Lexipedia

26.3726 · Mozione · 2026-06-18

Dipartimento delle Finanze

Depositato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un disegno di legge che ponga un tetto massimo alle uscite complessive della Confederazione sulla base del preventivo 2027, includendo le uscite vincolate. Sono invece da escludere da tale importo le uscite per l’AVS e per l’esercito. Laddove le maggiori uscite siano inevitabili, il Consiglio federale dovrà sottoporre i relativi crediti aggiuntivi all’Assemblea federale nel corso dell’anno. Il tetto massimo resterà in vigore fino a quando il finanziamento supplementare destinato all’esercito e pari a 31 miliardi di franchi sarà raggiunto o fino a quando l’Assemblea federale avrà deciso un altro quadro di finanziamento, conformemente al disegno posto in consultazione il 6 marzo 2026.

Begründung

La Svizzera si trova di fronte a due situazioni che a livello di politica finanziaria richiedono scelte ineluttabili.

Il drastico peggioramento della situazione relativa alla sicurezza richiede investimenti rapidi e consistenti a favore dell’esercito. Al contempo, occorre attuare la volontà popolare che si è espressa a favore della 13esima mensilità della rendita AVS, aumentando in modo considerevole il contributo della Confederazione.

Entrambe le priorità richiedono un determinato margine di manovra, ma le soluzioni che appaiono più ovvie sono precluse. Generare maggiori entrate aumentando le imposte è praticamente insostenibile dal punto di vista politico e difficilmente giustificabile se si considera il progressivo disallineamento tra le uscite della Confederazione e la crescita economica. I tentativi di introdurre veri risparmi, quindi tagli alle spese, falliscono regolarmente a causa dell’opposizione politica, come ha dimostrato il dibattito sul pacchetto di sgravio 27: ogni taglio crea dei perdenti, ogni perdente reagisce mobilitandosi.

Questa mozione propone una terza via: nessun taglio alle spese, bensì il loro congelamento.

La differenza determinante non sta nel risultato aritmetico, bensì nella logica procedurale. Oggi è necessaria la maggioranza parlamentare per ridurre le maggiori uscite previste. Per introdurre ulteriori risparmi ci vuole quindi una pressione politica. Nell’ambito della pianificazione del preventivo prevale invece sempre l’importo più basso. Introducendo un limite di spesa, tale logica si inverte: maggiori uscite rispetto all’anno precedente richiedono primariamente la fissazione della loro priorità all’interno del relativo dipartimento e, se non erano prevedibili e si verificano durante l’anno, è necessario attivarsi per ottenere il voto della maggioranza a favore di un credito aggiuntivo. In quanto lex specialis, la nuova legge che si propone di creare prevale in particolare sulle uscite vincolate.

Inoltre, l’esclusione da tale importo delle spese legate all’esercito e all’AVS fissa esplicitamente delle priorità: le uscite per ciò che oggi risulta più urgente per la popolazione, ovvero il ripristino della capacità di difesa e la garanzia delle rendite AVS, continuano a crescere, mentre il resto del bilancio della Confederazione viene mantenuto stabile. Il tetto massimo non è quindi un meccanismo di risparmio che opera alla cieca, ma uno strumento di definizione delle priorità politiche.

Il congelamento delle uscite non crea perdenti e consente di attuare immediatamente il rafforzamento e il riarmo dell’esercito, adempiendo così alle responsabilità in materia di politica di sicurezza.