Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · 2014-03-18
Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2014-03-18
Wortprotokoll
Con l'iniziativa popolare federale "Sulle borse di studio" l'Unione svizzera degli universitari chiede una modifica dell'articolo 66 della Costituzione federale per estendere le prestazioni per la formazione terziaria. Vuole così armonizzare a livello nazionale i criteri per la concessione di sussidi all'istruzione e contrastare, quindi, le disparità fra i cantoni nell'accesso alla formazione.
È fuori discussione che per quanto riguarda le borse di studio c'è necessità d'intervenire, appunto, nel senso di un'armonizzazione del sistema per favorire le pari opportunità, riducendo le disparità nell'ambito della formazione. Lo dimostrano le disparità tra i cantoni nel concedere questi aiuti agli studenti. A costi paragonabili, le differenze tra i cantoni sono incomprensibili, sia per gli assegni di studio che per i prestiti. Per gli assegni di studio si va dai 18 franchi del canton Sciaffusa fino ai 91 franchi per abitante del canton Giura. Permettetemi ora di darvi qualche dato sul mio cantone, che almeno in questo ambito sembra essere abbastanza ben posizionato. Sulla base dei dati elaborati dall'Ufficio federale di statistica risulta che nel 2012 il Ticino è il settimo cantone per spesa in assegni di studio, con un importo pro capite di 55 franchi, mentre la media svizzera è di quasi 38 franchi. In Ticino, un cambiamento di modello entrato in vigore nell'anno scolastico 2012/13 nonché l'adesione al concordato intercantonale hanno migliorato le borse di studio e più in generale gli aiuti agli studi in modo che l'erogazione degli aiuti allo studio avvenga, appunto, in maniera più equa.
Qualcuno quindi potrà obiettare che proprio l'evoluzione nel mio cantone dimostra che i cantoni da soli possono agire. Sì, possono agire ma, appunto, proprio i dati intercantonali forniti dall'Ufficio federale di statistica, che più persone oggi hanno citato, dimostrano che non lo fanno o lo fanno in maniera ancora insufficiente. Senza un'armonizzazione materiale nemmeno il mio cantone può essere al riparo dalla scure dei risparmi che impone sul budget cantonale come è già avvenuto in altri cantoni - il collega Reynard citava prima il canton Vallese.
Per garantire una democratizzazione degli studi e l'accessibilità alla formazione, indipendentemente dalla situazione finanziaria, sociale e geografica, è quindi urgente avere una armonizzazione materiale. Pensiamo poi soprattutto a quelle che sono le sfide future: per affrontarle ci vogliono maggiori investimenti nella formazione, per esempio per compensare la carenza di personale che oggi sussiste in diversi settori, da quello sanitario a quello delle materie tecniche.
Negli ultimi anni poi l'impegno della Confederazione nell'ambito degli aiuti alla formazione si è notevolmente ridotto. In particolare, i contributi federali ai cantoni per i sussidi sono passati da 100 milioni a 25 milioni di franchi e variano notevolmente da cantone a cantone, con percentuali che vanno dal 5 al 28 per cento, coprendo di fatto l'8 per cento delle spese dei cantoni.
Quindi, per promuovere una maggiore equità negli studi - perché le disparità tra i cantoni sono incomprensibili e ingiustificate - ben venga il controprogetto migliorato dalla commissione. Ma sappiamo che questo controprogetto, se non è accompagnato chiaramente da un aumento significativo dei contributi federali, non può bastare.
Se tutti siamo d'accordo che investire nella formazione significa investire nel nostro futuro, conseguentemente dobbiamo evitare che il disporre o meno di mezzi finanziari condizioni il percorso formativo dei nostri giovani.
Vi invito quindi a raccomandare di sostenere l'iniziativa popolare.