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95.3029 · Mozione · 1995-01-30

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a elaborare un'ampia serie di misure intese a promuovere la creazione di giovani imprese e a favorire le innovazioni nelle imprese. Occorre prevedere misure che consentano di sostenere, grazie ad una cooperazione fra il settore privato e quello pubblico, giovani imprese orientate verso un'attività tecnologica o innovativa nella loro fase iniziale di sviluppo. Si dovrà in particolare creare strumenti conformi alla situazione di mercato che permettano di ancorare nel diritto fiscale svizzero il promovimento del capitale di rischio e di aumentare la disponibilità dei prestatori di fondi a fornire tale capitale. Bisognerà parimenti trovare delle modalità volte ad incoraggiare le PMI in cerca di capitali ad accordare agli investitori una partecipazione reale e pertanto anche diritti di codecisione.

1. Aspetti fiscali

Le misure fiscali attualmente esistenti in materia di promovimento delle giovani imprese devono essere rafforzate. Occorrerà segnatamente prorogare nel tempo le possibilità di ammortamento fiscale, al fine di permettere di tener conto dell'ammortamento sul piano fiscale non appena vengono realizzati utili.

In caso d'investimenti privati si deve mettere l'accento sull'istituzione della deducibilità fiscale delle perdite risultanti dall'impegno di capitale di rischio, al fine di eliminare gli svantaggi fiscali della Svizzera rispetto ad altri Paesi per quanto riguarda tali impegni.

L'assegnazione di capitale di rischio da parte delle banche dovrà essere stimolata mediante incentivi fiscali.

2. Promovimento del capitale di rischio

La legge federale sui fondi d'investimento deve essere modificata in modo da non impedire la formazione di fondi di capitali di rischio in Svizzera per il finanziamento di imprese non quotate in borsa.

Si deve potenziare lo strumento delle fideiussioni al fine di stimolare l'assegnazione di capitale di rischio da parte delle banche.

A livello europeo sono in corso iniziative miranti a istituire una Borsa europea per imprese in espansione alle quali la Svizzera dovrebbe aderire. Occorre esaminare la possibilità di creare a Basilea una Borsa speciale per il commercio delle azioni di imprese "start-up".

Begründung

Le PMI sono le colonne portanti della nostra economia. Per questo motivo devono essere adottate misure mirate che favoriscano la costituzione di PMI e che stimolino l'innovazione in modo da renderle maggiormente competitive a livello internazionale. A tale proposito, occorre quindi sviluppare un programma d'azione a favore delle PMI che rafforzi la loro posizione non solo in Svizzera ma anche all'estero. Gli sforzi per la formazione di capitale di rischio dovranno essere compiuti in diversi settori. Oltre a miglioramenti di diritto fiscale a favore delle PMI (vedi la mozione 95.3018 del 25 gennaio 1995 del gruppo PDC "Sistema moderno d'imposizione delle imprese") e un aiuto alle giovani imprese per la copertura del rischio in occasione della rapida espansione delle loro attività all'estero che si rivela sovente necessaria, si devono prendere in considerazione misure conformi alla situazione di mercato intese ad aumentare la disponibilità dei prestatori di fondi privati a mettere a disposizione capitale di rischio. Per motivi inerenti al nostro ordinamento politico occorre per contro respingere il versamento da parte dello Stato di sovvenzioni generali alle giovani imprese, così come viene praticato in taluni Paesi dell'UE. La legge federale sui fondi d'investimento deve essere modificata in modo che la costituzione in Svizzera di fondi di capitale di rischio per il finanziamento di imprese non quotate in borsa non venga ostacolata - analogamente al capitale Venture funds negli USA.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La creazione di imprese innovatrici è un fattore essenziale dello sviluppo della nostra economia. Così come constatato nel rapporto del Consiglio federale del 20 marzo 1995 sul capitale di rischio in Svizzera, non esiste un vero e proprio toccasana in questo ambito. Il finanziamento delle nuove imprese a elevato contenuto tecnologico e ad alto grado innovativo - che rappresentano soltanto una debole percentuale dell'insieme delle costituzioni di imprese - rimane estremamente rischioso e di conseguenza difficile.

Il Consiglio federale ritiene che i poteri pubblici debbano innanzitutto migliorare le condizioni-quadro facilitando così la creazione di nuove imprese. si possono prevedere altre misure di natura sussidiaria volte ad agevolare il finanziamento di tali progetti ed a migliorare le loro possibilità di successo. Come risulta dal summenzionato rapporto del Consiglio federale, misure simili sono già state in parte attuate a livello cantonale e federale. In tal senso, citiamo in particolare l'aiuto finanziario a favore delle zone economicamente minacciate o il progetto a sostegno della consulenza ai giovani imprenditori nell'ambito del promovimento della ricerca applicata.

In materia fiscale, il Consiglio federale sottolineava, nella sua risposta al postulato del 18 dicembre 1992 (92.3600) del gruppo democratico-cristiano, che si potevano difficilmente prendere in considerazione misure di promovimento diretto. Il Consiglio federale considera più utile alleggerire gli oneri delle nuove imprese come ha fatto proponendo al Parlamento di esonerarle dalla tassa d'emissione fino a concorrenza di un capitale di 250 000 franchi; un provvedimento che dovrebbe entrare in vigore il 1o gennaio 1996. Anche il passaggio a una tariffa proporzionale per l'imposta federale diretta rappresenterebbe senza dubbio uno sgravio per le nuove imprese. Tuttavia, la ricerca di una formula che rimanga neutra per la cassa federale ha finora incontrato numerosi problemi e la proposta del Consiglio federale non è stata considerata dal Parlamento.

Viste le proposte sviluppate dalla mozione formuliamo le seguenti considerazioni:

- Le possibilità d'ammortamento fiscale non sono limitate nel tempo. Le perdite registrate da nuove imprese e determinate da ammortamenti effettuati nell'ambito dei tassi ammessi possono essere riportate e compensate nel corso degli esercizi successivi.

- In Svizzera, i profitti in capitale delle persone fisiche non sono, di massima, tassati. Voler far partecipare la Confederazione ai rischi e alle perdite tramite la fiscalità implicherebbe l'imposizione dei profitti, ciò che sarebbe contrario all'obiettivo perseguito. Per quanto riguarda le società, e in particolare le banche, le perdite registrate in tale settore possono essere dedotte dai redditi imponibili. Per contro, i potenziali profitti (imponibili) dovrebbero essere la migliore motivazione per le banche.

- La legge federale sui fondi d'investimento (LFI), totalmente riveduta il 18 marzo 1994, mira innanzitutto alla protezione degli investitori. Le nuove disposizioni prevedono la possibilità di autorizzare gli investimenti in settori non tradizionali (art. 35 LFI). Affinché sia possibile effettuare, su questa base, investimenti in nuove società svizzere non quotate in borsa, occorre trovare un metodo per valutare il valore delle azioni di tali società e garantire la possibilità di rivendere in ogni momento queste azioni in caso di denuncia del contratto da parte dei proprietari di fondi, ciò che costituisce uno degli elementi essenziali della protezione dell'investitore perseguita dalla legge. Sarà la pratica a dire se la Commissione delle banche dovrà pronunciarsi in futuro in merito a tali domande.

- La fideiussione di crediti bancari è la misura di aiuto finanziario sussidiario più spesso utilizzata dal potere pubblico in Svizzera. Il sistema di fideiussione delle arti e mestieri è attualmente oggetto di una valutazione. Sulla base delle conclusioni delle cerchie interessate, il Consiglio federale esaminerà in quale misura è possibile perseguire e sviluppare questo strumento.

- In seguito ai problemi incontrati in numerosi Paesi europei dai secondi mercati destinati alle piccole e medie società non introdotte nelle borse ufficiali, la nuova Associazione europea delle società di mediazione di valori mobiliari, che gode del sostegno della Commissione europea, prepara un progetto di secondo mercato. Questo nuovo mercato organizzato su basi completamente private, seguendo l'esempio del mercato secondario americano, dovrebbe comprendere, entro il 2000, circa 200 PMI europee. E' ancora troppo presto per formulare previsioni riguardo alla misura in cui le cerchie svizzere interessate potranno partecipare a questo mercato che potrebbe offrire sbocchi parimenti vantaggiosi per l'industria del capitale di rischio del nostro Paese.

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.