Lombardi Filippo · Ständerat · 2011-12-06
Lombardi Filippo · Ständerat · Tessin · Fraktion CVP-EVP · 2011-12-06
Wortprotokoll
Das ist der letzte Vorstoss dieser ausserordentlichen Session. Ich habe mich bis jetzt nicht zu Wort gemeldet. Als Mitunterzeichner der Motion Germann und als Vertreter einer schwerbetroffenen Grenzregion werde ich dies jetzt aber tun.
Ich bin heute Morgen den Eindruck nicht losgeworden, man unterschätze im Bundesrat und im Seco den Ernst der Situation. Die Wirtschaft hat natürlich eine grosse psychologische Komponente; das wird uns immer in Erinnerung gebracht. "Hören Sie bitte damit auf", sagt man uns, "die Lage schwarzzumalen; Sie stürzen damit die Wirtschaft umso mehr in eine Depression." Okay, akzeptiert, einverstanden! Aber es gibt natürlich die andere Seite der Medaille. Wenn sich die Lage objektiv und rasant verschlechtert - das spüren wir tagtäglich; das sagen uns die Vertreter der Wirtschaft, das sagen uns die Unternehmen -, dann müsste man wohl reagieren können und anders denken. Man sollte nicht einfach sagen, im Prinzip habe man schon alles gemacht, man brauche nichts mehr zu tun.
Wir werden in den nächsten Monaten dramatische Nachrichten bekommen; ich nehme darauf jede Wette entgegen. Was macht die Politik? Sie bewegt sich nicht, sie bleibt in ihrem ruhigen Rhythmus. Es seien einige Schritte eingeleitet worden, hat uns Herr Bundesrat Schneider-Ammann gesagt. Das stimmt, aber von einer neuen Dynamik, von einem Krisenmanagement ist nichts zu spüren. Das betrifft natürlich auch die Grenzregionen; für sie ist die Antwort des Bundesrates besonders enttäuschend.
Ma cosa dobbiamo attendere per sentire finalmente una reazione nelle nostre regioni che provenga dalla quieta, tranquilla Berna federale, dove comunque le imposte arrivano e le casse federali sono sempre fiorenti? L'economia reale nel Paese e particolarmente nelle regioni di frontiera è ormai al collasso. Nei prossimi mesi avremo delle cattive notizie in una proporzione, alla quale non siamo sicuramente abituati. Il commercio è in ginocchio, il turismo commerciale verso l'estero lo sta uccidendo, mentre il turismo vero, quello in arrivo dall'estero nel nostro Paese, è moribondo. Non serve a molto consolarci dicendo che nelle regioni di frontiera le aziende esportatrici in fondo non hanno difficoltà maggiori che nel resto della Confederazione. Ma quello che nelle regioni di frontiera colpisce in particolare - e parlo delle aziende piccole e medie, anche nel settore edile, nell'artigianato e via dicendo - è la concorrenza parallela che arriva da oltre frontiera: esisteva già da tempo, è sempre esistita ma ora, con le differenze dei prezzi, sta esplodendo. La miseria abituale della politica è che finché una situazione è grave non si agisce, poi, quando diventa disperata, si fa qualcosa, ma naturalmente per definizione a quel momento è troppo tardi.
Io sono dunque deluso dalla risposta del Consiglio federale. Mi aspetto che il Consiglio federale e la Seco riprendano in mano i temi discussi questa mattina e ci presentino delle misure concrete nei prossimi mesi. Alcune misure sono indicate in questa interpellanza, molte altre sono state discusse nel contesto di altri atti parlamentari di questa mattina.
Signor consigliere federale, mi aspetto un'accelerazione della vostra presa di coscienza del problema, una maggiore sensibilità a questa problematica, perché è assolutamente da prevedere che se non si interviene tra qualche mese ci ritroveremo qui per un'altra sessione straordinaria ma, appunto, a quel momento saremo nella catastrofe e sarà probabilmente troppo tardi per prendere delle misure efficaci. Il Paese reale, e le regioni di frontiera in particolare, avranno pagato un prezzo altissimo e noi saremo qui a dire be', adesso, in seguito alla crisi economica, diminuiscono anche le entrate fiscali dello Stato, quindi dovremo ulteriormente andare in depressione, diminuendo e tagliando quelli che sono i costi dello Stato medesimo. Bisogna intervenire prima di essere presi in questa spirale infernale! Signor consigliere federale, la prego di dare delle risposte dinamiche al Paese e alla situazione.