98.1000 · Interrogazione ordinaria · 1998-01-19
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Nessuna fonte ufficiale ha finora reso pubblico il dilagarsi in Cambogia di un'epidemia da meningococco (epidemia da meningite) nel corso degli ultimi mesi.
È comunque noto che in Cambogia e in numerosi paesi asiatici e nel Sub-Continente indiano è scoppiata un'altra forma di infezione virale: l'encefalite giapponese. Nel 1997 non è stato segnalato alcun caso ufficiale di epidemia all'OMS o alla rappresentanza dell'OMS in Cambogia. Secondo dati forniti l'11.11.1997 dall'Organizzazione MSF (Medici senza frontiere), l'"Institut of Public Health" del Cambogia ha pubblicato nel 1997 un rapporto nel quale si fa riferimento all'encefalite giapponese e si raccomanda la vaccinazione ai gruppi a rischio.
Non esiste alcuna conferma secondo cui in Cambogia si sia sviluppata un'epidemia da meningite o encefalite. Sembra tuttavia che i responsabili cambogiani in materia abbiano riconosciuto l'encefalite giapponese un problema grave di sanità, problema che, dopo chiarimenti, comporterà eventualmente l'adozione di adeguate misure a lungo termine.
In merito all'affermazione dell''interrogante secondo cui l'OMS rifiuta di distribuire i vaccini necessari, si ricorda che tale decisione non dipende dall'Organizzazione dato che la sua mansione si limita a prodigare consigli d'ordine tecnico. Peraltro l'OMS non si è opposta alla somministrazione di vaccini contro l'encefalite giapponese ai bambini in tenera età, già effettuata in Giappone, in Cina e nelle provincie del Nord della Tailandia. Eventualmente essa può assumere un ruolo di intermediazione o di coordinamento. Sino ad oggi l'OMS non ha ritenuto necessario pubblicare raccomandazioni vincolanti in rapporto con le vaccinazioni di massa contro l'encefalite giapponese, nel senso che le decisioni di politica sanitaria dipendono fortemente dal contesto nazionale ed epidemiologico e devono essere valutate in modo individuale.
L'Institut of Public Health del Cambogia fa giustamente dipendere le proprie raccomandazioni in favore di una vaccinazione di massa dal risultato sierodiagnostico (con il quale è valutata la frequenza dell'infezione nei bambini) che assieme ad altri criteri consente alle autorità sanitarie di formulare una prima decisione. Il Cambogia è confrontato con un bilancio sanitario estremamente limitato di pochi dollari pro capite rendendo così estremamente difficile e delicata la scelta delle priorità. In Cambogia numerosi bambini muoiono a causa di malattie che avrebbero potuto invece essere curate con mezzi semplici e privi di rischio se la popolazione fosse adeguatamente informata e fruisse delle necessarie infrastrutture in ambito sanitario. Il ministero della sanità di questo paese deve ancora decidere se la campagna di prevenzione per l'encefalite giapponese rientra o meno tra le priorità.
Per quanto concernene l'affermazione secondo cui l'OMS è gestita dalle Multinazionali farmaceutiche non esistono dati a conferma di tale asserzione. Sulla base delle considerazioni qui innanzi, una pressione da parte dei produttori è poco probabile.
Sulla base di quanto precede sembra che gli sforzi di coordinamento avviati nel 1997 e che includono anche l'industria farmaceutica, comporteranno in avvenire non solo una reazione più efficace contro le epidemie da meningococco ed eventualmente anche contro l'encefalite, ma consentiranno anche di instaurare una base per risolvere il problema a lungo termine: ossia per prevenire le catastrofi. Non si può quindi parlare di "pratiche scandalose" da parte dell'OMS e non è necessario che il Consiglio federale adotti misure urgenti in materia.
Il Cambogia non fa parte dei Paesi di concentrazione della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Pertanto l'impegno svizzero nel dialogo politico con il ministero della sanità del Cambogia è quasi impossibile. Per contro, nei paesi che dispongono di programmi sanitari sostanziali della DSC (Mozambico, Madagascar, Tanzania, Benin, Mali, Ciad) avvengono contatti regolari con le autorità sanitarie facilitando i dibattiti in loco su questo tema. A titolo informativo rammentiamo che la DSC verserà una somma di 1,5 milioni di franchi l'anno per i tre prossimi anni in favore dell'ospedale Kantha Botha.
Risposta del Consiglio federale.