Maspoli Flavio · Nationalrat · 2001-11-29
Maspoli Flavio · Nationalrat · Tessin · Fraktionslos · 2001-11-29
Wortprotokoll
È un'iniziativa, questa, che sicuramente è testimone della preoccupazione di cittadine e cittadini che non vedono di buon occhio e che si preoccupano per come il nostro paese sta trattando determinati argomenti. Una stampa chiaramente di parte è riuscita a inculcare nella mente delle cittadine e dei cittadini che il progresso sta nella piena libertà, sta, per esempio, nell'eutanasia attiva, quando delle persone diventano scomode e nell'aborto, quando non si vuole un bambino. Io credo, viceversa, che sia compito dello Stato, che sia compito della società, modificare - mi si consenta questo termine poco appropriato in questo campo - le condizioni quadro in cui questo bambino deve nascere e in cui l'anziano deve poter vivere. Non è dunque una questione di progresso, il progresso non sta nell'uccidere la vita non ancora nata, il progresso non sta nell'uccidere l'anziano, per qualsiasi ragione e sempre.
Io non voglio fare il moralista, perché non è certo il mio compito e perché non sarei la persona adatta per fare del moralismo. Ma mi oppongo fermamente all'idea che lo Stato contribuisca a compiere degli omicidi - perché di questo si tratta, di omicidi, chiamiamoli con il loro nome: omicidi premeditati - compiuti laddove la vita dovrebbe essere più protetta che in qualsiasi altro luogo e, cioè, nel grembo materno. Questo non vuol dire che in casi eccezionali un intervento di questo genere non possa essere fatto. Ma, se noi prendiamo la prima parte del testo dell'iniziativa e seguiamo la proposta della minoranza Studer Heiner, ecco che vediamo che queste eccezioni sono e saranno possibili, come lo sono già oggi. Dunque, io non credo che noi abbiamo bisogno di nuove legislazioni, non credo che sia necessario legiferare ulteriormente sull'argomento.
Quest'iniziativa popolare in pratica lascia le cose come stanno oggi, e oggi una donna che veramente non può o non vuole partorire, per motivi che io non giudico e che non voglio neanche sapere, non vuole dare al mondo il proprio figlio, ha la possibilità di interrompere la gravidanza. Quello che si vuole fare invece con altre iniziative, con altre leggi che noi voteremo tra poco, per cui giustamente è stato impugnato il referendum, sarebbe una legalizzazione de facto dell'omicidio premeditato. Io, qui, non posso essere d'accordo, pertanto io sosterrò, né più né meno, la proposta della minoranza Studer, che mi sembra sensata, nella misura in cui lascia le cose come stanno.
Prima di votare allegramente contro un'iniziativa del genere, io credo che ognuno deve interrogarsi e deve chiedersi se fosse al mondo qualora, una cinquantina di anni fa, qualcuno avesse proposto di abortirlo.