Merlini Giovanni · Nationalrat · 2014-05-06
Merlini Giovanni · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2014-05-06
Wortprotokoll
Con le recenti modifiche della LAID e della LIFD sono state inasprite le condizioni con le quali a partire dal primo gennaio del 2016 sarà possibile beneficiare dell'imposizione forfettaria sul dispendio. Si è trovato così un equilibrio tra l'esigenza dell'equità fiscale orizzontale da una parte e l'interesse pubblico al mantenimento di quest'imposizione straordinaria che - pur toccando poche migliaia di contribuenti, erano 5634 in Svizzera nel 2012 - comporta comunque rilevanti introiti del gettito fiscale - per i livelli dell'ente pubblico, comuni, cantoni e Confederazione poco meno di 700 milioni di franchi nel 2012. In più comporta anche un indotto economico interessante contribuendo anche alla creazione di posti di lavoro. Abrogare adesso semplicemente l'imposizione globale sul dispendio, come l'iniziativa chiede di fare, sarebbe autolesionistico - soprattutto per la nostra capacità concorrenziale a livello internazionale. L'iniziativa disattende ciò che resta della sovranità fiscale dei cantoni e soprattutto ignora volutamente quelli che sono i vantaggi che l'imposizione forfettaria comporta per le regioni periferiche turistiche, penso soprattutto al cantone che mi onoro di rappresentare.
Se i globalisti residenti in Ticino, che erano ben 877 nel 2012 per un gettito fiscale globale di 53 milioni di franchi, fossero assoggettati illimitatamente all'imposizione ordinaria e quindi a un'aliquota che tiene conto di tutti i fattori di reddito a livello mondiale, molti di loro cosa farebbero? Se ne andrebbero verso altri lidi sicuramente più accoglienti. Si tratta infatti di persone che hanno una forte mobilità, che si spostano molto facilmente. L'esempio del canton Zurigo deve pur far riflettere! Ha perso circa la metà di questi facoltosi contribuenti in seguito all'abolizione popolare della tassazione forfettaria nel 2009. Oltretutto nei cantoni latini dove i globalisti sono tradizionalmente più numerosi - rappresentano circa il sessanta per cento di tutti i contribuenti tassati sul dispendio in Svizzera -, gli effetti dell'abolizione sarebbero ancora più gravosi che nelle altre regioni in Svizzera. A soffrirne di più sarebbero proprio quei cantoni che perseguono una maggiore ridistribuzione del reddito e applicano quindi aliquote ordinarie proporzionalmente più elevate rispetto agli altri cantoni per le fasce alte di reddito, come appunto è il caso del Ticino, e che non possono offrire vantaggi alternativi legati alla loro piazza economica per trattenere questa categoria di contribuenti sul loro territorio.
Non va sottovalutata l'importanza di questi contribuenti non solo in termini di gettito fiscale ma anche in termini di creazione di ricchezza. Grazie alla loro domanda di beni di consumo e di immobili essi garantiscono infatti un'apprezzabile indotto economico con conseguenti effetti positivi sul piano occupazionale. Del resto l'Amministrazione federale delle contribuzioni ha stimato in un suo studio del 2012 che una [PAGE 628] persona trasferitasi in Svizzera e tassata secondo il dispendio ha in media un patrimonio immobiliare di circa 2,3 milioni di franchi. Nell'ipotesi di un arrivo di 400 globalisti ogni anno - che era poi la media del biennio 2007/08 - la cifra d'affari generata è nell'ordine di 0,9 miliardi di franchi e il valore aggiunto nell'ordine di 0,6 miliardi, pari a circa 5500 posti di lavoro a tempo pieno nel settore edilizio e immobiliare. Inoltre il consumo generato dei globalisti crea un'ulteriore valore aggiunto, pari a 1,4 miliardi di franchi o 11 000 posti di lavoro a tempo pieno, senza dimenticare che i globalisti assumono poi anche direttamente personale per la propria economia domestica e anche per altri compiti - si stimano circa 6000 posti di lavoro a tempo pieno per complessivamente 22 500 posti di lavoro. E questo senza calcolare che i globalisti non ancora in età di pensionamento versano ovviamente anche i contributi sociali sulla base del dispendio e contribuiscono quindi agli introiti delle nostre assicurazioni sociali.
Vi chiedo quindi di raccomandare di respingere quest'iniziativa popolare e di seguire la maggioranza commissionale.