26.3668 · Mozione · 2026-06-16
Dipartimento di giustizia e polizia
Depositato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di annullare il cambio di prassi in vigore dal 17 luglio 2023 per le domande d’asilo delle cittadine afghane, sancendo quale criterio determinante il Paese di provenienza e non la nazionalità.
Begründung
Secondo il cambio di prassi operato dalla SEM nel luglio 2023, le donne e le ragazze afghane si qualificano in linea di massima per ottenere l’asilo e non solo l’ammissione provvisoria, com’era il caso in precedenza. A tenore della legge, l’asilo può essere accordato solo dopo un esame individuale. Contrariamente a quanto sostenuto dal Consiglio federale, tale esame non è più effettuato. Il cambio di prassi della SEM, avvenuto in sordina e senza consultazione, compromette gli sforzi profusi per risolvere la crisi in materia d’asilo. Riduce gli ostacoli e consente il ricongiungimento familiare. Attualmente più di cinque milioni di cittadini afghani vivono nei Paesi confinanti con l’Afghanistan. Per queste persone, il nostro elevato tenore di vita e l’effettivo diritto di soggiorno garantito dallo Stato costituiscono forti incentivi a venire in Svizzera. È così incoraggiata la cosiddetta migrazione secondaria di persone che vivono da tempo in Stati terzi e che giungono in Svizzera per stabilirvisi, con un limitato potenziale di integrazione e pochi incentivi a integrarsi nel mercato del lavoro, ma con prospettive realistiche di un soggiorno duraturo. Questo non va bene: i richiedenti l’asilo devono sapere che la loro domanda d’asilo verrà respinta se hanno già ottenuto accoglienza e protezione in uno Stato terzo. La nostra politica d’asilo mira ad accordare protezione in Svizzera alle persone la cui vita e integrità fisica sono minacciate, ma non a quelle che hanno già ottenuto aiuto e protezione in un altro Paese. Il Consiglio federale ribalta questi principi: sostiene che la qualità di rifugiato può essere riconosciuta in relazione al solo Paese d’origine, dimenticando che la minaccia nel Paese di provenienza è altrettanto rilevante (cfr. Mo. 23.4241). Ora è emerso che in realtà non sono effettuati esami individuali. In una decisione del 20 novembre 2025 il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha constatato che il questionario prestampato suggerisce in maniera inammissibile alle richiedenti i motivi che secondo la legge sull’asilo dovrebbero addurre loro stesse. Il TAF ha inoltre ritenuto che la SEM agisse illegalmente anche sotto altri aspetti: nel caso concreto ha alimentato in una richiedente aspettative incompatibili con le prescrizioni procedurali e materiali della legge sull’asilo. Questi errori devono essere corretti senza indugio.