Romano Marco · Nationalrat · 2015-06-18
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Fraktion CVP-EVP · 2015-06-18
Wortprotokoll
L'esercito è oggi una delle poche realtà capaci di unire concretamente la Svizzera, un impegno comune a favore dello Stato di giovani cittadini ma anche cittadine provenienti da ogni angolo del Paese. L'esercito di milizia è di principio e di fatto plurilingue - lo è certamente più dell'amministrazione federale. È espressione del nostro federalismo e fondato su una concreta sussidiarietà. Questa riforma lo vuole ulteriormente radicare nelle regioni, regionalizzando la prontezza e di conseguenza la logistica.
Mes collègues de Suisse romande vont sûrement accepter que je fasse mon rapport en italien. L'italien est une langue officielle, et l'armée est en réalité extrêmement fédéraliste et plurilingue.
Trattiamo oggi l'USES, acronimo di "ulteriore sviluppo dell'esercito". È un progetto significativo di riforma delle nostre forze armate. Si tratta di un proseguo del percorso intrapreso una ventina di anni fa con numerose riforme, tra cui l'ultima, l'Esercito XXI. Sono previsti adattamenti volti a correggere lacune emerse da quest'ultima riforma e a migliorare aspetti centrali per il funzionamento futuro. In sostanza sono previste modifiche legislative nell'ambito dell'istruzione, della capacità di reazione e di mobilitazione dell'esercito nonché del suo impiego. Si fissa il quadro finanziario e l'effettivo a disposizione dei prossimi anni, 100 000 uomini e almeno 5 miliardi di franchi.
Nell'odierna società della comunicazione immediata e globale lo scenario geopolitico internazionale è noto all'opinione pubblica. Sappiamo, anche se talvolta lo interpretiamo diversamente, cosa succede attorno a noi. Viviamo in un contesto rapidamente mutevole con situazioni di notevole tensione anche relativamente prossime al nostro Paese. Le minacce sono definite in termini generali, ma i loro sviluppi e il loro realizzarsi sono molto difficilmente prevedibili. In un contesto di generale riarmo la Svizzera deve realizzare questo ulteriore sviluppo dell'esercito con l'obiettivo di avere a disposizione forze armate capaci di proteggere il nostro Paese e la sua popolazione in caso di situazione straordinaria, nonché di garantire le relative infrastrutture necessarie.
Il 22 settembre 2013 il 73 per cento degli aventi diritto di voto ha ribadito la volontà di avere un esercito di milizia, confermando l'obbligo di prestare servizio militare. In questo quadro con l'USES si vuole garantire la migliore formazione possibile a reclute e quadri, la capacità di svolgere i compiti chiave in risposta alle missioni date, di rispondere con un'adeguata prontezza e di essere fortemente radicati nel nostro territorio, notoriamente molto eterogeneo. [PAGE 1198]
Un elemento centrale dell'USES è poi la reintroduzione di un sistema di mobilitazione capace di chiamare in servizio entro dieci giorni fino a 35 000 uomini equipaggiati in modo completo con mezzi di condotta, veicoli e altro materiale.
Considerata la necessità di realizzare nei tempi prestabiliti, entro fine anno, la riforma e le basi legali per questa riforma dell'esercito, la commissione ha già dato inizio ai lavori prima che fosse finita la trattazione al Consiglio degli Stati. Nell'ambito dell'entrata in materia abbiamo ascoltato impressioni e suggestioni dai seguenti attori rilevanti: cantoni, la Società svizzera degli ufficiali, la Società svizzera dei sottufficiali, l'associazione degli ufficiali di Stato Maggiore generale, l'associazione Pro Militia nonché il gruppo Giardino. Successivamente sono sorte ulteriori domande, motivo per cui abbiamo ascoltato un rappresentante dei comandanti delle polizie cantonali, un rappresentante di una grande azienda attiva in Svizzera con azionariato estero, un rappresentante del mondo accademico e dei giornalisti specializzati in materia militare. Sono stati sollevati numerosi aspetti meritevoli di approfondimento, segnalati degli aspetti da migliorare e evidenziati anche aspetti da correggere assolutamente in questa riforma.
Globalmente l'approccio è stato costruttivo e si è manifestata la necessità di realizzare il progetto in discussione. Le criticità emerse non compromettono l'USES nel complesso ma vanno corrette nella deliberazione di dettaglio. Grande attenzione è stata posta sulla credibilità dell'esercito e sulla reale capacità di assolvere le missioni che gli sono attribuite. Questa riforma rientra nel quadro costituzionale dato e lo rispetta. Non tutto è definibile e pianificabile a priori. Serve una struttura capace di rispondere a scenari ipotizzabili e plausibili. La commissione sostiene il modello di esercito di milizia e il mantenimento del tiro obbligatorio.
È un elemento significativo e garante di sicurezza nel concetto di cittadino soldato. La volontà minoritaria di creare un esercito fondato su militi in ferma continua è anticostituzionale. Si scontra con i principi chiave del nostro esercito di milizia e comprometterebbe l'intera riforma e la funzionalità dell'esercito. Riconoscendo che l'USES per taluni rappresenta un'ulteriore riduzione dell'efficacia dell'esercito mentre per altri vi è ulteriore margine per ridimensionare le forze armate, la Commissione, apprezzando l'equilibrio e il concetto logico di fondo del progetto, ha deciso di entrare in materia con 22 voti contro 1. Quanto deciso dal Consiglio degli Stati va nella giusta direzione. Il progetto va realizzato con le modifiche oggi in discussione. Occorre quindi assolutamente respingere la proposta di non entrare in materia Trede.
La commission soutient une baisse ciblée de l'effectif réglementaire à 100 000 militaires, avec un effectif réel de l'ordre de 140 000 hommes, recrues exclues. Le nouvel effectif réglementaire permettra de former 106 bataillons et groupes. Par rapport à aujourd'hui, 72 bataillons et groupes doivent donc être dissous. Il s'agit de 20 formations actives et de la totalité des formations de réserve. Une diminution plus grande mettrait en péril le fonctionnement de l'armée et, de manière générale, son existence future. Les propositions d'augmentation de l'effectif ne sont pas soutenables au niveau financier et ne permettent pas de garantir l'infrastructure nécessaire.
Un esercito sul modello USES con 140 000 uomini d'effettivo reale è sostenibile e finanziabile sul medio periodo. Con il credito sancito nella legge militare di almeno 5 miliardi di franchi all'anno, deve essere possibile un equipaggiamento completo ed un aumento degli investimenti. L'USES prevede un modello di istruzione che torna ad essere completo per ogni funzione. Si conferma il ritorno a due scuole reclute l'anno - erano tre fino ad ora, dopo l'ultima riforma. Vengono confermati sei corsi di ripetizione di tre settimane l'uno, al contrario di quanto aveva proposto il Consiglio federale con due settimane e cinque corsi.
L'armée doit être entièrement équipée pour répondre à la volonté d'être bien ancrée au niveau régional. Les régions territoriales recevront plus de moyens et deviendront des divisions territoriales.
Au niveau logistique, le développement de l'armée (DEVA) prévoit des investissements dans les cantons et l'abandon des structures devenues superflues.
Un aspetto che resterà controverso e sul quale è necessario ancora trovare il giusto equilibro è la struttura, l'organizzazione gerarchico-funzionale dell'esercito e del suo vertice.
La commissione conferma la segmentazione in impiego, supporto e istruzione, una suddivisione funzionale che si concretizza in una struttura lineare e moderna, nella quale tutti gli impieghi saranno condotti dal comando operazioni. La discussione sul collocamento delle forze terrestri e forze aeree è ancora aperta e va ulteriormente approfondita dai colleghi del Consiglio degli Stati. Una sostanziale novità rispetto alla versione del Consiglio degli Stati è l'introduzione, all'articolo 100 capoverso 1 lettera b, di una specificazione inerente, la lotta ai cyberattacchi, termine usato ben 28 volte nel messaggio governativo ma che poi non trova una risposta concreta nella legge militare. La commissione, con 23 voti contro 1, ha deciso di specificare il ruolo attivo e proattivo dell'esercito nel campo cyber.
La commission vous recommande, par 22 voix contre 1, d'entrer en matière sur le projet de réforme de l'armée.
La commission a aussi approuvé au vote sur l'ensemble l'ordonnance du Conseil fédéral qui définit l'organisation de l'armée, par 13 voix contre 8 et 3 abstentions.
La commission soutient les principaux éléments de la réforme, qui permet de corriger des problématiques relevées dans l'organisation actuelle et d'améliorer l'instruction.
La commission a décidé de suivre la décision du Conseil des Etats s'agissant de la durée des cours de répétition, de trois semaines. Cependant, la commission a décidé d'augmenter leur nombre: les militaires de la troupe devront donc accomplir six cours de répétition.
Quant au cadre financier, le plafond des dépenses a été fixé à 5 milliards de francs par an au minimum dans la loi.
La commission a voulu expliciter dans la loi, à l'article 100 alinéa 1 lettre b, la nécessité pour l'armée d'être aussi active dans le domaine de la cyberguerre.