98.3594 · Interpellanza · 1998-12-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide il giudizio dell'OCSE secondo cui nella politica svizzera di protezione della natura e del paesaggio sussistono determinate lacune. Esso è disposto, nel quadro delle sue possibilità, ad adottare delle misure al fine di far cessare il processo di distruzione di biotopi ed elementi paesaggistici, non a torto criticato dall'OCSE. È inoltre conscio del fatto che il problema principale della protezione della natura e del paesaggio in Svizzera non risiede né in basi giuridiche insufficienti, né in una strategia carente e nemmeno in una visione d'insieme limitata, quanto piuttosto nell'applicazione. Quest'ultima è resa più difficoltosa dalle limitate risorse finanziarie e di personale in possesso della Confederazione e dei Cantoni, dalla densità degli insediamenti e dalle utilizzazioni dei terreni, nonché dalla conseguente e spesso conflittuale sovrapposizione di diversi diritti, anche contraddittori, sulle medesime superfici.
Il rapporto dell'OCSE, che al momento della risposta all'interpellanza era disponibile soltanto in inglese e francese, prevede per il settore "Nature, paysages et forêts" nove proposte, su ciascuna delle quali il Consiglio federale si esprime come segue:
Proposta 1: "Accroître les moyens financiers pour dynamiser la politique relative aux zones protégées et redoubler d'efforts pour constituer des inventaires et gérer les zones répertoriées".
Risposta: la rubrica budgetaria "Protezione della natura e del paesaggio" (810.4600.201) ammonta per il 1999 a un totale di 45,1 mio di franchi (compreso il 3% di restrizione del credito). La pianificazione finanziaria per gli anni 2000-2002 prevede un ulteriore leggero aumento, per un ammontare complessivo di 48,5 mio di franchi (compreso il 3% di restrizione del credito).
Proposta 2: "Augmenter la superficie consacrée à la protection des biotopes; mettre en place un réseau écologique".
Risposta: il programma federale di inventariazione dei biotopi non è ancora concluso. A complemento dell'Inventario delle torbiere alte e di quello delle paludi, già esistenti, sono in fase di preparazione l'Inventario dei siti di riproduzione degli anfibi e quello dei prati secchi. Parimenti in corso è un ampliamento dell'Inventario delle zone golenali, con inclusione dei margini proglaciali e delle pianure alluvionali alpine. L'elaborazione di una concezione sull'interconnessione ecologica risponde a un postulato della strategia paneuropea per la diversità biologica e paesaggistica. La Concezione "Paesaggio svizzero" (CPS), approvata dal Consiglio federale il 19 dicembre 1997, accoglie tale esigenza e la concretizza sul piano nazionale ai sensi della strategia per la protezione della flora e della fauna indigene, stabilita nelle Linee guida per l'ordinamento del territorio svizzero. I lavori sono in corso e risultano armonizzati con il progetto "Natura 2000" dell'Unione Europea e con il network "Smeraldo", conformemente alla Convenzione di Berna del Consiglio d'Europa (RS 0.455). La concezione per l'interconnessione richiede una stretta collaborazione con i Cantoni e potrebbe essere disponibile a partire dal 2003 circa.
Proposta 3: "Assigner des objectifs chiffrés et réalistes à la protection des biotopes et des espèces".
Proposta 4: "Améliorer l'action des pouvoirs publics pour le suivi et l'évaluation des résultats obtenus en matière de protection de la biodiversité et de la nature".
Risposta: per singoli inventari di biotopi vengono istituiti controlli dei risultati che permettono di formulare obiettivi misurabili, ma soprattutto di controllarli. L'obiettivo di un monitoraggio della biodiversità è quello di mostrare come la diversità biologica in Svizzera (tanto le specie vegetali e animali rare quanto quelle più comuni) sia mutata nel tempo. Il progetto dovrebbe entrare in fase operativa alla fine del 1999. Per le specie vegetali e animali rare e minacciate, incluse cioè nelle cosiddette "Liste rosse", la CPS prevede un obiettivo di riduzione annua dell'1% di tali liste. Nel quadro delle revisioni periodiche delle "Liste rosse" tale obiettivo può essere controllato.
Nel messaggio sulla riforma della politica agraria, 2a tappa (PA 2002), il Consiglio federale stima che nel 2005 il 10% delle superfici agricole nelle zone di pianura diventerà zona di compensazione ecologica, per un'estensione pari a 65'000 ha.
Proposta 5: "Renforcer le partenariat des pouvoirs publics avec les milieux scientifiques et économiques concernant le développement et la mise en oeuvre de la politique de diversité biologique".
Risposta: la CPS, in stretta collaborazione con il mondo della ricerca, prevede l'elaborazione di basi e la diffusione di nuove conoscenze in materia di diversità biologica e sviluppo sostenibile del paesaggio. La cooperazione con le cerchie economiche è un elemento importante della politica ambientale del Consiglio federale.
Proposta 6: "Progresser vers la mise en oeuvre de la stratégie Conception paysage suisse, en fixant des objectifs précis ou chiffrés assortis de calendriers et en veillant à ce que les moyens financiers soient suffisants".
Risposta: per tutti i settori politici della Confederazione rilevanti dal profilo della natura e del paesaggio, la CPS prevede obiettivi e misure convenuti di comune accordo. Con decreto di approvazione, il Consiglio federale ha invitato i Dipartimenti a concretizzare, attualizzare e realizzare (possibilmente entro il 1998-2006) le misure nel quadro delle loro priorità, delle loro possibilità in termini di personale e dei crediti a loro disposizione. Le tappe di realizzazione compiute sinora e quelle previste soddisfano la presente condizione.
Proposta 7: "Poursuivre la mise en oeuvre de pratiques agricoles durables; notamment évaluer les effets des paiements directs écologiques sur la nature et les paysages et promouvoir la création de couloirs écologiques dans les zones rurales".
Premessa: la proposta 7 del capitolo "Nature, paysages et forêts" viene precisata ulteriormente all'interno di diverse proposte del capitolo "Vers un développement durable. Intégration séctorielle: l'agriculture" . La risposta che segue ne tiene conto.
Risposta: la nuova legge del 29 aprile 1998 sull'agricoltura (RU 1998 3033) contribuisce a rendere l'agricoltura più ecologica. Essa favorisce l'interconnessione dei biotopi, in particolare in relazione a migliorie strutturali. Il miglioramento del principio dei contributi di base giusta la LPN e la LAgr renderà possibile una rivalutazione qualitativa delle superfici di compensazione ecologica e dell'agricoltura. Le questioni pratiche attualmente ancora in sospeso sono trattate in modo interdisciplinare nel quadro del Forum per la compensazione ecologica. La nuova ordinanza del 7 dicembre 1998 concernente l'analisi della sostenibilità in agricoltura prevede finalmente l'esecuzione di controlli dei risultati.
Proposta 8: "Continuer la mise en oeuvre de pratiques sylvicoles durables en accordant une priorité élevée à la biodiversité dans les biotopes forestiers".
Risposta: l'economia forestale svizzera è tenuta da lungo tempo ormai a rispettare il principio della continuità. La legge forestale (RS 921.0) postula, nel suo articolo 20 capoverso 2, una selvicoltura naturalistica quale standard minimo per lo sfruttamento del bosco. I lavori relativi a una concezione sulle riserve forestali, come base per i sussidi federali alle riserve forestali cantonali, sono ormai a buon punto.
Proposta 9: "Prendre plus systématiquement en compte les considérations d'environnement dans les politiques et pratiques touristiques".
Risposta: la politica turistica rientra nelle competenze cantonali. In merito ai collegamenti nell'ambito del turismo sciistico, il Consiglio federale - nella sua risposta all'interpellanza Forster dell'8 ottobre 1998 (98.3489 Nuovi collegamenti con regioni finora incontaminate dal turismo), trattata al Consiglio degli Stati il 17 dicembre 1998 - ha ribadito la sua reticenza generale nella politica delle concessioni. Il punto focale di detta politica è costituito dalla creazione e dalla conservazione, nel senso della sostenibilità, di un rapporto equilibrato fra gli spazi collegati meccanicamente e intensamente utilizzati dal profilo turistico da un lato, e gli spazi liberi nei dintorni delle zone turistiche dall'altro. In regioni particolarmente rilevanti sul piano paesaggistico non vengono autorizzati nuovi collegamenti. Gli obiettivi e i principi di detta politica sono fissati anche nella CPS.
Risposta del Consiglio federale.