Pedrina Fabio · Nationalrat · 2008-03-12
Pedrina Fabio · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2008-03-12
Wortprotokoll
Preciso innanzitutto i miei legami di interesse: sono presidente dell'associazione Iniziativa delle Alpi - Verein Alpen-Initiative -, una delle trenta associazioni che a tutt'oggi sono legittimate a ricorrere.
Mi esprimo qui unicamente a merito dell'iniziativa popolare dei liberali-radicali zurighesi. Ritengo che essa comporterebbe un attacco letale alla sostanza del diritto di ricorso delle associazioni. Se, in effetti, i liberali-radicali zurighesi, a cui si è acriticamente accodata la dirigenza nazionale del partito, volessero eliminare gli ostruzionismi in questo settore d'applicazione del diritto ambientale, allora dovrebbero avere il coraggio di attaccare anche il diritto di ricorso dei privati, che nella stragrande maggioranza dei casi sono all'origine dei ricorsi. Si tratta, per altro, di ricorsi accolti in minima misura, si parla di un 18 per cento dei casi.
Sul fronte delle associazioni abbiamo invece a che fare con un modesto numero restante di ricorsi inoltrati di cui, per contro, in passato oltre due terzi sono stati accolti. Altri ricorsi sono stati ritirati grazie al miglioramento dei relativi progetti. Il fatto che così tanti ricorsi siano stati accolti significa semplicemente che senza di essi qualcuno avrebbe violato, anche gravemente, le leggi ambientali di protezione della natura e del paesaggio. Per il fatto di aver assicurato il rispetto di queste leggi i ricorsi delle associazioni hanno portato un grosso beneficio alla collettività in termini proprio di medicina preventiva, risparmiando a noi e alle generazioni future ulteriori costi ambientali.
Chiedo allora agli autori dell'iniziativa e ai loro sostenitori: chi sono i veri ostruzionisti? Proprio nel caso del più volte citato stadio zurighese, l'Hardturm, che è all'origine di questa iniziativa, il 98 per cento dei ricorsi sono stati presentati da privati; e l'iter d'evasione è rimasto aperto fino a poco tempo fa sempre a causa di ricorsi privati, non delle organizzazioni ambientaliste.
Per parte mia non voglio limitare i diritti di ricorso dei privati, ma non accetto neppure che le associazioni siano zittite e cacciate fuori campo a fare da spettatori. Sono per contro disposto a prestare mano alla soluzione del problema delle lungaggini e dei ritardi che si producono, ma qui basta [PAGE 267] migliorare i flussi procedurali e amministrativi. Inoltre, ricordiamoci che lo scorso 1° luglio è entrata in vigore una modifica legislativa di ampia portata, decisa dal Parlamento, che ha per altro limitato in modo importante il suddetto diritto di ricorso. Si tratta, pertanto, di un prodotto giovane che ha bisogno di maturare e di dimostrarsi valido prima che tutto venga rimesso in questione come vorrebbe questa iniziativa.
L'inutile forzatura imposta dall'iniziativa ha comunque un aspetto positivo: si potrà discutere con il popolo del rapporto fra uomo, natura, paesaggio, territorio e ambiente in una società moderna e in continua evoluzione come la nostra. Il popolo potrà decidere se licenziare o meno l'avvocato difensore della natura e della propria qualità di vita per lasciar mano libera ai cementificatori di turno ed a tutti coloro che cercano di lucrare sulle spalle dell'ambiente e del clima.
Il diritto di ricorso attuale permette un coinvolgimento costruttivo. Con questo diritto non si è fatto ostruzione, ma esso è sin qui servito parecchio nella ricerca di soluzioni adeguate e compatibili con le leggi che abbiamo deciso in questo Parlamento. Che non si renda perciò legale, attraverso la porta di servizio, ciò che è fuori legge! Cari liberali-radicali e paladini dello Stato di diritto, anche il popolo deve essere rispettoso delle leggi che si dà. Se non lo vuole essere, basta che le modifichi, e su questo terreno vi aspettiamo fiduciosi in Parlamento e fuori da esso.
Da qui, in conclusione, il mio invito a respingere fermamente questa iniziativa e le sue proposte, che non farebbero altro che erodere e compromettere il capitale naturale e ambientale di cui abbiamo bisogno non solo per sopravvivere ma anche per vivere meglio.