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96.1110 · Interrogazione ordinaria urgente · 1996-11-26

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1. Con il progetto delle tre gole le autorità cinesi perseguono tre obiettivi, di cui il principale consiste nel prevenire le piene. Regolando il corso inferiore dello Yangtze, che viene devastato regolarmente da inondazioni che hanno già fatto centinaia di migliaia di vittime, le autorità cinesi intendono proteggere circa venti milioni di persone. In secondo luogo il progetto prevede la costruzione di centrali idroelettriche dotate di una capacità installata di 18'200 MW, ciò che equivale a circa il 10% dell'attuale produzione di energia elettrica in Cina. Queste centrali contribuiranno in misura notevole a risolvere il problema della penuria di energia: si tratta di una soluzione rispettosa dell'ambiente (nel caso di eventuali centrali termiche, il consumo annuale oscillerebbe tra 40 e 50 tonnellate di carbone). Infine, il progetto in questione dovrebbe facilitare la navigazione sul fiume Yangtze.

Il progetto è stato elaborato alla fine degli anni Ottanta da un gruppo di ingegneri canadesi. A causa della sua altezza (185 m) e della notevole capienza del bacino (39'300 mio di m3), tale diga di sbarramento figura al 10., rispettivamente al 9. posto nella classifica delle opere edilizie di questo tipo. Esso si situa al primo posto, a livello mondiale, per quanto concerne la potenza installata che permette un'elevata portata delle acque del fiume.

Parallelamente a tali obiettivi positivi, occorre pure menzionare gli effetti negativi nel settore dell'ambiente e della protezione del patrimonio culturale, e soprattutto il problema dell'ingente numero di persone che saranno costrette a trasferirsi. I responsabili del progetto ne sono perfettamente coscienti, per cui hanno previsto delle misure per ovviare a tali inconvenienti e intendono investire 5 miliardi di dollari in favore del trasferimento delle popolazioni rivierasche.

È estremamente difficile valutare in modo rigoroso gli argomenti che militano a favore del progetto (protezione contro le piene, ecc.) e quelle che depongono contro lo stesso, in quanto gli studi, le perizie e le controperizie, come pure elementi non quantificabili e argomenti pertinenti, ma praticamente incomparabili, si oppongono a vicenda.

2. È vero che la decisione di costruire la diga in questione è stata presa senza una precedente consultazione democratica e che l'opposizione a tale progetto è stata, se non imbavagliata, perlomeno scoraggiata. Lo sviluppo di strutture più democratiche in un Paese come la Cina, con i suoi 1,19 miliardi di abitanti e una storia millenaria, costituisce un processo di lunga durata che cerchiamo di sostenere mediante un dialogo critico. L'aumento dei flussi commerciali e degli investimenti e la contemporanea intensificazione delle relazioni con il mondo occidentale tendono parimenti ad incoraggiare tale processo.

La realizzazione del progetto delle tre gole avverrà con o senza la partecipazione della Svizzera. Il rifiuto di concedere una garanzia non avrebbe alcun effetto, in quanto la Cina - come qualsiasi Paese in una situazione analoga - troverebbe altri fornitori in altri Paesi. Del resto, questo progetto rimane maggiormente al centro degli interessi internazionali se vi vengono coinvolte ditte straniere di vari Paesi. Quest'ampia focalizzazione dovrebbe stimolare le autorità cinesi a procedere in modo corretto e a mostrarsi attente ai bisogni delle popolazioni quando giungerà il momento di trasferirle (a tale proposito, la Banca mondiale assegna alla Cina, che si è già trovata di fronte a un impegno analogo, anche se di dimensioni minori, un buon voto rispetto a quello di altri Paesi in sviluppo).

3. Finora soltanto gli Stati Uniti si sono rifiutati di concedere la loro garanzia, precisando che tale rifiuto non significa una condanna del progetto nel suo assieme. Per accordare la garanzia, essi avrebbero avuto bisogno di ulteriori assicurazioni sulla protezione dell'ambiente.

La Banca mondiale e altri istituti finanziari internazionali non hanno mal preso ufficialmente e in modo definitive posizione in merito, in quanto la Cina non li ha sollecitati in tal senso.

Secondo le informazioni attualmente a nostra disposizione, la Repubblica federale tedesca, il Canada, la Norvegia e la Gran Bretagna hanno deciso di accordare tali garanzie, mentre la Francia e la Spagna si apprestano a prendere una decisione analoga.

4. Il Consiglio federale riconosce che un progetto di tali dimensioni, e la cui realizzazione richiede molto tempo, presenta rischi notevoli, che occorre però contrapporre ai seguenti vantaggi: protezione contro le piene, produzione non inquinante di energia, navigabilità del fiume, crescita economica. Una valutazione definitive circa l'utilità del progetto per la Cina resterà in parte soggettiva, come indicano le opinioni e le prese di posizione completamente divergenti espresse finora.

Resta tuttavia il fatto che per la Svizzera l'ordinazione cinese costituisce indubbiamente, dal profilo della politica dell'occupazione e della promozione della piazza economica, un affare di notevole importanza. Considerata la spietata concorrenza a livello mondiale e la preoccupante situazione dell'occupazione in Svizzera e visto l'obiettivo assegnato dalla legge alla GRE, questo argomento svolge un ruolo notevole nella decisione presa dal Consiglio federale di concedere tale garanzia.

Si è inoltre tenuto conto del fatto che un rifiuto, da parte della Svizzera, di accordare la garanzia non rallenterebbe lo sviluppo del progetto, ma lascerebbe a un concorrente straniero notevoli vantaggi in materia di competitività (sfruttamento dei mezzi di produzione, posizione sul mercato cinese).

5. La GRE non costituisce uno strumento della cooperazione allo sviluppo, ma serve alla promozione delle esportazioni, tenendo tuttavia conto de! principi della politica svizzera in materia di aiuto allo sviluppo nei confronti dei Paesi più sfavoriti. Tali principi sono fatti valere in seno alla Commissione mediante le prese di posizione del Servizio dello sviluppo dell'UFEE e sono segnatamente difesi dal rappresentante della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Quando esiste un conflitto di obiettivi tra la promozione delle esportazioni e la cooperazione allo sviluppo, caso tutto sommato abbastanza raro, spetta al Consiglio federale il compito di dirimere la controversia. Pertanto, un ampliamento della Commissione non si impone.

Risposta del Consiglio federale.