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26.3505 · Interpellanza · 2026-03-20

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

L’aumento dei prezzi dei carburanti colpisce duramente anche in Svizzera famiglie e PMI. Per molti cittadini, in particolare nelle regioni periferiche, il rincaro della benzina e del diesel rappresenta un aggravio diretto sul bilancio domestico. Per artigiani, trasportatori e piccole imprese significa invece costi di esercizio e di trasporto sempre più elevati.

Di fronte a questa situazione, l’Italia ha reagito immediatamente. Il Governo italiano ha infatti introdotto per 20 giorni un taglio temporaneo delle accise pari a 25 centesimi al litro per benzina e diesel e a 12 centesimi per il GPL. Ha inoltre rafforzato i controlli contro la speculazione e previsto misure di sostegno per categorie particolarmente esposte, tra cui un credito d’imposta del 28% sul gasolio per autotrasportatori e pescatori.

In Svizzera, invece, il Consiglio federale dà ancora una volta l’impressione di assistere passivamente agli eventi, lasciando che siano cittadini e imprese a sopportare da soli il peso del rincaro. Questo immobilismo è sempre meno comprensibile e sempre meno accettabile.

La situazione è ancora più grave nelle regioni di confine, in particolare in Ticino. I commerci di carburanti subiscono da anni una forte pressione concorrenziale da parte dell’Italia e hanno già registrato una sensibile riduzione della cifra d’affari. L’ulteriore sconto deciso oltre confine rischia ora di infliggere una nuova pesante mazzata a un settore già fortemente penalizzato.

Alla luce di quanto precede, chiedo al Consiglio federale:

  1. Come valuta l’impatto dell’aumento dei prezzi dei carburanti su famiglie e PMI in Svizzera e quali misure urgenti intende adottare per attenuarlo?

  2. È disposto a esaminare una riduzione temporanea delle accise o di altri prelievi sui carburanti, nonché il non prelievo dell’IVA sulla quota di prezzo che supera una determinata soglia?

  3. Quali misure intende adottare per prevenire o reprimere eventuali fenomeni speculativi sui prezzi dei carburanti in Svizzera?

  4. Quali provvedimenti concreti intende adottare per sostenere i commerci di carburanti delle regioni di confine, Ticino in primis, particolarmente penalizzati dalla concorrenza italiana?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Secondo le previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione del 18 marzo 2026, nel 2026 l’inflazione dovrebbe attestarsi allo 0,4% e la crescita del PIL all’1,0%. Anche secondo lo scenario negativo complementare della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), che ipotizza un aumento del prezzo del petrolio, il rischio di una recessione macroeconomica rimarrebbe basso; inoltre, l’inflazione (+0,7%) dovrebbe rimanere chiaramente entro i limiti della stabilità dei prezzi. Sono attesi tassi d’inflazione simili anche secondo altre previsioni attuali. In generale, la Banca nazionale svizzera è responsabile della stabilità dei prezzi e dispone di strumenti efficaci per contrastare un eventuale aumento dell’inflazione in Svizzera. Per ridurre le imposte sui prodotti petroliferi e adeguare l’imposta sul valore aggiunto (IVA) sarebbero necessarie modifiche legislative, per cui un’attuazione tempestiva non sarebbe possibile. Inoltre, prezzi più elevati dell’energia e dei carburanti incentivano un consumo energetico parsimonioso. Il Consiglio federale non ravvisa attualmente la necessità di misure di politica economica, ma continuerà a osservare gli sviluppi con maggiore attenzione.3. Il Consiglio federale ritiene che una concorrenza efficace sia il mezzo più importante per contrastare andamenti dei prezzi abusivi o speculativi; si impegna pertanto a favore di condizioni quadro che garantiscano il funzionamento della concorrenza. La Commissione della concorrenza (COMCO) e il Sorvegliante dei prezzi monitorano continuamente i mercati dei carburanti e possono intervenire, nel quadro della legislazione vigente, in caso di segnalazioni concrete di restrizioni della concorrenza o di prezzi abusivi.4. Il Consiglio federale è consapevole che i rivenditori di carburante attivi nelle regioni di confine sono particolarmente colpiti dai differenziali di prezzo rispetto all’estero. Non è tuttavia prevista alcuna misura di sostegno per singole regioni o operatori di mercato specifici.