98.3276 · Interpellanza · 1998-06-23
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Diversi fatti ci fanno pensare che il futuro del Centro svizzero di calcolo scientifico (CSCS) di Manno sia in pericolo e che possibilmente a livello di dirigenza dei Politecnici ci sia chi ne stia pianificando una certa asfissia. Questi fatti sono:
- Decisione del Politecnico federale di Zurigo (PFZ) e dell'Istituto svizzero di meteorologia (ISM) di investire in un nuovo supercomputer CRAY (supercomputer del PFZ) di non passare su NEC (supercomputer di Manno).
- Il non pagamento da parte del PFZ sinora dei restanti 5 milioni di franchi. Per l'acquisto del supercomputer NEC SX-4, effettuato nel 1995: questo non pagamento potrebbe significare, a breve scadenza, una ripresa da parte della ditta NEC di una parte dell'hardware.
- Il rifiuto della direzione del CSCS, su possibile ordine del PFZ, di regolarizzare i contratti del personale di servizio (tecnico e scientifico) di Manno, che hanno tuttora dei contratti "a tempo".
Questi e altri fatti ci spingono, date le facoltà di legge, a chiedere al Consiglio federale:
1. È codesto Consiglio federale a conoscenza di questi fatti e di quest'evoluzione, che potrebbero (a breve scadenza) portare a gravi conseguenze per i progetti in corso al CSCS di Manno e soprattutto che ne metterebbero in pericolo il futuro, quale centro nazionale coordinatore nel campo del supercomputing?
2. È cosciente il Consiglio federale del fatto che quando nel 1986 si lanciò, nell'ambito del programma di impulso della Confederazione per le attività universitarie nel campo dell'informatica, il progetto CSCS, se ne definirono i compiti ed il finanziamento a breve scadenza, senza invece indicarne le modalità di gestione e di finanziamento a medio e a lungo termine? Se sì, non ritiene che sia giunto il momento, tenuto conto anche delle difficoltà attuali, di definire tutto ciò in una prospettiva di lungo termine?
3. Tenuto conto delle difficoltà attuali e del ruolo giocato dal PFZ (perlomeno poco motivato a sviluppare il CSCS), non ritiene il Consiglio federale che si debba ripensare la forma organizzativa giuridica del CSCS, in modo da portare ad una separazione di questo dal PFZ? In questo senso è il Consiglio federale disposto ad esaminare diverse varianti possibili (Forschungsanstalt, sussidio tramite art. 16 legge sulla ricerca, sussidio all'interno della legge sull'aiuto alle università, ecc.)?
Begründung
Il CSCS è nato da un programma d'impulso della Confederazione per le attività universitarie nel campo dell'informatica (1986), nel quale
- si mettevano a disposizione 40 milioni di franchi per l'acquisto di un supercomputer;
- si definivano i fruitori e le modalità di uso delle risorse: per l'accademia e la ricerca universitaria gratuitamente, per la ricerca industriale a pagamento;
- si domandava all'ETHZ la gestione e l'installazione del calcolatore nel suo centro di calcolo.
Nello stesso capitolo venivano stanziati 15 milioni di franchi per la realizzazione della rete telematica svizzera per la formazione e la ricerca, proponendo una fondazione quale struttura organizzativa. Per nessuno dei due progetti venivano indicate le modalità di gestione e finanziamento a medio e lungo termine.
Malgrado alcuni problemi tipicamente locali, il progetto fu approvato dal Consiglio federale e la realizzazione fu portata a termine nei limiti di tempo e finanziari previsti. Dal 1 ottobre 1991 il CSCS presta i suoi servizi all'accademia e alla ricerca svizzera quale servizio di risorse di supercomputing.
All'inizio l'ETHZ ha perseguito una politica di consolidamento del CSCS, in particolare integrando l'Interdisziplinäre Projektgruppe für Supercomputing (IPS) dell'ETHZ e designando, nell'ambito del coordinamento a livello del Consiglio dei Politecnici delle attività di supercomputing, il CSCS quale centro di competenza a livello nazionale per il calcolo ad alte prestazioni.
Purtroppo in seguito queste intenzioni non si sono realizzate pienamente: i due gruppi (a Manno e a Zurigo) non si sono mai completamente amalgamati, et il coordinamento a livello nazionale (soprattutto quando si trattava di investire nell'acquisizione di nuovi supercomputers) non ha dato i risultati voluti. La necessità di potenziare il supercomputer di Manno ha richiesto nel frattempo un investimento per la sostituzione della macchina (da NEC SX-3 a NEC SX-4), effettuata nel 1995 con un contratto che prevedeva il pagamento di 5 milioni di franchi nel 1998.
Nel frattempo la Commissione delle finanze ha richiesto una proposta per una copertura dei costi da parte degli utenti e l'ETHZ e la SMA hanno rifatto i contratti relativi all'uso dei supercomputers. Due varianti, entrambe richiedenti un potenziamento del calcolatore, sono state considerate:
- continuare su CRAY (supercomputer dell'ETHZ a Zurigo) usato dalla SMA;
- passare su NEC (supercomputer di Manno).
La scelta di potenziare il calcolatore di Zurigo (e non quello di Manno!) ha un'importanza strategica per il futuro della politica del calcolo ad alte prestazioni in Svizzera, perché rimette in discussione il ruolo nazionale del CSCS e crea la base per una dinamica di rivendicazioni finanziarie locali. Oltretutto, anche da un punto di vista tecnico, la decisione di continuare su CRAY è un po' strana:
- La linea di supercomputer CRAY è giunta ad un punto critico, addirittura la produzione della macchina non sembrerebbe sicura.
- A livello mondiale la meteorologia si orienta verso l'abbandono dei supercomputer CRAY per passare a NEC (Canada, Australia, Danimarca) o Fujitsu (Inghilterra, Francia, Germania).
- È stato dimostrato con tests a Manno che il supercomputer del CSCS è adatto alla missione richiesta. Da notare è il fatto che se il pagamento dei 5 milioni di franchi alla NEC per la sostituzione del supercomputer nel 1995 non avvenisse, la NEC si riprenderebbe una parte dell'hardware, con conseguenze catastrofiche per i progetti in corso.
È fuori discussione che il calcolo ad alte prestazioni per la scienza e la ricerca è un aspetto determinante da considerare per lo sviluppo futuro della competitività tecnologica e scientifica della Svizzera. Basta pensare come altre realtà (pensiamo per esempio al Baden-Württemberg) stiano potenziando attualmente centri simili a quello di Manno.
In questo senso la proliferazione di diversi supercomputers nelle nostre università, invece di concentrare la stragrande maggioranza delle risorse in un centro fortemente specializzato come quello di Manno, sarebbe una grave dispersione di energia e di fondi. È evidente che dieci supercomputers da 1 milione di franchi non danno mai i risultati di un supercomputer da 10 milioni di franchi!
Dovrebbe essere chiaro anche a tutti coloro che sono bene informati, quale importanza ha avuto il CSCS nello sviluppo della politica universitaria ticinese e quale importanza avrà ancora per il futuro di questa politica: si veda in particolare lo sviluppo dei dipartimenti di informatica e d'elettrotecnica alla SUPSI, la rete informatica sviluppata con l'USI, il possibile uso per l'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) che verrà inaugurato a Bellinzona nel 1999.
È evidente che il ruolo dell'ETHZ e la struttura organizzativa del CSCS devono venir ripensati a breve scadenza. Si impone una soluzione, che presuppone il coinvolgimento della Confederazione e che dovrà tagliare in qualche modo "il cordone ombelicale" che lega il CSCS ad un gestore (ETHZ) che non è o non è più motivato a potenziarlo.
È quindi necessario trovare una forma organizzativa giuridica che possa portare alla separazione del CSCS dall'ETHZ, in modo da assegnare un'identità propria all'unità. Diverse varianti possono essere considerate:
- una Forschungsanstalt all'interno dei Consigli dei Politecnici;
- una struttura sussidiabile tramite l'articolo 16 della legge sulla ricerca;
- una struttura sussidiabile in base alla LAU;
- un credito vincolato all'Università;
- un istituto autonomo, finanziato dalla Confederazione sull'esempio dell'Istituto federale della proprietà intellettuale;
- altre varianti di comproprietà tra il cantone e la Confederazione.
Diventa urgente ridefinire il ruolo ed il futuro del CSCS, anche perché si stanno attualmente discutendo progetti importanti (vedi per esempio Switch), che devono assolutamente coinvolgere anche il centro di Manno. D'altra parte la pianificazione dei sussidi scientifici per il periodo 2000-2003 dovrà pur tener conto anche di un'eventuale ridefinizione del ruolo del CSCS.
Stellungnahme des Bundesrates
Il 5 giugno 1986 le Camere federali autorizzarono per mezzo di un decreto federale la creazione di un computer ad alte prestazioni dell'ultima generazione: venne concesso un credito d'impegno di 55 milioni di franchi valido fino al 30 settembre 1991, di cui 15 milioni erano destinati al progetto Switch. Nel 1990 il Consiglio federale decise di allestire il centro di calcolo a Manno in Ticino. Nel 1991 venne installato il supercomputer annesso al PFZ. Il Centro iniziò la sua attività a maggio del 1992.
Il mandato del CSCS è incentrato sui servizi. La sua capacità di calcolo rende possibile l'elaborazione di grandi quantità di dati, fatto che lo rende interessante per clienti provenienti dalla ricerca, dal settore pubblico o dall'industria.
Nel messaggio concernente il decreto suindicato si è partiti dal presupposto che il calcolatore ad alte prestazioni potesse essere utilizzato gratuitamente dagli ambienti della ricerca universitaria.
Sulla base di un rapporto di revisione del Controllo federale delle finanze, la Delegazione finanziaria 1997 si è occupata delle finanze e della contabilità del Centro, facendo proprie le raccomandazioni del Controllo federale delle finanze di compensare almeno in parte le prestazioni del calcolatore da parte di coloro che ne usufruiscono al di fuori del settore dei PF per permettere di aumentare il grado di copertura dei costi del CSCS. Questa opinione è condivisa anche dalle sottocommissioni 3 e 4 della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale.
1. Il Consiglio federale conosce sia i problemi istituzionali del CSCS, sia i problemi dovuti agli ultimi sviluppi della situazione tecnica e finanziaria e segue con attenzione gli adeguamenti in corso. Ritiene inoltre sia importante che l'esame del futuro del CSCS abbia luogo in base ad un dialogo costruttivo tra i partner coinvolti (Segreteria di Stato per la scienza e la ricerca, settore dei PF, università cantonali, scuole universitarie professionali, il Cantone Ticino).
La posizione del Consiglio federale in merito al futuro del Centro verrà esposta in Parlamento nel quadro del messaggio sulla promozione dell'educazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003. Il Parlamento potrà quindi esprimersi sulle prospettive del CSCS.
2. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza secondo la quale al momento di avviare il progetto non esistevano dati sufficienti su cui fondare dichiarazioni a lungo termine sui compiti e sul finanziamento del Centro. Inoltre ritiene che questi problemi vadano oggi studiati da un punto di vista più ampio. Un'analisi della situazione dovrà tener conto dei seguenti fattori:
- In base alla pianificazione strategica per il 2000-2003 del settore dei PF, il PFZ dovrà perfezionare le proprie strutture e riesaminare i compiti, gli organi responsabili ed il finanziamento di strutture centrali (quali ad esempio della biblioteca principale e del Centro di Manno). In più sarà necessario chiarire come collaborare in maniera nuova o cosa eliminare.
- Con lo sviluppo dei calcolatori paralleli si rende necessario ripensare la funzione del computer ad alte prestazioni in generale. Sistemi paralleli di calcolo diventano sempre più interessanti: essi si compongono di calcolatori decentralizzati e possono essere dunque piazzati in luoghi più convenienti per i clienti. In questo modo contribuiscono a rafforzare l'attività di consulenza e possono tener maggior conto delle esigenze della clientela. La loro diffusione provoca un ridimensionamento del mercato delle prestazioni per computer ad alte prestazioni.
Questo esame della situazione dovrà anche chiarire se sia il caso di seguire ambedue le piste e se sia meglio affidare al CSCS il ruolo di centro di competenza a livello nazionale per ambedue i settori (computer ad alte prestazioni e sistemi paralleli).
- Il mandato scientifico del CSCS deve essere ridefinito per migliorare la coerenza a lungo termine. Il Centro deve essere in grado di offrire servizi per tutto l'ambiente accademico svizzero, tenendo conto dei cambiamenti tecnologici estremamente rapidi nel settore. Il suo status dovrà essere fissato in rapporto al suo incarico. Il CSCS dovrà anche avere la sua sede in Ticino e partecipare allo sviluppo dell'università della Svizzera italiana (Università della Svizzera italiana e scuola universitaria professionale).
- I finanziamenti dovranno essere trasparenti, e la fatturazione dei servizi dovrà permettere di facilitare l'accesso della comunità scientifica all'offerta di servizi del CSCS.
Il PFZ ha il compito di elaborare proposte da sottoporre al Consiglio dei PF esaminando diversi modelli di organizzazione e di finanziamento nel quadro di una pianificazione comune in base alle esigenze dei singoli partner (Conferenza universitaria svizzera, scuola universitaria professionale, Cantone Ticino).
3. Il Consiglio federale si rende conto che i risultati di queste analisi potrebbero portare ad un cambiamento dello status giuridico del CSCS. Questa questione dovrà essere trattata nell'esame citato alla cifra 2.
Risposta del Consiglio federale.