Lexipedia

Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2013-06-04

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2013-06-04

Wortprotokoll

Con l'iniziativa popolare "per i trasporti pubblici" si chiede che la metà delle entrate dell'imposta sugli oli minerali venga destinata al trasporto pubblico. Attualmente questa imposta genera entrate di circa 3,5 miliardi di franchi all'anno, di cui già un quarto è a disposizione dei trasporti pubblici; con l'iniziativa si vorrebbe dunque raddoppiare questa quota parte.

L'imposta sugli oli minerali viene prelevata agli automobilisti con il preciso scopo del finanziamento delle strade nazionali. È una tassa causale, quindi va impiegata per lo scopo dichiarato e non per altri scopi. Invece, già oggi si assiste a un travaso di miliardi di franchi dalla strada alla ferrovia. Prelevare fondi dalla strada non vuol dire prelevarli da un'entità astratta ma vuol dire andare a prenderli molto concretamente nelle tasche degli automobilisti, le quali diventano sempre più sguarnite. Gli automobilisti sono dunque considerati delle mucche da mungere, come ben dice l'omonima iniziativa, lanciata nelle scorse settimane, che mi risulta abbia già raccolto un numero importante di sottoscrizioni, a dimostrazione di come il problema sia sentito.

Con l'iniziativa popolare "per i trasporti pubblici" si vuole dunque addirittura raddoppiare l'ammontare dei fondi impropriamente travasati dalla strada alla ferrovia. Viene quindi esasperata la consueta contrapposizione tra strada cattiva e ferrovia buona. L'iniziativa misconosce che anche la strada è un servizio pubblico - e non ci può essere un servizio pubblico buono ed uno cattivo e nemmeno una contrapposizione tra servizi pubblici e neanche un travaso di mezzi, come accade ora, da un servizio pubblico all'altro. Personalmente sono contrario a questa continua ed ingiustificata sottrazione di risorse dalle tasche degli automobilisti, considerati, appunto, delle mucche da mungere. Questa sottrazione, secondo me, dovrebbe finire e certamente non raddoppiare.

Inoltre, da qualche mese, con Via sicura le sanzioni per gli automobilisti sono state notevolmente inasprite, al punto da creare anche delle situazioni discutibili per rapporto alle pene erogate agli autori di veri crimini, spesso troppo leggere. Questo è un altro discorso, ormai le modifiche sono state approvate e come si suol dire: cosa fatta capo ha. Però, da un lato l'automobilista viene criminalizzato in nome del politicamente corretto, che impone che l'auto sia cattiva e il mezzo pubblico, in particolare quello su rotaia, sia buono, come se la mobilità individuale, specie nelle regioni discoste, non fosse una necessità. Dall'altro lato l'automobilista viene anche considerato come la mucca da mungere; quindi, dovrebbe venire ringraziato e invece viene martellato in continuo.

Qui si pone un problema di mentalità. Penso che gli automobilisti non debbano accettare di venire sempre considerati la fonte di tutti i mali o giù di lì. Far passare questa mentalità significa anche inculcare negli stessi automobilisti la convinzione di essere cattivi e quindi rassegnarsi ad accettare sanzioni e prelievi sempre più punitivi quale cosa giusta ed anche inevitabile.

La strada copre i suoi costi, la ferrovia no, quindi il problema è della ferrovia e non della strada. Non dimentichiamo poi che con l'iniziativa popolare "per i trasporti pubblici" i promotori si prefiggono anche di ampliare la rete ferroviaria. Naturalmente l'ampliamento comporta non solo dei costi di costruzione. Ad essi vanno aggiunti dei costi di gestione e di manutenzione. Qui c'è il problema di come si finanzieranno questi costi di gestione e manutenzione. La risposta è fin troppo semplice: si metteranno ancora una volta le mani nelle tasche degli automobilisti.

Invito quindi a respingere l'iniziativa popolare "per i trasporti pubblici".