Pantani Roberta · Nationalrat · 2012-12-04
Pantani Roberta · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2012-12-04
Wortprotokoll
L'elezione diretta del Consiglio federale è in primo luogo una dimostrazione concreta di rispetto della volontà popolare, una volontà che nel nostro Paese, non guasta ricordarlo, è un cardine della democrazia elvetica. Anche se nessuno osa affermarlo apertamente, la ragione principale per cui diverse forze politiche presenti in Parlamento sono contrarie ad un elementare esercizio dei diritti politici è che si ritiene che il cittadino medio non sia all'altezza della situazione. Insomma, si pensa che un soggetto non solo in grado di intendere e di volere ma capace persino di votare senza particolari problemi per scegliere i propri consiglieri di Stato del cantone diventi improvvisamente incapace di capire certe finezze della politica. Si crede che questo ipotetico cittadino medio sia naturalmente degno di votare per o contro iniziative e referendum, che hanno per oggetto temi non di rado realmente incomprensibili. Ma quando qualcuno chiede che possa scegliersi il capo di un dipartimento federale, che prenderà decisioni direttamente legate alla sua vita quotidiana, ecco che si alzano barriere e si invocano limitazioni. Secondo alcuni il cittadino può arrivare sino ad un certo punto ma poi gli si deve chiedere di farsi da parte, di non impicciarsi di certe decisioni che non gli competono, di rinunciare a farsi rappresentare da chi gli è più vicino e delegare il compito di scegliere i membri del governo ad altri, in questo caso a noi, che sembra ne sappiano un po' di più. Certamente sono scuse.
L'elezione diretta del Consiglio federale non è la panacea di tutti i mali - chi l'avrebbe mai affermato? Ci sono ovviamente aspetti di cui discutere insieme e valutare con attenzione per evitare che la nomina di un ministro si trasformi in una sceneggiata un po' americana, dove chi ha più denaro e magari i migliori artisti dell'immagine prende il sopravvento sulla politica.
Ma questi sono dettagli, certamente non secondari ma comunque facili da affrontare in uno spirito di reale collaborazione. C'è chi paventa il timore che nel caso il governo venisse eletto dal popolo un ticinese non potrebbe mai accedere allo scranno più alto. A parte il fatto che la proposta di modifica costituzionale prevede che le regioni e cantoni francofoni e italofoni abbiano diritto complessivamente ad almeno due dei sette seggi del Consiglio federale mi risulta che oggi l'elezione dell'esecutivo non è fatta direttamente dal popolo, ma che comunque un ticinese o per lo meno uno svizzero che rappresenti le regioni di lingua italiana manchi da qualche anno. Vi parla una consigliera nazionale facente parte di un movimento piccolo a livello svizzero, che ha sì la maggioranza relativa in canton Ticino ma [PAGE 1999] che non avrebbe nessuna chance di far accedere un suo candidato al più alto scranno federale. Quest'iniziativa non porterebbe acqua al nostro mulino, a noi, che rappresentiamo una minoranza a livello svizzero, questo è certo. Eppure la sosteniamo, perché il popolo nel nostro sistema democratico è sovrano.
A chi fa presente che l'iniziativa sarebbe una richiesta populista e della destra un po' amante della piazza faccio presente che la Svizzera ha già votato in due occasioni su iniziative popolari simili a quella di cui stiamo discutendo oggi - ed entrambe furono lanciate dal Partito socialista. A chi giustamente invoca il rispetto delle regole, rispondo che l'elezione diretta del Consiglio federale permetterebbe inoltre di fare chiarezza sulla legittimità degli eletti, quanto meno a livello popolare. Non concederebbe, insomma, alcuna chance a chi oggi può ottenere un seggio nel governo solo grazie ad accordi tra alcune forze politiche ma che non ha alcun rapporto con i cittadini votanti.
Questa mattina sul nostro tavolo abbiamo trovato un cartoncino dove vi era scritto, "vincolante, corretto, solidale - appunto, svizzero"; ed è un sindacato di sinistra a scriverlo. Perché anche in questo caso, si cambiano le regole a dipendenza dei giocator. Nel nostro sistema di democrazia diretta il popolo ha l'ultima parola, anche su temi complessi e complicati. Proprio per questo motivo il popolo deve esser in grado di poter eleggere i propri consiglieri federali e di poter scegliere da chi farsi governare.
Per questi motivi invito a voler sostenere l'iniziativa.