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Romano Marco · Nationalrat · 2013-09-10

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Fraktion CVP-EVP · 2013-09-10

Wortprotokoll

L'iniziativa parlamentare Germann chiede che la Posta e i servizi di controllo degli abitanti si comunichino regolarmente, per via elettronica e in forma codificata e strutturata, i dati sugli abitanti di cui necessitano per adempiere i compiti. La commissione, in primo luogo, dubita che lo scambio di dati chiesto dall'autore dell'iniziativa parlamentare possa rivelarsi utile a livello pratico; in secondo luogo ritiene che comporterebbe grandi rischi per la protezione dei dati. Il rischio maggiore la commissione lo vede nell'impiego del numero AVS come identificatore univoco per il trasferimento di dati: se fosse utilizzato per la distribuzione della posta, quindi fosse visibile a tutti, questo numero dell'assicurazione sociale perderebbe il carattere di anonimo e diventerebbe de facto un numero di identificazione delle persone di uso generale. La commissione ritiene che un'estensione dell'impiego del numero AVS, in particolare per scopi commerciali come quelli che persegue la Posta, sia del tutto inadeguato e sproporzionato e rappresenti un aspetto da approfondire. Poiché il Consiglio degli Stati ha dato seguito all'iniziativa parlamentare, la commissione ha dovuto decidere se approvarla o proporre alla propria Camera di non darle seguito.

Riunita il 27 maggio 2013, dopo aver già approfondito il tema nella seduta del 15 e 16 agosto 2012, la nostra commissione propone con 16 voti contro 7 - una maggioranza chiara - di non dare seguito all'iniziativa parlamentare. Questo non perché vogliamo da subito eliminare la proposta del collega Germann ma perché nell'ambito dei lavori la commissione ha elaborato un postulato - è il postulato 12.3661 -, che incarica il Consiglio federale di esaminare se sia opportuno creare le basi legali per uno scambio di dati personali esteso tra gli enti pubblici detentori di simili dati e i servizi competenti per i registri degli abitanti; quindi, si andrebbe oltre a quanto proposto dall'autore dell'iniziativa parlamentare. Ma prima di farlo occorre valutare tutta una serie di aspetti. Con il postulato si chiede di determinare i costi, benefici, rischi e limiti di un tale scambio di dati, di valutare il rischio di ricorsi e di azioni legali da parte di privati, di delineare i limiti del diritto vigente e di definire le necessarie modifiche alla legge sull'armonizzazione dei registri nonché alla legge sulla protezione dei dati.

Quindi, si tratta di approfondire tutta una serie di elementi.

Questo postulato prevede un rapporto che dovrà essere consegnato, si stima, attorno al 2015. La maggioranza della commissione propone, come detto con 16 voti contro 7, di respingere l'iniziativa parlamentare, in attesa di questo rapporto che deve chiarire gli aspetti giuridici legati a questo scambio di informazioni; in seguito eventualmente si potrà legiferare in questo senso. Una volta disponibile il rapporto chiesto con il postulato, si potranno quindi valutare meglio i rischi e l'opportunità della proposta, ma al momento, per i motivi che ho citato, l'iniziativa parlamentare va respinta. In questo senso abbiamo anche ricevuto una presa di posizione dell'incaricato alla protezione dei dati, che ha rivelato una serie di pericoli connessi a questa iniziativa parlamentare, soprattutto riguardanti la protezione dei dati, la proporzionalità e la necessità di un tale scambio di dati con un attore come la Posta.