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Romano Marco · Nationalrat · 2015-03-11

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Fraktion CVP-EVP · 2015-03-11

Wortprotokoll

Siamo oggi chiamati ad approvare un ulteriore sviluppo delle basi legali che regolano la cooperazione di polizia e doganale tra la Svizzera e l'Italia. Questo nuovo accordo bilaterale tra i due Paesi sostituisce quello attualmente in vigore datato 1998. Si tratta di un'evoluzione legislativa che migliora le condizioni quadro per l'operatività quotidiana di polizia e guardie di confine lungo il confine italo-svizzero. È a tutti gli effetti un rafforzamento e un miglioramento del quadro legislativo e operativo odierno. La bontà di quanto elaborato dalle Parti non è contestato; anzi si attende con impazienza l'entrata in vigore dell'accordo.

La Commissione della politica di sicurezza ha esaminato il messaggio governativo lo scorso 26 gennaio e vi raccomanda all'unanimità di entrare in materia e di approvare il nuovo accordo. L'approvazione parlamentare da parte elvetica può concretizzarsi entro l'estate, pronti per mettere in vigore l'accordo per il 1° gennaio 2016. Questo sarà tuttavia possibile solo se anche da parte italiana sarà realizzato l'iter legislativo necessario nel Parlamento italiano. In caso di rallentamenti da parte italiana la commissione invita il Consiglio federale ad adoperarsi affinché anche l'Italia ratifichi quanto prima possibile questo nuovo accordo.

Il nuovo accordo, alla cui negoziazione ha partecipato anche la Polizia cantonale ticinese, è orientato allo scambio d'informazioni tra le autorità, al coordinamento di misure congiunte e al distaccamento di unità d'intervento, consentendo a quest'ultime di partecipare a operazioni condotte dagli agenti dell'altro Paese. Inoltre, prevede l'assistenza reciproca in caso di eventi di vasta portata, catastrofi e sinistri gravi. Con questo nuovo accordo si potranno finalmente formare pattuglie miste e operare nello Stato limitrofo nel caso di inseguimenti. Va anche sottolineato che questo accordo permette l'attività del Centro di cooperazione doganale di Chiasso, realtà sconosciuta a molti, ma fondamentale per l'attività di polizia nella fascia di confine. Nel centro collaborano, fianco a fianco, 24 ore su 24, autorità doganali e di polizia svizzere e italiane, aumentando efficienza ed efficacia nel lavoro delle forze dell'ordine.

Quanto citato è molto utile a contrastare la criminalità transfrontaliera e fondamentale per le guardie di confine e le polizie che operano quotidianamente sul terreno lungo la fascia di confine. La ristrettezza degli spazi e la rapidità con cui si muovono i criminali impongono un'azione coordinata e collaborativa.

Questo documento dovrà essere completato dalle due controparti con ulteriori regolamenti di esecuzione. Si tratterà di regolare l'azione delle pattuglie miste - la composizione, la mobilità e tutti i dettagli -, l'utilizzo di armi e munizioni e le modalità di gestione delle banche dati; segnalo che attualmente la munizione ad espansione controllata, utilizzata dalla Svizzera, non è accettata dall'Italia.

I lavori sono in corso e tocca al Consiglio federale giungere ad un'entrata in vigore più rapida possibile.

In conclusione, la commissione unanime vi invita ad approvare questo nuovo accordo in risposta anche delle preoccupazioni dei cittadini che risiedono nella fascia di confine italo-svizzera e che settimanalmente sono confrontati con la criminalità transfrontaliera che necessita risposte urgenti e precise.