Ostruzionismo climatico. Qual è la situazione in Svizzera e cosa fa il Consiglio federale per contrastare la disinformazione legata alle questioni climatiche?
26.3394 · Interpellanza · 2026-03-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Secondo il Climate Social Science Network (CSSN), l’ostruzionismo climatico indica tutte quelle pratiche, discorsi od omissioni che mirano a rallentare, indebolire o impedire l’adozione di misure volte a ridurre le emissioni di gas serra o a migliorare la resilienza di fronte alle ripercussioni del riscaldamento climatico. In Europa, il rapporto del CSSN sull’ostruzionismo climatico elenca le strategie utilizzate da attori industriali, politici e mediatici per bloccare l’azione governativa, distogliendo l’attenzione dell’opinione pubblica dalle cause del riscaldamento climatico e l’ampiezza delle sue ripercussioni e attaccando gli scienziati. È quindi necessario contrastare la disinformazione e migliorare l’affidabilità delle informazioni sul clima, in particolare esponendo le fonti e le strategie della disinformazione climatica.
In tale contesto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
Il Consiglio federale considera l’ostruzionismo climatico un problema grave a livello internazionale e nazionale?
Qual è la situazione in Svizzera per quanto riguarda l’ostruzionismo climatico, dato che molte aziende internazionali fortemente coinvolte nell’estrazione, nel commercio e nel trasporto di energie fossili hanno sede nel nostro Paese?
Quali sono il ruolo e l’impatto dei think tank associati all’Atlas Network con sede in Svizzera nell’ostruzionismo climatico?
Esistono indizi di ostruzionismo climatico in merito alle campagne di voto relative alla legge del 23 dicembre 2011 sul CO₂ (2021), alla legge federale del 30 settembre 2022 sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (2023) o all’iniziativa per un fondo per il clima (2026)?
In che modo il Consiglio federale si impegna a livello nazionale per contrastare la disinformazione legata alle sfide climatiche?
In Svizzera esiste una base giuridica sufficiente per affrontare i casi di ostruzionismo climatico e condannarli di conseguenza?
In che modo il Consiglio federale si impegna a livello internazionale per contrastare la disinformazione legata alle sfide climatiche? Si impegnerà a denunciare ogni forma di ostruzionismo climatico in occasione di eventi internazionali come le COP?
Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) non esercita forse una sorta di ostruzionismo climatico quando ritarda la pubblicazione di determinati rapporti, per esempio quello relativo ai costi dei trasporti prima della votazione del 14 novembre 2024 sull’ampliamento delle autostrade o quello relativo ai costi degli impatti dei cambiamenti climatici (pubblicazione inizialmente prevista per la fine del 2025, ma rinviata) prima della votazione dell’8 marzo 2026 sull’iniziativa per un fondo per il clima?
Stellungnahme des Bundesrates
1) La Costituzione federale garantisce, all’articolo 16, la libertà d’opinione e d’informazione: ognuno ha il diritto di formarsi liberamente la propria opinione, di esprimerla e diffonderla senza impedimenti, così come ognuno ha il diritto di ricevere liberamente informazioni, nonché di procurarsele presso fonti accessibili a tutti e di diffonderle. Nell’esercizio delle sue funzioni, il Consiglio federale si basa su dati scientificamente fondati e considera la formazione libera e democratica delle opinioni un elemento centrale del sistema politico svizzero. 2 e 3) Il Consiglio federale non raccoglie dati ai fini dell’individuazione del cosiddetto «ostruzionismo climatico» e non ravvisa neppure indizi di disinformazione sistematica, almeno non se intesa come attività coordinate contro la protezione del clima. 4) Secondo il Consiglio federale, il confronto politico emerso nel quadro delle votazioni federali menzionate si è svolto nel rispetto dei diritti costituzionali. 5–7) Il Consiglio federale si impegna a livello nazionale e internazionale per fornire all’opinione pubblica informazioni basate sui fatti, in particolare adottando una comunicazione trasparente, sostenendo la ricerca climatica e collaborando a livello internazionale: le basi giuridiche vigenti, per esempio nell’ambito del diritto sulla concorrenza sleale, offrono strumenti per contrastare la disinformazione e i processi multilaterali a livello internazionale sono per il Consiglio federale un’occasione per promuovere una politica climatica basata sui fatti. Tuttavia, in questo contesto il Consiglio federale si astiene dal fare propri giudizi politici generalizzati nei confronti di singoli attori o nozioni quali «ostruzionismo climatico». 8) No, il Consiglio federale ritiene che il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) non eserciti nessun tipo di ostruzionismo climatico. La pubblicazione dei rapporti menzionati è avvenuta sulla base di criteri oggettivi e amministrativi.