Semadeni Silva · Nationalrat · 2014-06-12
Semadeni Silva · Nationalrat · Graubünden · Sozialdemokratische Fraktion · 2014-06-12
Wortprotokoll
Un bel titolo e buone intenzioni non bastano per rendere accettabile l'iniziativa di Ecopop. Sì, la critica allo sviluppo senza rispetto per le risorse limitate del nostro pianeta è giusta e anch'io la condivido, ma le misure proposte non sono adatte a raggiungere gli scopi che si prefigge.
Secondo gli autori dell'iniziativa, l'immigrazione in Svizzera ha oramai raggiunto dimensioni non più conciliabili con l'ecologia e per questo va ridotta. Ma l'immigrazione non rappresenta la causa dei nostri problemi ecologici! L'iniziativa confonde gli effetti con le cause. L'immigrazione è dovuta alla costante crescita economica e al benessere di cui gode la Svizzera. E questo ci porta sì, come altri Paesi industrializzati, a consumare e sprecare troppa energia, troppe superfici coltivabili, troppe risorse naturali. Se l'umanità consumasse tanto come la Svizzera ci vorrebbero, come è già stato detto tante volte, quasi tre pianeti per soddisfare la richiesta - e noi ne abbiamo uno solo.
Anche il Consiglio federale ha le idee chiare su questo punto. Ha già costatato che la Svizzera sfrutta in misura eccessiva le basi naturali della vita e che questo si manifesta nel cambiamento climatico, nella perdita della biodiversità e nella carenza del suolo. Ridurre la nostra impronta ecologica rappresenta un imperativo, una grande sfida. La meta consiste nel realizzare un sistema economico ecosostenibile, che però non si raggiunge con ricette semplicistiche come quelle di Ecopop. In questo contesto considero, per esempio, la Strategia energetica 2050 un passo importante nella direzione auspicata. Ed è su questo cammino, con misure specifiche nei vari ambiti, che dobbiamo procedere.
Le misure radicali contro l'immigrazione proposta da Ecopop arrecherebbero invece soprattutto danno all'economia e al Paese, come dimostra la discussione sull'attuazione dell'iniziativa popolare dell'UDC "contro l'immigrazione di massa". Piuttosto che invocare misure contro l'immigrazione dobbiamo cambiare diverse fra le nostre scelte politiche. Penso alla politica fiscale che attira imprese senza considerare la mancanza di manodopera indigena, penso alla politica familiare che non invoglia le donne ad avere figli e porta all'invecchiamento della nostra società, penso ai mancati investimenti nelle università che impediscono la formazione di un numero sufficiente di medici che chiamiamo poi dall'estero.
E per quanto riguarda la seconda richiesta degli autori dell'iniziativa vorrei dire solo questo: le misure di pianificazione familiare sono efficienti solo quando si combinano con l'istruzione, con il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, in particolare delle donne. È quanto dimostra l'esperienza di decenni di aiuto allo sviluppo e rappresenta lo stesso cammino che ha portato anche la Svizzera a uno sviluppo demografico decrescente.
Concludendo non posso che raccomandare di respingere l'iniziativa Ecopop, malgrado il bel titolo e le buone intenzioni. E il popolo deve avere l'ultima parola.