Scienze umane e sociali. Persiste lo squilibrio nei poli di ricerca nazionali (PRN)
26.3355 · Interpellanza · 2026-03-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il 30 gennaio 2026 il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha annunciato la selezione di sei nuovi poli di ricerca nazionali (PRN). Nessuno di questi progetti, tuttavia, rientra nell’ambito delle scienze umani e sociali.
Questa esclusione non è un caso isolato, ma riflette uno squilibrio preoccupante nel campo dei progetti di ricerca. Dalla creazione dei PRN nel 2001, meno del 15 per cento dei progetti selezionati riguarda le scienze sociali (6 su 38). Questi dati rivelano una persistente marginalizzazione di discipline che sono tuttavia indispensabili per comprendere le trasformazioni sociali, economiche e politiche del nostro Paese.
La situazione è tanto più problematica se si considera che un progetto nel campo delle scienze sociali, incentrato sulle questioni di genere e al quale è stata riconosciuta un’alta qualità scientifica, è stato scartato. Un tale rifiuto denota un pregiudizio disciplinare difficile da comprendere. Allo stesso tempo, riconoscendo l’inadeguatezza dell’attuale sistema, le autorità hanno ritenuto necessario indire un bando specifico per le scienze sociali al quale i progetti respinti potranno, a quanto pare, candidarsi nuovamente: una perdita di tempo e di risorse umane e finanziarie, sia per i ricercatori che per il Fondo nazionale svizzero (FNS), del tutto incomprensibile.
In un contesto caratterizzato da crescenti pressioni di carattere finanziario nel campo della formazione e della ricerca, questo squilibrio alimenta una legittima preoccupazione all’interno della comunità delle scienze sociali e solleva dubbi sulle priorità della Confederazione in materia di politica della ricerca e dell’innovazione.
Inoltre, all’interrogazione Porchet 26.7024 il Consiglio federale fornisce una risposta che non risponde al vero. Fa riferimento all’esistenza di cosiddetti livelli di priorità stabiliti dal FNS, mentre le norme procedurali prevedono esplicitamente una rosa di candidati senza ordine gerarchico. Questa contraddizione solleva seri dubbi sul rispetto delle procedure. Per di più, ammesso che tali livelli esistano, la totale mancanza di trasparenza sui criteri di classificazione dei progetti e sui progetti effettivamente finanziati è problematica, vista l’entità delle somme in gioco.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
Considerando che un PRN nel campo delle scienze umane e sociali era stato ritenuto meritevole di finanziamento dal FNS, come giustifica il fatto di non aver selezionato quel progetto?
Dal 2001 le scienze sociali rappresentano meno del 15 per cento dei PRN. Il Consiglio federale ritiene questa situazione soddisfacente? Come giustifica questo squilibrio, visto che lo stesso FNS cerca, per quanto possibile, di mantenere un equilibrio tra i vari settori?
Com’è stato ripartito il budget dei PRN nei diversi settori dalla creazione di questo strumento?
Questa sottorappresentazione è proporzionale al numero di studenti e di ricercatori attivi in queste discipline? Se così non fosse, come giustifica questa disparità di trattamento?
Riconosce l’esistenza di un pregiudizio strutturale a sfavore delle scienze sociali nei meccanismi di selezione dei PRN? Questo eventuale pregiudizio è dovuto al processo di selezione del FNS o ad altri fattori? Come si può porvi rimedio?
Il lancio di un bando separato per le scienze sociali rappresenta una misura transitoria o l’ammissione che i PRN non sono uno strumento adeguato a queste discipline? Quale processo di selezione verrà applicato a questo bando specifico?
Come mai il FNS assegna livelli di priorità ai progetti selezionati, contrariamente a quanto precisato nel proprio regolamento relativo al 6° bando PNR? Perché i team di progetto non sono stati informati sui criteri di classificazione delle priorità del FNS? Le procedure sono state rispettate? Se così non fosse, perché?
Quali misure concrete intende adottare per garantire un finanziamento equo delle scienze sociali?
Stellungnahme des Bundesrates
La selezione dei poli di ricerca nazionali (PRN) riposa sui criteri e sulle procedure indicati nell’ordinanza del DEFR del 9 dicembre 2013 concernente l’ordinanza sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (art. 8 cpv. 2,RS420.111). Il Fondo nazionale svizzero (FNS) effettua la valutazione scientifica delle domande. Il successivo esame dei progetti da parte della SEFRI sotto il profilo della politica della ricerca e della politica universitaria avviene in base ai criteri definiti per legge e tenendo conto della valutazione del FNS.Dei 75 schizzi di PRN presentati, solo 10 riguardavano le scienze umane e sociali. Le condizioni dell’intera procedura di valutazione sono state le stesse per tutte le discipline: per la valutazione degli schizzi, il FNS ha impiegato quattro panel di esperti (tasso di raccomandazione del 40 % per ogni disciplina), dopodiché le domande sono state esaminate da panel interdisciplinari. Sulla base di ciò, il FNS ha stilato una rosa di candidati composta da 11 proposte valutate come eccellenti e di cui si raccomandava l’attuazione. A queste sono stati assegnati due livelli di priorità in base alle valutazioni dei panel, sebbene tale priorizzazione rappresentasse solo un elemento della valutazione globale finale della SEFRI.Se confrontato con le altre proposte che hanno superato la prima selezione, questo progetto – l’unico per il suo settore – non è stato ritenuto soddisfacente a livello di valutazione globale. Nella decisione del DEFR sono indicati come motivi per il respingimento del progetto il basso coordinamento fra i sottoprogetti e l’insufficiente grado di maturità.Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla diversità scientifica e, per questo motivo, ha deciso di affiancare ai sei PRN che verranno attuati una procedura di selezione aggiuntiva dedicata alle scienze umane e sociali. Così facendo potrà anche capire come ottimizzare la procedura di selezione dei PRN. In collaborazione con il FNS e le accademie, la SEFRI organizzerà una tavola rotonda per le scienze umane e sociali, che si occuperà anche di capire come promuovere al meglio il settore. Questa misura non mette però in discussione la validità dei PRN come strumenti di promozione di tutte le discipline.Nell’ambito delle prime cinque serie, 11 dei 42 PRN approvati rientravano nell’ambito delle scienze umane e sociali (FINRISK, Nord-Sud, eikones, Scienze Affettive, Democrazia, Trade Regulation, Mediality, Sesam, On the Move, LIVES, Evolving Language). In media, ogni anno il 20 per cento dei sussidi federali destinati ai PRN è stato destinato a progetti nel campo delle scienze umane e sociali (47% MINT; 33% scienze della vita).