26.3377 · Interpellanza · 2026-03-20
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Dopo il divieto di vendita dei lucci e dei pesci persici del lago di Zugo a causa di un’eccessiva contaminazione da PFAS, adesso anche i lucci nel lago di Hallwil non potranno più essere pescati a scopo commerciale. Raccomandazioni di consumo sono state emanate all’attenzione di pescatori amatoriali e consumatori. A un pescatore amatoriale sul lago di Zugo sono stati tuttavia rilevati nel sangue livelli di PFAS 77 volte superiori al valore considerato innocuo per la salute. Il suo consumo di pesce persico corrisponde al consumo medio della popolazione svizzera. L’istituto EAWAG è giunto alla conclusione che chi consuma molto pesce d’acqua dolce presenta concentrazioni più elevate di PFAS nel sangue. La Svizzera conta circa 150 000 pescatori sportivi e amatoriali e il consumo di pesce di cattura è relativamente elevato.
In risposta alla mia domanda 26.7179, il Consiglio federale ha dichiarato che la situazione varia notevolmente a seconda dei corsi d’acqua e del tipo di pesce e che in alcuni casi vengono emanati divieti di pesca e vendita, in altri soltanto raccomandazioni di consumo. Ha inoltre affermato che a seconda della regione il consumo di pesce persico è sconsigliato, ma che non si tratta di una scienza esatta e che occorre migliorare l’informazione per rassicurare la popolazione.
Come emerge dal rapporto in adempimento del postulato 22.4585 Moser, alla fine del 2024 è stato istituito un gruppo di lavoro con l’obiettivo di elaborare una procedura uniforme per i Cantoni da applicare in caso di superamento dei valori massimi di PFAS nelle derrate alimentari e contrastare così la frammentarietà presente a livello cantonale.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
Che cosa può affermare con certezza riguardo all’esposizione della popolazione ai PFAS e ai suoi effetti sulla salute? Quali sono le lacune?
Vengono effettuate analisi, ad esempio tra i gruppi della popolazione interessati, come i pescatori e le loro famiglie? Se sì, quando e chi vi viene sottoposto? Se no, per quale motivo?
Ritiene che lo stato attuale delle informazioni rappresenti una difficoltà per i consumatori mediamente informati? Se sì, che cosa sta facendo ed entro quando sarà fatto? Se no, per quale motivo?
Entro quando intende informare la popolazione su quale pesce può essere consumato senza rischi? Che cosa consiglia oggi agli amanti del pesce svizzero?
Chi fa parte del suddetto gruppo di lavoro, quali sono i suoi compiti, a che punto sono i suoi lavori e quando i Cantoni e i consumatori potranno ricevere informazioni, linee guida e sostegno nell’esecuzione?
Stellungnahme des Bundesrates
1. I dati dello Studio svizzero sulla salute provenienti dalla fase pilota mostrano che l’intera popolazione adulta in Svizzera è esposta alle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) con valori simili a quelli riscontrati nei Paesi europei confinanti (www.ufsp.admin.ch > Temi > Ambiente & salute > Prodotti chimici > Biomonitoraggio umano (human biomonitoring - HBM) > Progetti di biomonitoraggio umano in Svizzera). In una parte della popolazione vengono superati i valori di riferimento sanitari relativi agli effetti sul sistema immunitario. Altri possibili effetti dei PFAS riguardano il fegato, i reni, il peso alla nascita, i livelli di colesterolo e le malattie cardiovascolari. Due PFAS sono classificati come cancerogeni (PFOA) o potenzialmente cancerogeni (PFOS). Tuttavia, non si dispone ancora di dati sufficienti, da un lato, sulla distribuzione dell’esposizione in Svizzera, poiché lo studio pilota ha coinvolto soltanto due Cantoni (BE, VD) e, dall’altro, sugli effetti dell’esposizione nel tempo, che consentirebbero di dimostrare in modo solido la correlazione tra esposizione individuale ed effetti sulla salute a lungo termine. Inoltre, finora soltanto pochi PFAS, tra le oltre 10 000 sostanze che compongono questa classe, sono stati esaminati per quanto riguarda gli effetti sulla salute. 2. Lo Studio svizzero sulla salute previsto non verrà portato avanti dopo la fase pilota a causa della situazione finanziaria della Confederazione. A livello nazionale, quindi, non sono attualmente in corso indagini sull’esposizione ai PFAS tra i pescatori e le loro famiglie, né sono previsti studi in merito. 3. e 4. Sui siti web dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM; www.ufam.admin.ch > Temi > Prodotti chimici > Dossier > Cosa sono le PFAS?) e dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV; www.usav.admin.ch > Alimenti e nutrizione > Sicurezza alimentare > Sostanze in primo piano > Contaminanti > Sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono disponibili informazioni per la popolazione sui PFAS. Nell’ambito del piano d’azione per la gestione dei prodotti chimici persistenti, si prevede di ampliare e migliorare ulteriormente l’informazione al pubblico su questo tema. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni elaborerà il piano d’azione in collaborazione con il Dipartimento federale dell’interno e il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca, nonché con il coinvolgimento dei Cantoni, e lo presenterà al Consiglio federale entro la fine del 2027. Per il pesce immesso sul mercato vigono tenori massimi vincolanti per i PFAS, allo scopo di ridurre al minimo i rischi per la salute dei consumatori. Il pesce può continuare a far parte di un’alimentazione equilibrata e varia in quanto alimento ricco di sostanze nutritive. Poiché la contaminazione da PFAS può variare a seconda delle acque e delle specie ittiche, l’USAV raccomanda di consumare diverse specie ittiche di diversa provenienza al fine di ridurre al minimo l’assunzione di PFAS. 5. Il gruppo di lavoro sui PFAS menzionato nel rapporto redatto in adempimento del postulato 22.4585 Moser «Piano d’azione per la riduzione dell’esposizione dell’uomo e dell’ambiente ai prodotti chimici persistenti» è composto da rappresentanti delle autorità cantonali di esecuzione della legislazione alimentare (Associazione svizzera dei veterinari cantonali e Associazione dei chimici cantonali svizzeri), dell’USAV e dell’Unità federale per la filiera agroalimentare. Questo gruppo di lavoro ha elaborato una direttiva volta ad armonizzare l’esecuzione delle norme cantonali in caso di superamento dei tenori massimi di PFAS. La sua pubblicazione da parte dell’USAV è prevista per la fine del secondo trimestre del 2026.