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98.3540 · Interpellanza urgente · 1998-12-01

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Nelle sedute del 21 e del 28 ottobre, il Consiglio federale ha deciso quali altri passi intraprendere nell'ambito della politica energetica e ha reso note le sue conclusioni il 22 e il 28 ottobre rispettivamente con un comunicato stampa e durante una conferenza stampa alla presenza dei Consiglieri federali Leuenberger e Villiger. In entrambi i casi non si è mai accennato ad un "abbandono dell'energia nucleare".

Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:

1. Il Consiglio federale ha prorogato la concessione di esercizio della centrale nucleare di Mühleberg fino al 2012 e ha autorizzato un aumento del 15% della potenza della centrale di Leibstadt. Esso ha inoltre incaricato i Capi del DATEC e del DFEP di trovare un accordo con gli esercenti degli impianti, i Cantoni interessati e le organizzazioni ambientaliste circa la rimanente durata di esercizio delle attuali centrali. Al contempo devono essere discusse le possibili soluzioni per lo smaltimento delle scorie radioattive. Se non fosse possibile raggiungere un accordo, allora sarà il Consiglio federale a decidere. L'eventuale apertura di nuove centrali nucleari, che il Collegio non esclude, dovrà essere soggetta al referendum facoltativo, conformemente alle conclusioni del dialogo sulla politica energetica, nell'ambito della revisione della legge sull'energia nucleare.

2./3./4.Le attuali centrali nucleari sono state concepite per un periodo di funzionamento di 40 anni. In futuro prima o poi esse dovranno essere spente. Poiché contribuiscono per il 40% al rifornimento di elettricità in Svizzera, il previsto spegnimento dovrà avvenire in modo sistematico e pianificato, per motivi legati all'approvvigionamento e alla politica sulle questioni energetiche e climatiche. A questo punto va precisato che in Svizzera non esistono piani o progetti di sostituzione delle attuali centrali con nuovi impianti dello stesso tipo. In virtù dell'articolo sull'energia 24octies della Costituzione federale, la Confederazione si adopera "per un approvvigionamento energetico sufficiente, diversificato e sicuro, economico e compatibile con le esigenze della protezione dell'ambiente, nonché per un consumo dell'energia parsimonioso e razionale". La Confederazione, anche in vista della liberalizzazione del mercato dell'elettricità, ha quindi sancito con un mandato costituzionale la necessità di un approvvigionamento energetico sicuro e rispettoso dell'ambiente, che è di vitale importanza per la nostra economia.

Il Consiglio federale non ha deciso di spegnere le centrali nucleari 40 anni dopo la loro messa in esercizio. Il termine di tale operazione dovrà infatti essere concordato insieme agli esercenti. Il Collegio ritiene che l'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2s sarà mantenuto anche dopo lo spegnimento degli impianti. Oltre all'alternativa che prevede la costruzione di nuove centrali nucleari, si può migliorare il rendimento delle energie rinnovabili, l'impiego razionale dell'energia e il livello tecnico della produzione, in modo da contribuire a soddisfare la domanda di elettricità, attualmente coperta dalla produzione delle centrali nucleari.

5.Nella sua presa di posizione in merito alla proposta della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE) del Consiglio degli Stati, il Consiglio federale ha rilevato che la riforma fiscale ecologica non dovrà provocare un aumento dell'onere fiscale. Il progetto della CAPTE prevede però che, in una fase transitoria, parte dei proventi della tassa sull'energia debbano essere impiegati per la promozione dell'impiego razionale dell'energia e delle energie rinnovabili. La nuova tassazione è concepita come controproposta all'iniziativa energia e ambiente. L'attuale regime finanziario giunge a termine nel 2006. Il nuovo tipo di tassazione dell'energia sarà basato su incentivi ecologici e avrà carattere bivalente, ossia da una parte avrà un effetto incitativo dovuto alle nuove relazioni di prezzo tra i diversi vettori energetici, dall'altra il suo gettito permetterà di agire in modo determinante sulla diminuzione degli oneri salariali o quantomeno su una stabilizzazione dei contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori. L'introduzione della tassa non modificherebbe il gettito dello Stato e perseguirebbe due scopi: da una parte l'abbassamento del costo del lavoro, che rafforzerebbe la competitività della piazza industriale svizzera, dall'altra gli incentivi ecologici e le misure incitative per una protezione dell'ambiente lungo termine. I processi industriali basati in larga misura sull'impiego di energie non rinnovabili verrebbero assoggettati ad una regolamentazione speciale, che è in fase di preparazione. Inoltre il sistema di tassazione e il rilascio di sussidi verrebbero esaminati in base agli effetti prodotti sul piano ecologico. Un gettito fiscale di 2-3 miliardi di franchi all'anno corrisponderebbe al 10%-15% dei costi di consumo finale di energia relativi a tutti i vettori energetici. La determinazione dei tassi dipenderà non da ultimo dalla situazione all'estero (ad esempio, l'abitudine di fare il pieno al di là del confine).

Risposta del Consiglio federale.