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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2015-05-06

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2015-05-06

Wortprotokoll

La presente mozione è stata presentata nel marzo 2014 - quindi era passato meno di un mese dalla votazione sull'iniziativa "contro l'immigrazione di massa". A ridosso di quella votazione popolare storica, sulla Svizzera sono state esercitate pressioni di ogni di tipo da parte dell'Unione europea, la quale nel corso degli anni si è abituata ad assumere atteggiamenti di tipo coloniale nei confronti del nostro Paese.

Nach der Volksabstimmung vom 9. Februar 2014 ist die Schweiz vonseiten der Europäischen Union mit einer Flut an Drohungen und Kritik überschüttet worden. Unser Land soll offenbar unter Druck gesetzt werden. Als Reaktion auf einen demokratisch gefällten Volksentscheid ist dies inakzeptabel und verwerflich. Solche gegen die Schweiz gerichtete Aktionen aus Brüssel dürfen nicht unbeantwortet bleiben.

Ci si sarebbe potuti attendere, forse peccando molto di ottimismo, che ad un anno di distanza dalla votazione del 9 febbraio 2014, la mozione in questione potesse essere diventata superata dagli eventi, nel senso che ci si sarebbe anche potuti attendere che un anno fosse comunque un lasso di tempo adeguatamente lungo per concretizzare o cominciare a concretizzare quello che è un voto popolare.

Questo è una mozione che di per sé avrei anche ritirata volentieri se le cose fossero andate diversamente, quindi se le cose fossero andate per il verso giusto, però non è stato il caso. Sicché quindi, invece di essere superata dagli eventi, questa mozione purtroppo capita ancora a fagiolo. Sappiamo che solo nei giorni scorsi l'Unione europea ha annunciato una linea dura nelle trattative con la Svizzera sulla libera circolazione delle persone. Quindi in sostanza siamo sempre ai piedi della scala.

Dal 2007 la Svizzera versa i famosi contributi di coesione ai nuovi Stati membri dell'Unione europea per un totale di circa 1,3 miliardi di franchi. Tra l'altro alla Polonia sono stati destinati circa 500 milioni - sono cifre che in queste misure si sono viste solo in risarcimenti di guerra. Questi contributi dovrebbero essere stati impiegati per rafforzare l'economia dei Paesi beneficiari, il che sarebbe, si dice, anche nell'interesse della Svizzera. Naturalmente, qui qualche domanda si pone, perché bisognerebbe poi capire bene dove e quali sono, per il nostro Paese, queste ricadute positive dovute ad un investimento di simili proporzioni - di sicuro non nella limitazione dell'immigrazione, visto che comunque il Consiglio federale ha dovuto ricorrere alla clausola di salvaguardia.

Nel corso degli anni evidentemente i contributi di coesione sono stati versati quasi per intero. Nella sua presa di posizione su questa mozione, il Consiglio federale fornisce delle indicazioni. Però, essendo trascorso quasi un anno, immagino che quelle cifre indicate non siano più attuali, quindi sarebbe interessante avere un aggiornamento. Comunque, malgrado gran parte di questi contributi siano già stati versati, rimane un certo margine. Su questo margine è possibile ed a mio parere anche opportuno agire, perché va bene essere svizzeri e ligi al dovere o al presunto dovere, però versare somme molto ingenti a Paesi esteri che poi per tutto ringraziamento ci trattano più o meno da Stato canaglia diventa un po' troppo anche per noi. Nella sua presa di posizione, il Consiglio federale sottolinea che l'eventuale blocco del versamento dei contributi non colpirebbe direttamente l'Unione europea bensì gli Stati membri beneficiari. Questo evidentemente è chiaro, ma altrettanto chiaro è che se ci fosse il blocco - nonché mi faccio illusioni - ci penseranno poi questi Paesi beneficiari a farsi sentire con i loro rappresentanti comunitari a Bruxelles.

Visto che l'Unione europea pensa di poter fare la voce grossa bloccando le trattative con la Svizzera, cominciamo anche noi a bloccare qualcosa, ad esempio quel che resta da versare dei contributi di coesione. È un gesto che forse a questo punto sarebbe più simbolico che altro, ma comunque significativo. È forse giunto il momento di non limitarsi a dichiarare a beneficio della cronaca interna che la Svizzera nella negoziazione con l'Unione europea ha delle buone carte da giocare, ma forse di cominciare a giocarne qualcuna.

Vi chiedo quindi di approvare la mozione.