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Romano Marco · Nationalrat · 2012-12-11

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Fraktion CVP-EVP · 2012-12-11

Wortprotokoll

Personalmente dico e dirò - al momento della votazione popolare - no all'abolizione del servizio militare obbligatorio e ai due controprogetti presentati nell'ambito di questa discussione.

Ci troviamo di fronte a un nuovo tentativo di smantellare e distruggere l'esercito svizzero. Il Gruppo per una Svizzera senza esercito, che ha promosso questa iniziativa, ha un obiettivo chiaro, evidenziato nel suo medesimo nome. Non è il primo tentativo, ma il popolo svizzero, con coscienza, responsabilità e rispetto per le istituzioni, negli ultimi anni - penso al 1989 e al 2001 - ha sempre chiaramente respinto tutte le iniziative, più o meno mascherate furbamente, tendenti ad abolire le forze armate nazionali.

Questa iniziativa non si distingue molto dalle altre anche se è parecchio fantasiosa. Malgrado non chieda espressamente l'abolizione dell'esercito, l'alternativa formulata è irrealizzabile e priva di fondamento. L'abolizione del servizio [PAGE 2139] militare obbligatorio è un'utopia nonché una proposta inconsistente e pericolosa, ma soprattutto un affronto a un valore fondamentale per il successo della Svizzera: la milizia, intesa come impegno volontario, non professionista. Il cittadino che mette a disposizione della comunità le sue competenze, le sue forze e parte del suo tempo.

Senza milizia la Svizzera non può avere un esercito. Il professionismo, per altro escluso dagli autori dell'iniziativa, non è un'alternativa sostenibile, sia finanziariamente sia concretamente. Traslando il concetto in altri ambiti importanti della società, senza milizia non funzionerebbe la gestione della cosa pubblica, non avremmo corpi pompieri diffusi capillarmente in tutto il Paese, non avremmo servizi di autoambulanza efficaci e non disporremmo dell'importante attività di cittadini impegnati nella protezione civile e nel servizio civile. Quest'iniziativa è pericolosa perché mina un elemento centrale per il funzionamento del nostro Stato. L'impegno miliziano del cittadino permette alla Svizzera di avere forze di intervento composte da un effettivo allargato, con competenze civili variegate e a costi sopportabili.

Non esiste una soluzione di esercito senza il servizio militare obbligatorio. Finanziariamente è insostenibile, non troveremmo le risorse umane e soprattutto non disporremmo mai dell'efficacia e della capacità di impiego attuali. Capisco la posizione ideologica contro la difesa armata, ma non riesco a comprendere come non si veda e non si apprezzi l'impegno a sostegno delle istituzioni civili nel caso di catastrofi naturali e di grandi eventi pubblici. L'esercito quale partner di sostegno - sia con uomini sia con mezzi - ha sempre giocato un ruolo molto importante, a costi ridotti e con grande efficienza. Chi lo sostituirà nel caso dovesse essere accettata questa iniziativa demagogica?

Le nostre forze armate sono poi un elemento importante dell'economia nazionale, anche e soprattutto nelle zone alpine e periferiche come il Ticino. Si tratta di un contributo relativo di cui possiamo fare a meno? Non credo proprio. Solo in Ticino lavorano per l'esercito circa 750 persone con una massa salariale di oltre 68 milioni di franchi, le scuole reclute e i corsi di ripetizione garantiscono circa 380 000 pernottamenti all'anno e, se ipotizziamo un costo di 50 franchi a persona al giorno, l'esercito nel nostro cantone, nel canton Ticino, crea un indotto di oltre 19 milioni di franchi, qualcosa di estremamente importante e assolutamente non relativo. Globalmente si può quindi affermare che la presenza dell'esercito in Ticino equivale ad un indotto totale che supera i 100 milioni di franchi all'anno, calcolando anche gli investimenti in infrastrutture e le spese di gestione. Questa realtà non vale solo per il Ticino, vale anche per molti altri cantoni. L'esercito non è un costo per la società, l'esercito è una risorsa per il nostro Paese. L'obbligo generale di prestare servizio è un elemento importante del tessuto sociale nazionale. L'esercito, fondato su un sistema di milizia, è radicato e vissuto nel popolo. È un elemento di coesione nazionale capace di superare e unire le barriere linguistiche e culturali.

Grazie per l'attenzione e grazie per il rispetto nei confronti del nostro esercito, del nostro sistema di milizia. No all'abolizione del servizio militare obbligatorio.