Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2014-05-05
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2014-05-05
Wortprotokoll
L'oro della Banca nazionale non è probabilmente il tema che più fa scaldare gli animi nel dibattito politico. Ciò non toglie che sia un argomento importante che interpella anche l'indipendenza del nostro Paese - a mio giudizio il valore più importante di tutti, ancora più dell'oro. A spingermi ad intervenire sull'iniziativa sull'oro - che la Lega dei ticinesi che rappresento ha sostenuto - è anche il dibattito unilaterale a cui si è assistito al Consiglio degli Stati. Alla Camera alta nessuno è intervenuto a favore di quest'iniziativa. Ciò reputo un fatto curioso, visto che essa è riuscita e ha raccolto oltre 106 000 sottoscrizioni. Forse che tutti quelli che hanno firmato l'iniziativa hanno sbagliato in pieno, forse che sostenere l'importanza di riserve auree cospicue e soprattutto custodite in Svizzera è qualcosa di completamente avulso dalla realtà - non credo nemmeno questo.
Meno una Banca nazionale dipende dall'euro o dal dollaro più questa Banca nazionale è indipendente. Più oro significa anche maggiore indipendenza della Banca nazionale e maggiore indipendenza della Banca nazionale va di pari passo con maggiore indipendenza della nazione. Quindi appoggiando l'iniziativa sull'oro si sostiene anche l'indipendenza e l'autonomia della Svizzera. Questi sono valori che dobbiamo continuamente difendere e riaffermare perché sono costantemente minacciati. Sono minacciati sia dall'esterno - in particolare dall'Unione europea che vorrebbe inglobare anche la Svizzera - sia dall'interno ossia da quelle forze politiche che a questa Unione europea vorrebbero farci aderire con la consueta tattica del salame, una fetta alla volta. L'iniziativa inoltre chiede che l'oro della Banca nazionale svizzera sia immagazzinato integralmente in Svizzera. Oggi lo è, lo sapiamo, circa per due terzi, per il settanta percento. Il restante terzo si trova all'estero, si trova in Paesi cosiddetti sicuri. Ci mancherebbe che fosse collocato in nazioni che si trovano in situazioni di guerra.
Dove si trova in realtà non lo sa nemmeno il Consiglio federale. Qualche anno fa, proprio in quest'aula, l'allora ministro delle finanze ebbe da dire, rispondendo ad una domanda: "Dove sia immagazzinato l'oro non lo so e non lo voglio sapere. Non vorrei infatti che l'informazione mi saltasse fuori dopo una birra di troppo." I Paesi sicuri, ignoti a noi come sono ignoti al Consiglio federale, in cui è stato depositato l'oro dei cittadini svizzeri, sono poi davvero così sicuri? Con gli Stati Uniti siamo da tempo in conflitto economico a seguito delle note questioni legati al segreto bancario o piuttosto ai suoi rimasugli - pensiamo ad esempio all'attuale vicenda di Credit Suisse. Non si sa quali misure di ritorsione gli Stati Uniti potrebbero adottare nei confronti del nostro Paese. Chiediamoci piuttosto se vogliamo lasciare l'oro in queste mani - c'è da dubitarne! Visto poi il modo in cui l'Unione europea tratta il nostro Paese, in particolare da tre mesi a questa parte, dopo il voto del 9 febbraio, anche nei confronti dei suoi Stati membri potremmo chiederci se è così chiaro avere fiducia. Oltretutto a proposito di Unione europea: la stessa Germania ha deciso di recuperare l'oro della Banca centrale sparpagliato qua e là. Qualche motivo per questo passo ci sarà! Quindi chiediamoci perché non dovremmo fare altrettanto.
L'ostinazione con cui l'iniziativa sull'oro viene delegittimata accresce la convinzione che le proposte non siano così sbagliate.
Vi invito a raccomandare di sostenere quest'iniziativa.