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99.1062 · Interrogazione ordinaria · 1999-05-31

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Alla domanda 1

Conformemente alla politica perseguita da molti anni dalla Confederazione, si cerca dapprima di risolvere il problema alla radice. In ossequio a tale principio, il Consiglio federale emanò nel 1986 un divieto per l'achilfenoletossilato nei detersivi per il bucato. Contro una più ampia limitazione dell'impiego di detta sostanza venne all'epoca fatta valere segnatamente la circostanza che non vi fossero prove scientifiche sufficienti circa la sua pericolosità e che mancassero sostanze alternative.

Misurazioni in corso mostrano che, nelle acque, la concentrazione del prodotto di degradazione nonilfenolo - il quale ha un'azione estrogena - è di 5-10 volte inferiore rispetto al periodo precedente il divieto nei detersivi, e che una simile concentrazione si trova, nei casi normali, al di sotto dei valori tollerabili oggi proposti. In determinati punti più inquinati questo valore può tuttavia ancora essere raggiunto o superato. Il Consiglio federale ritiene pertanto giustificate ulteriori misure di protezione dell'ambiente ed è del parere che il problema delle sostanze alternative vada oggi valutato diversamente da allora. L'UFAFP sta attualmente facendo luce su quali siano gli impieghi che contribuiscono in modo determinante all'inquinamento odierno. I detergenti per la casa e l'industria nonché le sostanze ausiliarie per l'industria tessile, del cuoio, del metallo e della carta risultano in primo piano. Nel caso in cui l'industria non si dichiari spontaneamente disposta a rinunciare in futuro all'impiego di tali sostanze, il Consiglio federale si riserva il diritto di adottare delle misure vincolanti che potrebbero anche portare a un loro eventuale divieto.

Per quanto concerne le altre sostanze oggi note e ancora utilizzate, che hanno un'azione endocrina, disponiamo di una quantità di dati troppo esigua sulla concentrazione nell'ambiente, le soglie oltre le quali inizia il loro effetto e la loro azione congiunta, che giustificherebbero un divieto. Tuttavia si impongono delle misure se nell'ambiente si verificano concentrazioni che costituiscono un pericolo per gli organismi o le loro biocenosi.

Alla domanda 2

I classici impianti di depurazione biologici sono stati costruiti per il trattamento delle sostanze facilmente degradabili e la rimozione delle sostanze nutritive. Le sostanze difficilmente degradabili vengono trattenute solo parzialmente negli impianti di depurazione biologici. Con attrezzature supplementari è però possibile trattenere un gran numero di sostanze difficilmente degradabili, il che genera costi elevati. In armonia con la politica perseguita da molti anni dalla Confederazione, si cerca di risolvere il problema alla fonte. In questo modo gli impianti di depurazione delle acque di scarico non vengono al momento dotati di equipaggiamenti supplementari.

Gli stagni d'acqua di rifiuto sono impianti di depurazione biologici estensivi che funzionano secondo processi biologici simili. Estrogeni naturali e soprattutto sintetici vengono eliminati solo in parte nelle acque di scarico degli impianti di depurazione. Malgrado non siano disponibili dati sull'eliminazione di estrogeni negli stagni d'acqua di

rifiuto, vi è da supporre che vengano eliminati in modo simile a quello dei depuratori tradizionali.

Probabilmente gli estrogeni non sono le uniche sostanze problematiche per le acque, e in particolare per i pesci. Attualmente presso l'IFADPA, in collaborazione con le autorità cantonali e federali, sono in corso lavori di ricerca nell'ambito di un progetto comune denominato "Fischnetz" (rete da pesca), volti a stabilire le cause della diminuzione del patrimonio ittico. I nuovi risultati vengono costantemente valutati e pubblicati.

Si valuteranno le misure più adatte a ridurre le sostanze problematiche come gli estrogeni, la cui immissione non può essere limitata con misure alla fonte. Si valuterà inoltre quali acque di scarico necessitano con maggiore urgenza di un'ulteriore depurazione (ad esempio le acque di scarico provenienti dagli ospedali) e quali siano i processi più idonei negli impianti comunali di depurazione delle acque di scarico.

Alla domanda 3

Una moratoria della costruzione di impianti di depurazione è problematica, poiché la riduzione dell'inquinamento delle acque verrebbe ritardata da molte sostanze eliminabili - tra cui anche le sostanze ad effetto endocrino come certi ormoni naturali. La politica generale in materia di protezione delle acque non viene messa in discussione dalle nuove conoscenze sulle sostanze ad effetto endocrino. Pertanto il Consiglio federale è del parere che sia inopportuno rinviare i lavori ai singoli impianti ancora da costruire in Svizzera, cui si sarebbe dovuto porre mano già parecchi anni fa.

Risposta del Consiglio federale.