture per il trasporto pubblico e l’approvvigionamento, l’accessibilità e l’inclusione sono prese in considerazione durante l’intero processo, dalla pianificazione alla realizzazione, passando per lo sviluppo di standard tecnici. In questo modo si garantisce un utilizzo sicuro e quanto più autonomo possibile da parte di tutti i gruppi di popolazione. La Svizzera sostiene inoltre le autorità ucraine nella fornitura di soluzioni digitali per consentire alle persone a mobilità ridotta di accedere ai servizi pubblici. Nel campo della salute, la Svizzera promuove programmi dedicati alla salute mentale e alla riabilitazione fisica come pure riforme che favoriscono servizi di assistenza decentrati, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle cure per le persone con disabilità fisiche o psichiche e ridurre la stigmatizzazione. Nei suoi progetti infrastrutturali tiene conto degli aspetti legati all’accessibilità, per esempio costruendo servizi igienici per disabili nelle scuole professionali o mettendo a disposizione tram a pianale ribassato. Inoltre, si impegna a promuovere la (re)integrazione delle persone con disabilità di guerra, nonché degli adulti e dei bambini con disabilità, in particolare tramite progetti di riqualificazione e formazione continua, l’inserimento sul mercato del lavoro o soluzioni digitali. Infine, sensibilizza le popolazioni ai rischi delle mine, svolge attività di prevenzione nelle zone minate, opera nel campo dello sminamento umanitario e sostiene la fornitura di assistenza medica alle vittime delle mine. 3: I progetti con criteri di inclusione specifici prevedono anche indicatori e obiettivi particolari. In questo modo è possibile verificare, nell’ambito di una valutazione, se questi progetti sono coerenti con le strategie e i quadri di riferimento internazionali, se sono rilevanti per le persone con disabilità e se i risultati raggiunti sono utili per loro. 4: La Svizzera collabora con le organizzazioni ucraine che forniscono assistenza alle persone con disabilità, attraverso consultazioni, analisi dei bisogni o l’attuazione di progetti. In particolare, rafforza le loro capacità in modo tale che possano essere coinvolte sul lungo periodo nei processi politici e istituzionali. Insieme ad associazioni di genitori, sostiene lo sviluppo di servizi di orientamento professionale e promuove politiche nel campo della formazione e del mercato del lavoro che tengano conto delle esigenze dei giovani con disabilità. Nelle zone vicine al fronte, vengono effettuati controlli in collaborazione con organizzazioni locali per verificare e, se necessario, migliorare l’accessibilità dei centri che ospitano gli sfollati di guerra.