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26.3941 · Interpellanza · 2026-06-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Depositato

Wortlaut

Invito in Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.

1. La sovrapproduzione di carne suina in Svizzera costituisce un fallimento del mercato? In caso affermativo, quali sono le ragioni principali? In caso negativo, perché no?

2. Quale ruolo riveste in questo contesto l'importazione di carne suina e di prodotti a base di carne suina dall'estero?

3. Quali soluzioni individua il Consiglio federale e quali ritiene eque e sostenibili?

4. Sostiene gli allevatori di suini nella ricerca di soluzioni?

5. Nei Paesi Bassi l’effettivo di suini è stato drasticamente ridotto tramite programmi di uscita volontaria dal settore, anche al fine di abbattere il notevole carico di azoto e le emissioni di ammoniaca provenienti dall’agricoltura. Il Consiglio federale ritiene che una misura di questo tipo possa essere utile nell’attuale crisi del settore suinicolo? In caso affermativo, come intende procedere? In caso negativo, perché no?

6. Attualmente un grande distributore svizzero propone le costolette di maiale indigene al prezzo di 9.50 franchi al chilo (sconto del 50%). Un chilo di Gruyère costa invece 22.70 franchi. In che modo il Consiglio federale intende garantire in futuro una maggiore equità dei prezzi e la verità dei costi?

7. Nell’ambito della PA2030+ come intende garantire che una crisi di questo tipo possa essere evitata?

Begründung

L’attuale sovrapproduzione di carne suina sta mettendo a dura prova i contadini svizzeri. A marzo 2026 la SRF riferiva che il prezzo medio dei suini da macello era sceso del 27 per cento e che gli allevatori svizzeri producono ogni settimana 53'000 suini da macello, mentre per garantire un prezzo equo il numero ideale sarebbe 44'000 suini. Per far fronte a questa situazione l’Associazione svizzera degli allevatori e produttori di suini Suisseporc era intenzionata a convincere gli allevatori a cessare l’attività offrendo loro incentivi finanziari. Il 27 maggio 2026 la base dell’associazione ha però respinto con una maggioranza risicata l’idea di questa misura volontaria e pertanto il prezzo della carne suina potrebbe continuare a scendere.