Lombardi Filippo · Ständerat · 2001-06-12
Lombardi Filippo · Ständerat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2001-06-12
Wortprotokoll
Quale cofirmatario di questa interpellanza, a mia volta mi dichiaro insoddisfatto della risposta fornita dal Consiglio federale.
L'argomentazione di dettaglio essendo stata fornita dal collega Marty Dick in francese, affinché tutti la capissero bene, mi permetterete di esprimere il mio sostegno alla sua posizione nella lingua di Dante, proprio per sottolineare l'importanza del rispetto delle nostre lingue nazionali nel quadro delle istituzioni federali.
Due argomenti mi sembrano degni di essere sviluppati, a complemento di quanto detto da chi mi ha preceduto.
Il primo è quello del valore di simbolo che assume o assumerebbe un'istituzione federale, qual'è uno dei due prospettati tribunali, per la sua assegnazione in una regione culturale e linguistica particolare. Questo valore di simbolo non è compensabile con la promessa di un'eventuale creazione di qualche decina di posti di lavoro supplementari nelle dogane o in qualche altro settore dell'amministrazione federale - sempre ammesso, poi, che queste creazioni non vengano compensate da altre riduzioni, che di questi tempi sono notoriamente molto più numerose e frequenti che non gli aumenti, e sempre ammesso che Berna non ritenga di voler punire, anche nel campo dei posti di lavoro militari, un cantone che ha espresso democraticamente il proprio parere la scorsa domenica.
Questo valore di simbolo di un'istituzione federale, credo sia stato totalmente sottovalutato. Dalle motivazioni che il Consiglio federale dà nella sua risposta, posso trarre poca soddisfazione, proprio perché si fa riferimento ad una serie di argomenti francamente secondari, tecnici, per non dire ad un certo momento addirittura preoccupanti.
Dire - come lo si fa nella risposta alla domanda numero 1 - che i membri dei nuovi tribunali, essendo dei magistrati investiti di elevato prestigio sociale con retribuzione superiore alla media, non verrebbero volentieri in una regione periferica, mentre per il tribunale delle assicurazioni, dove sicuramente le remunerazioni sono inferiori, ci si sposta più volentieri, mi sembra francamente un'argomentazione pericolosa, anche dal punto di vista sociale.
Fosse così, potete immaginare quale conclusione dovremmo trarre per tutti i direttori di tutte le imprese federali, o per altre posizioni di prestigio e di remunerazione elevata nel quadro della Confederazione.
Un altro argomento discutibile - lo ha sottolineato bene il collega David - è quello puramente e prettamente geografico.
È vero che la politica dei trasporti in Svizzera è in cronico, storico ritardo. Abbiamo vent'anni di ritardo per l'Alptransit e ci prepariamo ad averne altri venti per il raddoppio della galleria stradale del San Gottardo. È altrettanto vero però, che un giorno finalmente anche questi problemi si risolveranno, e che quindi si può sperare che si potrà circolare in questo paese a ragionevole velocità con tempi di percorrenza accettabili, che saranno sicuramente comunque inferiori a quelli di parecchi altri paesi, nostri vicini, dove le distanze sí che giocano un ruolo importante! È anche vero, come ha sottolineato il collega David, che la trasmissione immateriale dei dati e l'informatizzazione di una serie di servizi deve pur tradursi una buona volta in una concreta decentralizzazione, altrimenti continuiamo a riempirci la bocca di questi concetti tecnologici avanzati, e poi però, al momento in cui si prendono le decisioni concrete, in qualunque campo si voglia fare della decentralizzazione, ci si ferma sempre a considerazioni puramente geografiche e si ritorna al concetto per cui a più di 100 kilomentri da Berna non è possibile mettere nessuna istituzione degna di questo nome. Sia detto di transenna - ma per il beneficio dei colleghi che ne hanno fatto l'esperienza durante la sessione parlamentare primaverile a Lugano - che vista da Chiasso, Berna è particolarmente periferica, decentrata e difficilmente raggiungibile.
Concludo, associandomi all'invito del collega Marty. Non facciamo soltanto delle dichiarazioni di principio, in questi nostri interventi! Vorremmo veramente convincere il dipartimento, la consigliera federale Ruth Metzler, il Consiglio federale, a riprendere serenamente in mano l'esame di questo oggetto, senza irrigidimenti polemici o preconcetti, discutendo con il Canton Ticino, che ha dato la propria disponibilità concreta a realizzare una delle sedi prospettate. Vi invito, quindi, a riprendere il discorso, a riesaminare effettivamente il dossier, non seguendo quindi quanto sta nel testo della risposta scritta che il Consiglio federale ci ha fatto pervenire.