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Simoneschi Chiara · Nationalrat · 2001-10-04

Simoneschi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2001-10-04

Wortprotokoll

Cercherò di portare la voce di un cantone turistico, di un cantone di montagna, di una "Randregion", io vengo da lì. Ci sono stati tanti interpreti in questa sala, che hanno voluto portare la voce di questi cantoni, non conoscendone però le realtà.

Dico dunque di no all'iniziativa popolare e mi impegno per il sì al controprogetto che la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni ha elaborato per voi. Questo controprogetto è innanzitutto una risposta politica e democratica agli iniziativisti. In secondo luogo, ciò che è ancora più importante, esso è una risposta ai bisogni e alle attese di una gran parte della popolazione, che sempre più desidera poter passare una domenica all'anno libera dai rumori e dal traffico che, in talune regioni, come la mia, hanno raggiunto dei limiti insopportabili ed hanno deteriorato notevolmente la qualità della vita. Sappiamo benissimo - mi dispiace che il collega Maspoli non ci sia .... ah sì, eccolo - che purtroppo questa unica domenica all'anno non basta per abbattere l'inquinamento atmosferico; non siamo degli sprovveduti. Sappiamo invece che creiamo, un giorno all'anno, uno spazio di tranquillità.

Questo bisogno nuovo della popolazione viene evidenziato dal sempre più grande successo che le domeniche senz'auto riscuotono in molte città europee, che addirittura si sono riunite in un'associazione per meglio coordinare e potenziare queste iniziative. Anche nel paese a noi vicino, l'Italia, che sicuramente è una delle nazioni più motorizzate e nella quale l'automobile assume un ruolo sociale assolutamente non paragonabile a quanto avviene da noi, ebbene, anche in Italia si assiste ad un successo enorme, senza precedenti, delle domeniche senz'auto. Piccole città, grandi città, addirittura anche metropoli come Milano, Roma e Napoli, dove il caos è totale, organizzano queste domeniche senz'auto: chiudono al traffico i loro centri storici - e vi assicuro che sono chilometri quadrati, nei quali potrebbero starci le nostre regioni! Ho vissuto per tre giorni di fila a Roma questa bellissima esperienza: si andava a piedi per dei chilometri, dal Colosseo ai Fori imperiali, a via del Corso, ecc., c'erano bambini, c'erano biciclette, c'erano anziani. Era un avvenimento, era una giornata speciale. Se è possibile a Roma, dovrebbe essere possibile anche nel nostro piccolo, piccolo paese.

Anche nel Canton Ticino, che è uno dei cantoni più motorizzati, perché è latino e che è anche un cantone di montagna e turistico, ebbene, anche nel mio cantone questo bisogno della popolazione diventa sempre più evidente. Due o tre domeniche fa, la cittadina di Agno, che si trova alle porte di Lugano, ha chiuso al traffico. Penso dunque che quando si vuole tutto è possibile. Anche il governo ticinese sta studiando delle soluzioni per le nostre regioni. Voi mi direte che nel caso dell'iniziativa le cose sono diverse, che non si tratta di chiudere al traffico le città, ma l'intero paese. Ma il nostro paese è un piccolo paese che può sicuramente, come lo fanno queste grandi città, trovare delle soluzioni. Nel controprogetto sono previste una serie di eccezioni, si dà la possibilità di organizzare meglio e più efficacemente il trasporto pubblico, anche il traffico dei bus. Vedete quindi che è possibile. Il governo ticinese, facendosi interprete di questi nuovi bisogni, aveva risposto positivamente alla prima consultazione, quando il Consiglio degli Stati aveva messo in consultazione la sua proposta. Dunque, a maggior ragione dirà di sì a questo controprogetto che è ancora più limitato e dove le eccezioni sono possibili.

I vari interpreti delle regioni turistiche di montagna ci vengono a dire che il turismo sarebbe soffocato, che i nostri ristoratori farebbero fallimento. No! Caro collega Bezzola, non è vero! Perché quel giorno la gente andrà a spasso, andrà a trovare amici e parenti, andrà a visitare un'altra regione. Quel giorno le persone vorranno vivere una giornata speciale, un avvenimento speciale, andranno nei ristoranti. Ecco, dunque, che il turismo ci guadagnerà, perché il turismo, in Ticino, adesso, sta perdendo colpi proprio per l'inquinamento, proprio per le troppe automobili. Una giornata senz'auto è quindi una giornata di festa per il turismo. Penso che noi tutti abbiamo il dovere, in questo Parlamento, di interpretare i bisogni della popolazione e di cercare di dare delle risposte. Questo controprogetto dà una risposta [PAGE 1396] semplice e, se volete, anche limitata. Però dà una risposta importante a un bisogno importante della popolazione.

Vi prego, dunque, di sostenere il controprogetto della commissione.