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95.1103 · Interrogazione ordinaria urgente · 1995-09-20

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Constatato come l'attuale ordine di demolizione di alcuni rustici nel Comune di Ronco sopra Ascona, emesso dal Consiglio di Stato della Repubblica e del Cantone del Ticino, da eseguirsi entro il 2 ottobre 1995, abbia provocato vibranti proteste in seno alla popolazione - mettendo in difficoltà lo stesso governo - si chiede al Consiglio federale di intervenire in modo tempestivo affinché il Consiglio di Stato abbia la possibilità di sanare queste ed altre situazioni analoghe (ca. 450).

I rustici, in Ticino, rappresentano una delle poche testimonianze del Paese rurale e della vita aspra e difficile che le passate generazioni erano chiamate, loro malgrado, ad affrontare. Demolirli o semplicemente lasciare che essi siano abbandonati all'incuria - e questo solo in virtù di una legge federale insana e non appropriata - sarebbe un delitto compiuto non già nei confronti di alcuni edifici, bensì della nostra storia e della nostra dignità etnico-culturale.

Siamo dell'avviso che le leggi federali dovrebbero - in primis - rispettare le esigenze della popolazione e questo in pieno accordo con il nostro sistema federalistico. Leggi che, viceversa, creano contenziosi palesi ed evidenti nonché di dimensioni sproporzionate e in antitesi ai loro scopi, testimoniano - qualora ve ne fosse ancora bisogno - della poca sensibilità che Berna pone nei confronti del Ticino.

L'Ufficio federale competente, rimettendo nelle mani dei giuristi il cambiamento di questa legge, pur conoscendo la gravità della situazione in Ticino, si è avviato in un vicolo cieco in quanto giammai due giuristi seduti al medesimo tavolo - senza la mediazione politica - sono in grado di risolvere i problemi.

Per questi motivi invitiamo il Consiglio federale a prendere in mano la situazione e a formulare proposte - prettamente politiche - in grado di sanare le pendenze più pressanti (il 2 ottobre verranno demoliti i rustici di Ronco sopra Ascona) ed inoltre die formulare una soluzione - sempre politica - alla questione.

Stellungnahme des Bundesrates

Dapprima, breve cronistoria della demolizione - disposta dal Dipartimento delle pubbliche costruzioni del Cantone Ticino e confermata dal Tribunale federale - di un "rustico" di Ronco: un proprietario fondiario di Ronco/s. Ascona ha ottenuto nel 1986 il permesso di riattare e trasformare in residenza secondaria due rustici. Egli ha attuato la trasformazione di uno dei rustici secondo i piani approvati. L'altro, invece, è stato demolito e sostituito da un edificio nuovo, nonostante la licenza edilizia vietasse esplicitamente un siffatto modo d'agire. Nel 1990, l'allora Dipartimento delle pubbliche costruzioni del Cantone Ticino ha ordinato la demolizione completa della costruzione abusiva e la risistemazione del terreno entro il termine di 60 giorni. Tale ordine fu poi, su ricorso, confermato dal Consiglio di Stato e dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino nonché, nel 1992, dal Tribunale federale. Tutte queste istanze hanno deciso che il nuovo edificio è in contraddizione con il diritto vigente e che, perciò, neppure in seguito poteva essere autorizzata la costruzione, dovendosi quindi demolirlo.

Nel 1993, il Comune di Ronco ha inoltrato gravame al Consiglio federale per mancata esecuzione di una sentenza del Tribunale federale. Con decisione del 27 giugno di quest'anno, il Consiglio federale ha accolto il ricorso e impartito al Consiglio di Stato del Cantone Ticino un termine di 60 giorni perché disponesse le misure necessarie per la demolizione dell'edificio. Il Consiglio di Stato del Cantone Ticino ha ordinato, il 6 settembre di quest'anno, la demolizione dello stabile di cui si tratta.

Il richiedente intende ora che il Consiglio federale abbia a intervenire allo scopo di evitare la demolizione incombente di tale edificio nonché di altri edifici che si trovano in condizioni analoghe. Egli attende dal Consiglio federale una valutazione non giuridica, ma in primo luogo politica della problematica relativa ai rustici.

La circostanza che l'incombente demolizione nel caso presentato sia discussa sotto il tema dei "rustici" indica come la nozione dei rustici è divenuto un termine che raccoglie in sé le più diverse fattispecie che, nell'ottica giuridica come anche materiale e politica, sono da valutare in modo molto diversificato.

Il Consiglio federale ha comprensione per il desiderio di conservare i rustici veri e propri, testimoni di una trascorsa cultura rurale. Tale conservazione è già oggi possibile grazie al diritto federale, ad esempio grazie all'articolo 24 capoversi 2 e 3 dell'ordinanza del 2 ottobre 1989 sulla pianificazione del territorio (OPT). Con la rielaborazione, approvazione e trasposizione che dovrebbero avvenire prossimamente della scheda di coordinamento 8.5 del piano direttore cantonale saranno avvenuti, anche a livello cantonale, i passi necessari per sfruttare la libertà d'azione garantita dal diritto federale. Tuttavia la trasformazione di destinazione dei rustici deve servire a tutelare questi edifici storici e a conservare il paesaggio valorizzato dalla presenza di tale tipo di costruzione e non costituire un paravento che permetta l'attuazione di residenze secondarie fuori della zona edificabile. Proprio nell'interesse della tutela di questo retaggio culturale, urge opporre un chiaro rifiuto a tutte le misure che, sotto il pretesto della conservazione dei rustici, soltanto intendono travalicare il principio della separazione tra zone edificabili e zone non edificabili. In tale contesto è da vedere anche, in siffatti casi, il ripristino coerente dello stato legale. Una soluzione diversa non potrebbe d'altro canto essere sostenuta anche nei confronti dei cittadini che nel Cantone Ticino e nel resto della Svizzera si sono attenuti alle prescrizioni legali.

Fra le conquiste dello Stato di diritto citiamo il vincolo degli organi statuali al diritto nonché la separazione dei poteri e, quindi, la garanzia del trattamento sulla base della parità dei diritti e il divieto dell'arbitrio. Al Consiglio federale non compete impedire - per qualsivoglia motivo d'opportunità politica - la demolizione di un edificio illegale confermata dal Tribunale federale, con provvedimenti d'ordine né politico né giuridico. L'articolo 102 numero 5 della Costituzione federale gli impone anzi esplicitamente l'esecuzione delle sentenze del Tribunale federale.

Rustici in Ticino, une problema che scotta | Lexipedia | Lexipedia