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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2014-09-16

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2014-09-16

Wortprotokoll

Con questo postulato ci muoviamo nel campo della fiscalità dei frontalieri, un tema che in Ticino è molto noto e molto sentito.

Der Bundesrat wird mit diesem Postulat beauftragt zu prüfen, wie sich ein Vertrag mit Italien auswirken würde, der festlegt, dass Grenzgängerinnen und Grenzgänger nach den - im Vergleich mit der Schweiz bekanntlich viel höheren - italienischen Steuersätzen besteuert würden. Die Schweiz würde mit der Erhebung der Steuer betraut und würde die ganze an der Quelle erhobene Steuer zurückbehalten und Italien die Differenz erstatten. Auf diese Weise stiegen die Einnahmen aus der Besteuerung der Grenzgängerinnen und Grenzgänger für beide Länder.

In sostanza, quindi, si torna sul tema della famosa convenzione con l'Italia sui ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri, che da quattro decenni penalizza il mio cantone, il Ticino. Riteniamo dunque che tale convenzione sia da disdire, a maggior ragione se si pensa che l'Italia ha per prima violato la convenzione ma continua a trarne vantaggio nel senso che continua ad incassare i ristorni.

È noto a tutti che la convenzione del 1974 nasce come un prezzo del riconoscimento da parte italiana del segreto bancario elvetico. Il problema però è che l'Italia prima firma la convenzione, con cui riconosce il segreto bancario, e poi inserisce le imprese svizzere, per via dello stesso segreto bancario, su liste nere, il tutto continuando ad incassare i ristorni. A ciò si aggiunge poi che nel frattempo il segreto bancario è stato di fatto praticamente smantellato senza contropartita - ma noi rimaniamo sulle "black list" italiane.

È un dato di fatto che a seguito della convenzione del 1974, i cui presupposti - lo sottolineo - non sono più dati, il Ticino perde annualmente oltre 60 milioni di franchi di imposte all'anno che vengono invece ristornati all'Italia. È una cifra in crescita, nella misura in cui cresce di continuo il numero dei frontalieri. Quindi abbiamo evidentemente un problema. Sappiamo naturalmente che da anni sono in corso delle trattative con l'Italia, ma ad una loro rapida e positiva conclusione, si fa sempre più fatica a credere. Se però ci fosse a questo proposito qualche elemento nuovo, significativo e che possa essere reso pubblico, prego la consigliera federale di volercelo comunicare.

Con il presente postulato si propone a grandi linee un nuovo sistema fiscale che dovrebbe sostituire quello attuale, ovvero la tassazione dei frontalieri in base alle aliquote italiane, che sono molto più elevate di quelle svizzere. La Svizzera poi tratterrebbe la totalità dell'imposta, a seconda delle proprie aliquote, e la differenza verrebbe poi girata all'Italia. Ovviamente una quota adeguata del gettito fiscale verrebbe trattenuta dal fisco elvetico a rimunerazione del lavoro svolto. In questo modo, quindi, non solo il gettito fiscale svizzero che sostanzialmente è ticinese, perché, come sappiamo, la stragrande maggioranza dei frontalieri italiani lavora in Ticino, crescerebbe, ma allo stesso tempo crescerebbe anche quello italiano. Quindi, alla fine si farebbe anche un favore all'Italia e le si permetterebbe inoltre di superare la disparità di trattamento, che oggi sussiste tra residenti in Italia che lavorano in Italia e i frontalieri, oggi indebitamente avvantaggiati. Il maggior carico fiscale gravante sul frontaliere avrebbe poi inoltre un benvenuto effetto anti-dumping in Ticino.

Quindi, alla fine, tirando le somme si vede che la proposta contenuta nel postulato, malgrado il Consiglio federale proponga di respingerla, ha tanti effetti positivi e ben poche controindicazioni. Quindi, vi prego di voler sostenere questo postulato.