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99.1105 · Interrogazione ordinaria · 1999-06-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Nell'ambito del suo regime di traffico di perfezionamento passivo nel settore tessile (TPPT), l'UE affida ormai da molti anni la confezione di abiti a Paesi terzi con costi salariali bassi. Il TPPT è uno strumento di politica commerciale dell'UE del tutto indipendente dall'Accordo di libero scambio Svizzera-CEE del 1972, dai sette accordi bilaterali firmati il 21 giugno 1999 o dall'Accordo sullo Spazio Economico Europeo.

Il TPPT dell'UE ha avuto conseguenze negative sulle esportazioni svizzere di prodotti tessili verso l'UE, in quanto le imprese insediate nell'UE evitano generalmente di utilizzare fili e tessuti d'origine svizzera nelle loro operazioni di TPPT in modo da non dover pagare, al momento della reimportazione del prodotto finito, un dazio doganale sul valore aggiunto nel Paese terzo (per es. la Tunisia) che può raggiungere il 15% se il prodotto finito contiene tessuti d'origine svizzera.

Dagli inizi degli anni 80, il Consiglio federale si sforza di rimediare a questa situazione sfavorevole per l'industria svizzera. Nel 1987, la Commissione dell'UE ha trasmesso al Consiglio una Raccomandazione per una "Decisione del Consiglio che autorizza la Commissione a negoziare un Accordo fra l'UE e la Svizzera sull'ammissione dei tessili comunitari e svizzeri per il traffico di perfezionamento relativo agli indumenti e sul trattamento tariffario degli abiti risultanti da tale traffico". Siccome il Consiglio non ha dato alla Commissione la necessaria autorizzazione a negoziare, la Svizzera ha tentato di regolare questo problema nel quadro dell'Accordo sullo SEE, ma senza successo, in quanto l'UE non ha accettato di entrare nel merito di un tema relativo ad un fascicolo - quello dell'unione doganale fra gli Stati membri dell'UE - non incluso nello SEE.

Solo con lo sviluppo da parte dell'UE di una strategia europea globale intesa a rafforzare i legami di libero scambio fra l'UE, l'AELS e i dieci Paesi dell'Europa centrale e orientale (PECO: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Romania, Bulgaria, Estonia, Lettonia e Lituania) si è potuto risolvere il problema del TPPT con i PECO mediante l'introduzione, nel 1987, del cumulo paneuropeo. La Turchia dovrebbe aderire a questo sistema nel 2000. Il sistema di libero scambio in questione, vasto e molto completo, ha potuto essere realizzato perché i Paesi dell'AELS e l'UE hanno concluso accordi di libero scambio con gli stessi Paesi PECO. A ciò si aggiunge che l'UE ha attribuito notevole importanza alla creazione di un sistema di libero scambio unico in Europa al fine di integrare ulteriormente tutti i suoi partner del continente.

Trattandosi dell'area mediterranea, l'UE persegue la stessa strategia applicata in Europa. A seguito della riunione ministeriale di Barcellona del 1995, l'UE si adopera per stabilire relazioni internazionali di libero scambio con tutti i Pesi dell'area mediterranea. A tal fine, l'UE persegue l'obiettivo di creare un sistema di libero scambio UE/Paesi mediterranei che, in un primo momento, resterà separato dal sistema di cumulo paneuropeo. In un secondo tempo, i Paesi dell'AELS dovrebbero poter essere inclusi in questo sistema attraverso le regole d'origine risolvendo in tal modo il problema del TPPT con il Marocco e la Tunisia.

La Svizzera e i suoi partner dell'AELS negoziano ormai da vari anni, parallelamente all'EU, accordi di libero scambio con i Paesi dell'area mediterranea. Mentre l'accordo con il Marocco è stato firmato il 19 luglio 1997 e dovrebbe entrare in vigore prossimamente, i negoziati con la Tunisia incontrano alcune difficoltà, in particolare nel settore delle regole d'origine; la sua conclusione è pertanto difficile da prevedere. I Paesi dell'AELS hanno anche concluso accordi di libero scambio con Israele e recentemente con l'OLP. Con la Giordania e l'Egitto sono in corso negoziati.

Ne deriva che la soluzione del problema del TPPT con il Marocco e la Tunisia dipende in primo luogo dalla conclusione di un accordo di libero scambio fra i Paesi dell'AELS e la Tunisia e, in secondo luogo, dalla realizzazione da parte dell'UE di un sistema di libero scambio mediterraneo che raggruppa i Paesi del Medio Oriente e dell'Africa del Nord.

Il problema del TPPT con il Marocco e la Tunisia dovrebbe poter essere risolto sul piano multilaterale nel contesto del cumulo mediterraneo che, tuttavia, entrerà in vigore fra vari anni. Una soluzione limitata ai Paesi dell'AELS, all'UE nonché alla Tunisia e al Marocco sarebbe immaginabile - parallelamente agli sforzi del Consiglio federale - soltanto se venisse vigorosamente sostenuta da interessi economici in seno all'UE.

Il Consiglio federale intende concludere un accordo di libero scambio con la Tunisia entro brevi termini e continua a cercare una soluzione soddisfacente per l'industria tessile svizzera.

Risposta del Consiglio federale.