Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2014-09-24
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2014-09-24
Wortprotokoll
Intervengo anche a nome della collega leghista Roberta Pantani. Visto che il tempo a disposizione è poco ricorrerò a dieci parole chiave:
1. Costituzionalità: è garantita perché il secondo traforo non prevede un aumento della capacità, diversamente dal controprogetto all'iniziativa "Avanti".
2. Traffico: il traforo di risanamento non avrà conseguenze rilevanti sotto questo aspetto proprio perché non prevede un aumento di capacità.
3. Europa: a che titolo l'Unione europea chiederebbe eventualmente di aprire tutte le quattro corsie, quando la capacità attuale non è esaurita? E poi, tra vent'anni ci sarà ancora l'Unione europea?
4. Sicurezza: il secondo tubo è indubbiamente un balzo avanti per quanto riguarda la sicurezza. Tutti gli incidenti mortali verificatisi in passato al Gottardo sono dovuti a scontri frontali.
5. Ambiente: senza il traforo di risanamento bisognerebbe costruire a Biasca e Rynächt rispettivamente ad Airolo e Göschenen delle stazioni di trasbordo veicoli che sarebbero le più grandi d'Europa. 140 000 metri quadri di territorio verrebbero sacrificati e devastati.
6. Capacità: le navette non avrebbero capacità sufficiente né per i camion e nemmeno per le automobili.
7. Economia: la chiusura triennale del Gottardo comporterebbe la perdita di migliaia di posti di lavoro in Ticino.
8. Costi: il secondo tubo, su cui siamo chiamati a decidere, è un investimento per tutta la Svizzera, mentre le varianti con navette comportano solo dei costi.
9. Concorrenza: il traforo di risanamento è un intervento di manutenzione e non di aumento di capacità. Quindi non entra in concorrenza finanziaria con i nuovi progetti, in particolare con quelli in Romandia che noi come consiglieri nazionali ticinesi appoggeremo.
10. Consiglio federale: il governo, prima orientato sulla variante con navette, ha cambiato idea. Invito quindi chi avesse ancora dei dubbi a seguire l'esempio del governo e ad approvare l'entrata in materia.