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97.3650 · Interpellanza · 1997-12-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1.L'economia svizzera è tradizionalmente orientata verso il mercato mondiale, sia con le sue esportazioni che con i suoi investimenti diretti in quasi tutti i Paesi del mondo. Ciò che si intende oggi con il termine di globalizzazione, spesso d'altronde con una connotazione negativa, è infatti all'origine della prosperità della Svizzera. Pochi altri Paesi dipendono allo stesso modo dal processo mondiale di liberalizzazione del commercio e dei capitali come la Svizzera, per cui anch'essa ha bisogno di imprese di portata mondiale. Nel nostro Paese, i settori che creano maggiormente valore aggiunto vendono sul mercato interno appena il 5% dei prodotti fabbricati sul posto; la Svizzera ha dunque tutti i requisiti per essere uno dei principali beneficiari del processo di globalizzazione. Il Consiglio federale è convinto che, con un'accresciuta concorrenza, la globalizzazione comporta un'accelerazione dei mutamenti strutturali in tutto il mondo. Di conseguenza, i lavoratori sono confrontati, in tutti i Paesi, a maggiori esigenze in fatto di qualifiche, flessibilità e mobilità. Nell'ambito segnatamente della politica della formazione, del mercato del lavoro e della tecnologia, gli sforzi sono incentrati su queste esigenze e il Consiglio federale è fiducioso che sia possibile gestire con successo tali mutamenti in quanto sussitono le necessarie condizioni. Per quanto riguarda i cittadini, non tutti otterranno certamente lo stesso successo in questo processo di adattamento. È dunque particolarmente importante che, grazie a un'accorta moderazione dei costi sociali, i mutamenti strutturali possano essere accettati dalla popolazione, il che è essenziale per lo sviluppo della nostra economia. A lungo termine, come è dimostrato da studi scientifici, non sono i mutamenti strutturali che potrebbero mettere in pericolo i posti di lavoro, bensì il tentativo di impedire tale evoluzione.

2.Il ruolo della Svizzera quale piazza finanziaria internazionale dipenderà da diversi fattori, che non sono direttamente legati alla decisione di fusione. Il fatto che dalla fusione dei due istituti nasca una grande banca svizzera destinata a svolgere un ruolo leader sui segmenti del mercato internazionale in cui è necessario disporre di un'importante massa critica conferisce parimenti un impulso positivo per la piazza finanziaria svizzera. A livello nazionale, la riduzione della densità dei punti bancari (il cosiddetto "overbanking") costituisce una misura strutturale che dovrebbe essere vantaggiosa per la piazza finanziaria svizzera anche nei confronti della concorrenza internazionale. Pertanto il Consiglio federale valuta in modo fondamentalmente positivo gli effetti a lungo termine della fusione e continuerà ad adoperarsi per ottenere condizioni quadro favorevoli alla piazza finanziaria svizzera. Detto questo, è anche vero che la concentrazione del potenziale delle grandi banche svizzere accresce i rischi a cui è esposto l'intero sistema finanziario. Occorre pertanto esaminare in quale misura la legislazione vigente e l'organizzazione della vigilanza bancaria sono in grado di soddisfare tali esigenze.

3.Il Consiglio federale è persuaso che in Svizzera verranno creati anche in futuro nuovi posti di lavoro qualificati e considera tuttora suo dovere approntare e migliorare le condizioni quadro indispensabili a tale riguardo. Il numero dei nuovi impieghi qualificati che saranno offerti dalle due banche dipenderà tuttavia da fattori molto diversi. La fusione delle due banche e l'istituzione di due sedi principali all'estero ("Institutional Asset Management", a Chicago; "Investment Banking", a Londra) celano ovviamente anche il pericolo che molte attività altamente qualificate non vengano più svolte in Svizzera. Il trasferimento all'estero di tali attività non rappresenta comunque necessariamente una conseguenza diretta della fusione. È quindi particolarmente importante che anche i lavoratori svizzeri possano circolare liberamente, perlomeno in Europa, al fine di accumulare le esperienze necessarie presso le filiali estere delle banche, esperienze indispensabili per un successivo impiego in Svizzera. Affinché gli impulsi necessari alla creazione di posti di lavoro in Svizzera possano produrre un buon risultato, occorre che i lavoratori svizzeri beneficino parimenti delle condizioni che consentono una tale permeabilità del mercato dei posti di lavoro in seno all'azienda.

4.Il Consiglio federale scorge nella fusione una reazione all'eccessiva densità di punti bancari in Svizzera e una prosecuzione del processo di concentrazione iniziato già parecchio tempo prima di tale fusione. Si constata attualmente che la decisione di fusione ha provocato, presso numerose medie e piccole banche attive a livello regionale, un certo incremento dell'attività, vale a dire uno spostamento di clienti delle due grandi banche verso banche regionali e cantonali.

5.All'inizio di ottobre 1997, il capo del Dipartimento federale dell'economia ha avuto uno scambio di opinioni con alcuni rappresentanti delle banche svizzere in merito alla questione della politica creditizia nei confronti delle PMI. In tale occasione, egli ha sottolineato l'importanza di accordare un periodo di adeguamento alle nuove condizioni del credito. I rappresentanti delle banche, dal canto loro, hanno messo in rilievo l'importanza degli affari con le PMI. Per il Credito Svizzero, ad esempio, le PMI rappresentano una categoria di clienti essenziale. Cinque sesti dei crediti accordati alle imprese sarebbero destinati alle PMI e quattro quinti di tutti i consulenti della clientela lavorerebbero per questo settore. In occasione dell'incontro svoltosi il 10 dicembre 1997 tra l'UFSEL e i rappresentanti della nuova banca, l'UFSEL ha ottenuto determinate garanzie concernenti le strategie relative agli affari trattati con le PMI e, più specificamente, l'utilizzazione del fondo speciale di 150 milioni di franchi destinato a essere costituito in favore delle PMI. Il nuovo istituto si è prefisso l'obiettivo dichiarato di diventare un partner importante per le PMI svizzere, precisando che i 150 milioni sono destinati in primo luogo all'attuazione di una prassi più generosa di concessione e di rinnovo del credito per i casi che rappresentano attualmente un problema (5 al 10% delle PMI clienti). Inoltre, esistono già dei fondi per finanziare nuove operazioni di capitali di rischio (circa 50 milioni di franchi presso la SBS).

6.Uno sviluppo economico equilibrato a livello regionale fa parte degli obiettivi della politica economica svizzera. Dal profilo della politica regionale, la principale questione che si pone, per quanto concerne la fusione delle due grandi banche, è quella di una sede della nuova UBS a Zurigo e a Basilea. A questo proposito non si tratta unicamente della ripartizione delle persone occupate nel settore bancario. Nell'ambito delle prestazioni fornite dal servizio bancario sono richiesti anche altri beni, importanti in particolare per l'industria locale. Attualmente il Consiglio federale esamina le possibilità di creare una doppia sede.

Risposta del Consiglio federale.