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98.3520 · Interpellanza · 1998-10-09

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Come constata giustamente l'autore dell'interpellanza, a livello internazionale ci si sforza di risolvere almeno in parte il problema delle armi leggere e delle armi di piccolo calibro che circolano in enormi quantità e che mietono sempre più vittime tra la popolazione civile. Il Canada e la Norvegia non sono gli unici Paesi impegnati in questo processo, ma non è ancora sicuro che questi sforzi permetteranno di istituire un regime di controllo vero e proprio.

Le risposte alle domande formulate sono le seguenti:

1. Il Consiglio federale è convinto che a livello internazionale sia necessario intervenire nel settore delle armi leggere. Negli attuali conflitti sono le armi maggiormente utilizzate. Il 90 per cento delle vittime di queste armi è rappresentato da civili, per lo più donne e bambini. Naturalmente le armi leggere non sono la vera causa dei conflitti attuali, tuttavia poste in cattive mani aggravano i conflitti, perturbano il processo di pace e ostacolano la ricostruzione dopo un periodo di conflitti.

Poiché la tutela e la promozione della pace e della sicurezza nonché la promozione dei diritti umani sono priorità della nostra politica estera, partecipiamo a questi sforzi internazionali, segnatamente anche nell'ambito della cooperazione allo sviluppo. La Svizzera ha raccolto esperienze in Mozambico in materia di smobilitazione e di reintegrazione degli ex-combattenti. La Svizzera s'impegna prioritariamente a favore di una maggiore trasparenza nel commercio legale di armi e, ad esempio, a favore della marcatura delle armi.

La Svizzera non ha tuttavia l'intenzione d'intervenire per limitare il possesso di armi private (fucili da tiro e da caccia) o quello di armi d'ordinanza. Si tratta piuttosto di rendere il più difficile possibile il ricorso a questo tipo di armi nelle regioni in cui imperversano i conflitti o in altre regioni provate da avvenimenti dolorosi. Grazie al suo comportamento dinamico, la Svizzera vuole segnatamente impedire che le regolamentazioni internazionali abbiano inutili ripercussioni sui nostri interessi in materia di politica di sicurezza e di difesa.

2. Finora nessun membro del Consiglio federale ha fatto dichiarazioni vincolanti a livello internazionale. Per contro, i rappresentanti svizzeri hanno annunciato varie iniziative svizzere in occasione di diversi incontri internazionali (per es. all'incontro di Oslo sulle armi leggere, alla riunione concernente le armi leggere svoltasi in margine all'Assemblea generale dell'ONU e in occasione della Conferenza internazionale sul disarmo durevole per uno sviluppo sostenibile tenutasi a Bruxelles). La Svizzera organizzerà nel febbraio 1999 a Ginevra un seminario sulla marcatura delle armi e i provvedimenti a favore di una maggiore trasparenza. Si prepara inoltre a dare contributi concreti per la conferenza che si terrà nell'ambito dell'ONU entro il 2001.

3. Per il momento è difficile stabilire quali saranno gli strumenti derivanti dalle iniziative appena lanciate. Non è certo che si giungerà a una convenzione sulle armi di piccolo calibro e anche per quanto riguarda il contenuto di una simile convenzione niente è stabilito. È probabile che sarà adottato soltanto un piano d'azione che delimiterebbe il quadro per le future attività.

Per quanto concerne il problema delle armi leggere nelle regioni in conflitto, queste iniziative perseguono principalmente l'obiettivo di potenziare il controllo del commercio internazionale di armi. Anche le nostre proposte in materia di marcatura e di trasparenza vanno in questa direzione. Nel settore del controllo delle esportazioni, nel raffronto internazionale la nostra legislazione è più restrittiva e non pone problemi particolari a tale proposito.

In queste condizioni è poco probabile che le iniziative attuali abbiano ripercussioni importanti sulla nuova legge sulle armi, sul tiro sportivo e fuori servizio o sulla caccia in Svizzera.

Risposta del Consiglio federale.