Robbiani Meinrado · Nationalrat · 2001-05-07
Robbiani Meinrado · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2001-05-07
Wortprotokoll
Nell'ambito della posizione favorevole all'entrata in materia del gruppo democratico-cristiano, desidero sottolineare l'importanza decisiva del pensionamento flessibile o "à la carte" quale elemento qualificante dell'11a revisione dell'AVS. Una soluzione adeguata in materia di pensionamento flessibile costituisce innanzitutto un atto di intelligente adattamento a quella che è l'evoluzione a livello culturale e sociale, in secondo luogo un atto di responsabile adattamento all'evoluzione in atto nell'economia, e in terzo luogo un atto tout court di giustizia rispetto alle disparità tutt'ora esistenti anche nel campo del pensionamento.
Prima considerazione: da un profilo generale, appare con evidenza che il corpo sociale tende a diversificarsi nelle scelte dei suoi attori. A schemi piuttosto rigidi e uniformi prevalenti in passato, vanno gradatamente sostituendosi traiettorie più fluide, più diversificate, più personalizzate, ruotanti attorno al baricentro dell'individuo. L'organizzazione del tempo è certamente un terreno privilegiato dove il singolo individuo esercita la sua autonomia. La tendenza ad individualizzare i percorsi è oggi più forte e più visibile, accentuata nella gestione del tempo ravvicinata, riguardante cioè la durata settimanale e annuale del tempo, piuttosto che nella sua articolazione di più ampio termine, cioè riguardante l'arco della vita. Tuttavia la realtà sociale presenta già oggi una gamma particolarmente diversificata di opzioni anche in questo campo, cioè in materia di pensionamento. La sicurezza sociale, per evitare uno scollamento crescente rispetto alla realtà sociale, non può che adattarsi a forme di flessibilità anche in questo campo.
Seconda costatazione: il pensionamento flessibile è indispensabile alla luce dell'evoluzione in atto nell'economia e nel mercato del lavoro. L'attuale ristrutturazione condotta dalle aziende, alla ricerca di dimensioni e di fisionomie rispondenti ad un mercato più aperto e competitivo, esercita ricadute sull'occupazione, e in particolare sull'impiego di coloro che sono meno attrezzati dal profilo del dominio delle nuove tecnologie e delle competenze oggi richieste. D'altronde, l'organizzazione del lavoro e i processi di produttività accresciuta accentuano fortemente i ritmi e il carico di lavoro, con un logoramento precoce, soprattutto in certi settori e funzioni. Tant'è vero che la congiunzione tra, da una parte, la tendenza all'individualizzazione dei percorsi e, dall'altra, l'evoluzione in atto nell'economia e nel mercato del lavoro, fanno sì che negli anni novanta, come indicato dall'Ufficio federale di statistica, circa un terzo delle persone attive ha anticipato di un anno il pensionamento, un quinto lo ha anticipato di tre anni, e un dodicesimo circa di cinque anni. Quindi l'attuale limite legale di pensionamento visibilmente non riflette più una realtà andata rapidamente diversificandosi.
Terza costatazione: il pensionamento flessibile è anche, e direi soprattutto, un fattore di giustizia: troppo spesso si dimentica che il pensionamento codifica oggi situazioni di evidente disparità. Le disparità tra le diverse categorie socioprofessionali sono particolarmente acute dal profilo della mortalità e dell'invalidità e di conseguenza dal profilo dell'accesso e della durata del pensionamento stesso. La probabilità di raggiungere il pensionamento è più bassa per le persone che esercitano un'attività manuale, e per questa categoria anche la durata del pensionamento è mediamente più breve. Non è perciò superfluo ricordare che studi recenti indicano che il tasso di mortalità dei lavoratori dell'edilizia prima dell'età del pensionamento è ad esempio di circa 1,6 volte superiore a quello delle persone più qualificate, oppure che solo circa il 60 percento dei lavoratori dell'industria dell'edilizia raggiungono i 65 anni pienamente abili al lavoro. Disparità esistono anche dal profilo del prepensionamento: con la situazione odierna, la percentuale dei quadri, cioè di chi esercita responsabilità e funzioni direttive in prepensionamento, è circa doppia rispetto a quella delle altre categorie.
Proprio queste disparità mettono in evidenza la necessità non solo di un sistema ben strutturato di un pensionamento flessibile, ma anche di un sistema sociale di flessibilità. È cioè indispensabile che anche le persone con il reddito più [PAGE 397] basso possano effettivamente optare per il prepensionamento senza esserne escluse de facto. È un atto di irrinunciabile giustizia sociale adottare un modello che favorisca le persone a reddito modesto.