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Cassis Ignazio · Nationalrat · 2015-09-07

Cassis Ignazio · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2015-09-07

Wortprotokoll

La presenza di Fulvio Pelli in quest'aula si fa sentire anche dopo la sua partenza fisica. Sono certo che da casa starà osservando con interesse che fine sta facendo la sua proposta volta a rafforzare questo strumento di previdenza sociale facoltativa degli imprenditori. È uno strumento di generosità e di solidarietà facoltativa che molti imprenditori e molte ditte mettono a disposizione dei dipendenti in caso di crisi della ditta, sia finanziaria che di altro tipo. Con quest'iniziativa parlamentare a Fulvio Pelli stava a cuore permettere a questo strumento di ritrovare una sua forza e una sua dignità dopo che il numero di tali fondi si è ridotto da più di 8000 nel 1992 a 2600 nel 2010.

È vero, dice la nostra collega Heim, che questi fondi hanno ancora oggi abbastanza tanti soldi da gestire, circa 16,8 miliardi di franchi. Ma non dimentichiamo le proporzioni! Le casse pensioni, quelle della solidarietà obbligatoria, gestiscono 800 miliardi di franchi. Sono quindi briciole rispetto al grande capitale. Perché dico questo? Perché la maggioranza della vostra commissione è dell'opinione che per questa differenza non occorre chiedere agli imprenditori che fanno questo sforzo volontariamente lo stesso rigore contabile, lo stesso rigore di tenuta di contabilità, lo stesso rigore di gestione dei conti che si chiede alle grandi casse pensioni con una gestione di capitale di oltre 800 miliardi di franchi.

La vostra commissione ritiene a maggioranza che la proposta del Consiglio federale, fatta propria dal Consiglio degli Stati, sia una chiara sovraregolamentazione che ancora una volta durante questa legislatura va a colpire la libera imprenditorialità. Ancora una volta si vede bene da dove viene: dalla profonda sfiducia che sta progressivamente sostituendo la fiducia che in passato regolava il rapporto tra economia e politica. Questa è l'opinione della maggioranza.

Questa sfiducia porta ad una sovraregolamentazione. Molti imprenditori smetteranno allora di dotarsi di questi fondi di previdenza con prestazioni discrezionali. Dobbiamo lasciare loro la libertà necessaria di essere solidali con i loro dipendenti. Per fare questo vi invito a nome della maggioranza ancora una volta a sostenere la decisione che il Consiglio nazionale ha già preso due volte sugli articoli 89a capoverso 7 numero 7bis rispettivamente capoverso 8 numero 1a, 1b e 1c del Codice civile. Si tratta di quattro elementi: dei principi di trasparenza della contabilità, della definizione della cerchia dei beneficiari di questa prestazione, della definizione del principio d'adequazione del versamento di questi soldi discrezionali e dell'uguaglianza di trattamento nel versare questi fondi. Non è vero, come abbiamo sentito dalla minoranza, che oggi questi elementi non sono regolati; sono già regolati ma non in modo così dettagliato come avviene nelle normali casse pensioni di carattere obbligatorio.

Se vogliamo dare un futuro in questo senso a questi fondi - se Fulvio Pelli oggi fosse qui in aula non potrebbe che sostenere la versione della maggioranza - allora sosteniamo insieme le proposte di maggioranza. In commissione è stata una maggioranza chiara con 16 rispettivamente 17 voti contro 8, due terzi contro un terzo - una maggioranza che ha trovato riscontro in seduta plenaria già due volte. Siamo all'ultimo passaggio, è l'ultima volta che ne parliamo. Se il Consiglio degli Stati resterà sulla sua linea e non vorrà venirci incontro, chiuderemo la partita in Conferenza di conciliazione. Mi auguro che in quest'ultima sessione della legislatura si possa portare a casa questo cambiamento del Codice civile e fare un regalo all'autore di quest'iniziativa, al nostro ex collega di parlamento, di partito e di cantone Fulvio Pelli.