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97.1156 · Interrogazione ordinaria · 1997-10-10

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1. L'importo dei contributi paritetici irrecuperabili ammontava a 45,4 milioni di franchi nel 1995 e a 45,6 milioni di franchi nel 1996. Fatta eccezione per i contributi dichiarati irrecuperabili in seguito a un pignoramento infruttuoso o senza procedimenti penali preliminari, la maggior parte dei contributi annunciati come tali sono costituiti da contributi non pagati in seguito al fallimento del datore di lavoro. Il Consiglio federale non dispone di cifre relative all'esatta ripartizione di questo importo tra parte salariale e parte padronale.

2. Giusta l'articolo 87 capoverso 3 LAVS chiunque, nella sua qualità di datore di lavoro, deduce i contributi dal salario di un impiegato e li sottrae allo scopo cui sono destinati è punito con la detenzione fino a 6 mesi o con la multa fino a 30 000 franchi. Le due pene possono essere cumulate.

Stando alla giurisprudenza del Tribunale federale del 10 aprile 1991, il datore di lavoro che, al momento di versare i salari, impiega i mezzi finanziari necessari (esistenti) o un substrato corrispondente a questi ultimi per scopi diversi dal pagamento alla cassa di compensazione in modo tale da non poter supporre che sarà in grado di adempiere il suo obbligo di pagare all'ultimo momento commette una sottrazione di contributi (DTF 117 IV 80). In altre parole, non si può più punire il datore di lavoro che non disponeva di mezzi finanziari sufficienti per pagare i contributi al momento in cui li ha dedotti dal salario.

Tale giurisprudenza restrittiva ha ridotto in modo considerevole il potere dissuasivo dell'articolo 87 capoverso 3 LAVS. Nonostante i gerenti delle casse siano tenuti a denunciare gli atti punibili giusta l'articolo 208 OAVS, il numero di condanne penali è diminuito.

Quando una persona giuridica non paga i contributi, la cassa di compensazione può intentare un'azione contro gli organi per il risarcimento dei danni giusta l'articolo 52 LAVS. Quando la persona fallita è una ditta individuale, è per principio inutile avviare tale procedura a causa dell'identità del debitore dei contributi e del credito di risarcimento danni. In questo caso l'articolo 87 capoverso 3 LAVS costituisce quindi l'unico mezzo a disposizione delle casse di compensazione per recuperare i contributi salariali non pagati.

3. L'interesse del salariato a ricevere il suo salario deve essere messo sullo stesso piano di quello della collettività degli assicurati affinché i contributi siano effettivamente prelevati e versati alle casse di compensazione. Il datore di lavoro deve versare l'ammontare totale dei salari (netti) solo se è in grado di pagare i contributi. Chiunque paghi integralmente i salari netti convenuti, ma non ha i fondi necessari per versare i contributi e sa che non ne disporrà prima della scadenza degli stessi, secondo il Consiglio federale, deve essere punito. Il Consiglio federale, perciò, nell'ambito dell'11a revisione dell'AVS, intende proporre al Parlamento una modifica dell'articolo 87 capoverso 3 LAVS in modo da conferire nuovamente un potere dissuasivo a tale disposizione.

Risposta del Consiglio federale.