Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · 2004-09-22
Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2004-09-22
Wortprotokoll
Mi permetterò di parlare nella mia lingua madre. Chi vuole ascoltare può sentire la traduzione.
Nel 2003, poco più di un anno fa, il collega Abate ha inoltrato a nome della deputazione ticinese alle Camere federali la sua iniziativa parlamentare, oggi in discussione. L'iniziativa chiede la modifica dell'articolo 187 del Codice penale, al fine di dare ai giudici la possibilità di punire in modo appropriato chi ha abusato sessualmente di minori e chi ha effettuato dei maltrattamenti di vario tipo su minori.
Perché questa iniziativa è stata inoltrata? Proprio più di un anno fa, in Ticino, si è visto un caso con vari atti di pedocriminalità nei confronti di bambini di varie età. La presidente della Corte delle Assise criminali ha dovuto constatare con amarezza che la legge non le dava gli strumenti per punire l'autore dei fatti come si sarebbe convenuto. In effetti, in quel caso la Corte ha potuto punire questa persona, che in tutto ha abusato di una ventina di bambini e di adolescenti sotto i 16 anni, con soli sette anni di reclusione.
Ci sono delle dichiarazioni di incredulità della presidente del Tribunale penale. Ha detto: "Lo sgomento e lo sconcerto maggiore è che invece di trovare nella legge, nel nostro Codice penale, la norma che rispondesse come si conviene a quella che era la situazione penale dell'imputato, la Corte si è scontrata con la totale inadeguatezza del quadro di pena che le ha proposto il legislatore nel 1992 con riferimento al reato che punisce gli abusi sessuali su fanciulli." Cinque [PAGE 1357] anni che diventano al massimo sette anni e mezzo, questa è la pena che ha potuto dare a una persona responsabile di violenza sessuale e maltrattamenti sessuali su 21 bambini.
Oggi, noi dobbiamo decidere due cose: in primo luogo ci dobbiamo chiedere se c'è "Handlungsbedarf", se c'è bisogno di intervenire. Io penso che dopo il grido d'allarme della presidente del Tribunale penale ticinese la risposta sia sì. In secondo luogo, oggi non tocca a noi disquisire su problematiche prettamente giuridiche. Se leggete la motivazione dell'iniziativa, trovate molte spiegazioni. Se a suo tempo, nel 1992, si è voluto giustamente evitare di punire troppo severamente gli amori giovanili, oggi bisogna fare in modo di poter punire in modo adeguato quelli che non sono degli amori giovanili ma degli atti di pedocriminalità. Si tratta di persone che sono dei pedocriminali e non dei pedofili - pedofilia vuol dire altra cosa. In maggioranza sono degli uomini che spesso senza violenza, bensì approfittando e abusando di relazioni di parentela, di amicizia o di autorità, abusano di bambini e fanno dei danni incommensurabili alle piccole vittime. Sono danni che spesso non si riescono più ad aggiustare, tant'è vero che gli specialisti parlano di ferite perenni.
Bisogna inoltre, in terzo luogo, considerare che il sapere scientifico su questa terribile piaga della nostra società è aumentato considerevolmente negli ultimi dieci anni. Questo sia perché si sono redatti studi e ricerche, sia perché ci sono stati dei casi in Svizzera e all'estero. Ci sono stati dei processi, dove con esattezza è venuto alla luce anche quello che succede tra la piccola vittima e l'autore di tali reati. Ambedue hanno bisogno di procedimenti penali e di sentenze. Essi devono da una parte dare al bambino la possibilità di far riemergere e - se possibile - curare le ferite con una presa a carico adeguata. Dall'altra parte devono punire severamente l'autore della violenza, ma nel contempo anche cercare di guarirlo, se è possibile. Sappiamo che i pedocriminali talvolta non sono guaribili, poiché essi stessi sono a loro volta hanno subito degli abusi. È dunque un campo molto delicato, dove molto si è venuto a conoscere e dove molto è stato approfondito, sia nei tribunali, sia fuori, tra gli specialisti.
Un ultimo motivo per dare seguito all'iniziativa risiede nel fatto che il linguaggio usato dal Codice penale non è assolutamente più aderente alla realtà di questo terribile fenomeno, che purtroppo è una piaga della nostra società.