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26.3456 · Mozione · 2026-03-20

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato:

  • di riconoscere con chiarezza che la dipendenza dell’economia svizzera dalle energie fossili importate costituisce un rischio per la sicurezza del Paese;

  • di presentare un piano articolato a breve, medio e lungo termine volto a ridurre i rischi per la sicurezza connessi a tale dipendenza.

Begründung

La dipendenza della Svizzera dalle importazioni di energie fossili rappresenta una vulnerabilità strategica sempre maggiore in un contesto di forti tensioni geopolitiche. Il conflitto contro l’Iran dimostra che l’approvvigionamento e i prezzi possono essere utilizzati come strumenti di pressione, confermando una realtà: soltanto le energie rinnovabili sono energie di pace, mentre le energie fossili rappresentano un rischio per la sicurezza.

Nella sua strategia in materia di politica di sicurezza 2026, il Consiglio federale riconosce che le dipendenze economiche possono essere sfruttate dagli Stati e minacciare la sicurezza. Allo stesso modo l’interconnessione dell’economia svizzera, alla base della nostra prosperità, fa sì che tale sicurezza dipenda dalle importazioni energetiche e sia vulnerabile alle perturbazioni.

Per questo motivo, le crisi internazionali possono provocare penurie, rincari e pressioni economiche, con ripercussioni dirette sulla stabilità del Paese. Pur fissando un obiettivo di riduzione delle dipendenze energetiche, il Consiglio federale privilegia soprattutto la diversificazione delle fonti piuttosto che l’abbandono delle energie fossili.

Non esiste ancora un piano complessivo e coerente per ridurre tali rischi. In un contesto internazionale instabile, questa dipendenza rientra ormai a pieno titolo tra le questioni di sicurezza nazionale. Abbandonare le energie fossili permetterebbe anche di ridurre il finanziamento dei regimi autocratici.

Pertanto, è necessario che la Svizzera si doti di una strategia chiara, graduale e coordinata per rafforzare la propria resilienza.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Con l’obiettivo delle emissioni nette pari a zero perseguito dal Consiglio federale e approvato dal Popolo svizzero con la legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli; RS 814.310), nonché con la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, sulla base della quale è stata ulteriormente sviluppata la strategia energetica svizzera, il nostro Paese dispone già di strategie a lungo termine per l’abbandono delle energie fossili. In tale contesto, il Consiglio federale e il Parlamento puntano ad accelerare l’incremento della produzione di energie rinnovabili, con obiettivi per il 2035 e il 2050 fissati nella legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili e anch’essi approvati dal Popolo svizzero. Per raggiungere l’obiettivo delle emissioni nette pari a zero, l’approvvigionamento energetico della Svizzera deve essere decarbonizzato, e ciò richiede un’ampia elettrificazione dei settori del riscaldamento e della mobilità. Parallelamente, con l’atto sull’accelerazione (revisione della legge sull’energia [LEne; RS 730.0]) sono state semplificate e abbreviate le procedure di pianificazione e di autorizzazione per gli impianti per la produzione di energia da forza idrica e per gli impianti solari ed eolici di interesse nazionale. L’atto sull’accelerazione è entrato in vigore in gran parte il 1° aprile 2026. Per garantire a breve termine la sicurezza dell’approvvigionamento anche in situazioni eccezionali, nel 2022 il Consiglio federale ha deciso di istituire una riserva di energia elettrica, che il Parlamento ha adottato nel giugno 2025 con la revisione della legge sull’approvvigionamento elettrico (LAEl; RS 734.7). Tale riserva comprende una riserva di energia idroelettrica, una riserva termica e in futuro anche una riserva di stoccaggio. Nel breve e medio termine è inoltre importante potenziare i sistemi di stoccaggio di calore e di energia elettrica da fonti rinnovabili. A questo proposito, con la mozione CAPTE-N 25.3943 «Strategia globale e piano d’azione in materia di stoccaggio di energia» il Consiglio federale ha incaricato il Parlamento di elaborare una strategia di stoccaggio per la Svizzera. Al contempo, l’Ufficio federale dell’energia (UFE) collabora con gli operatori del mercato per sviluppare raccomandazioni di intervento volte a integrare rapidamente lo stoccaggio di energia nel sistema energetico svizzero. La Tavola rotonda sullo stoccaggio dell’energia presenterà i primi risultati entro la fine del 2026. Il Consiglio federale ha adottato la strategia nazionale per l’idrogeno già nell’autunno 2024: l’idrogeno e i derivati Power-to-X costituiscono un pilastro essenziale della decarbonizzazione del sistema energetico, necessaria per raggiungere l’obiettivo delle emissioni nette pari a zero. Anche il miglioramento dell’efficienza energetica può fornire un contributo rilevante alla riduzione del consumo energetico. Al fine di garantire a lungo termine la sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica, il Consiglio federale ha adottato un controprogetto all’iniziativa «Stop al blackout», attualmente in discussione in Parlamento, che prevede la possibilità di autorizzare nuovamente la costruzione di centrali nucleari in Svizzera. L’UFE sta inoltre elaborando le Prospettive energetiche 2060, che si concentrano sull’obiettivo a lungo termine di zero emissioni nette di gas serra e sulla decarbonizzazione dell’approvvigionamento energetico, e che costituiscono la base per l’ulteriore sviluppo della politica energetica e climatica. I progressi della Strategia energetica vengono verificati a cadenza regolare, conformemente agli articoli 55 e seguenti della LEne.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.